Non accennano a ridursi i prezzi del grano

Gli eventi dell’ultima settimana continuano ad influenzare la dinamica dei prezzi

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Alimentari Grano Determinanti dei prezzi

Da diversi mesi, l’aumento dei prezzi del grano è al centro dell’attenzione. Un trend crescente iniziato già prima del 2022, che ha però visto la sua escalation in seguito allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. Difatti, pochi giorni dopo l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe Russe il prezzo spot del frumento quotato al Chicago Mercantile Exchange (CME) ha raggiunto il livello di 14.3 $/Bushel, nonché il più alto mai prima registrato.
La sensibilità così forte del prezzo del frumento è da associare al ruolo fondamentale nel commercio mondiale del grano ricoperto sia dalla Russia che dall’Ucraina. Nel 2020, secondo fonte ExportPlanning, la Russia ha esportato oltre 7 miliardi di dollari contro gli oltre 4 esportati dall’Ucraina, riuscendo così a rientrare nel ranking dei top10 paesi esportatori di grano.
Di seguito, il grafico che mostra la dinamica degli ultimi 18 mesi dei prezzi finanziari del grano quotati al CME, espressi in dollari per bushel.

Prezzi finanziari giornalieri del frumento (CME) $/Bushel

 

Come già illustrato nell’articolo “Prezzi del grano: un'analisi comparata dei diversi mercati” l'avvio della guerra russo-ucraina ha creato un differenziale fortemente accentuato tra il prezzo spot e il prezzo del contratto per consegne a 6 mesi, che è andato via via riducendosi fino ad attestarsi sugli 11 $/Bushel.
La scorsa settimana però il differenziale è tornato nuovamente ad ampliarsi, seppur in entità minore. Il 16 maggio infatti il prezzo spot del frumento quotato al CME ha toccato quota 12.5 $/Bushel, registrando una variazione rispetto al venerdì precedente di circa +7% e di +20% in soli 14 giorni. A pesare è stata principalmente la decisione dell’India di bloccare le sue esportazioni di grano, peggiorando così una situazione già molto critica.
Come riporta l’Ansa, nel mondo vengono prodotte oltre 700 milioni di tonnellate di grano all'anno. Il primato spetta alla Cina, con un volume di produzione di oltre 100 milioni di tonnellate all'anno. L'India è il secondo paese con oltre 90 milioni di tonnellate di produzione annuale. Terza la Russia, seguita dagli Usa e dal Canada. La scelta di Nuova Delhi è stata resa nota a 24 ore dalla pubblicazione dei dati sull'inflazione annuale, salita all’8,38%. Attualmente lo Stato si trova in grandi difficoltà a causa dell'anomala ondata di caldo che lo ha colpito. Le dimensioni del raccolto potrebbero essere quindi molto inferiori al previsto, forse al di sotto di 100 milioni di tonnellate.

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Come si muovo i prezzi del grano nei mercati reali e finanziari?

Il grafico che segue mette a confronto i prezzi del grano ricavati da tre fonti diverse:

  • prezzo spot quotato al CME,
  • prezzo di fonte doganale UE,
  • prezzo rilevato dalla Camera di Commercio di Milano presso un panel di operatori specializzati sul mercato italiano.
Grafico 2: Confronto prezzi del grano da diverse fonti €/Ton

 

In questa fase è utile un aggiornamento di quanto precedentemente analizzato. Le tre curve mostrano un andamento nel lungo periodo molto simile.
Fino alla metà del 2021, il differenziale tra i tre livelli non superava i 60 €/Ton, con i prezzi registrati alla Camera di Commercio di Milano sempre maggiori, probabilmente dovuto al fatto che questi si riferiscono a transazioni tra distributore e utilizzatore e che quindi includano anche dei margini commerciali e logistici. Inoltre, si osserva come questi ultimi abbiano subito anche variazioni maggiori rispetto ai prezzi finanziari e doganali UE, che al contrario sono apparsi convergenti su livelli più bassi e identici per tutto il periodo pre-conflitto.
Dal mese di marzo in poi, le quotazioni del grano in tutti i mercati rappresentati hanno raggiunto un punto di massimo e in questa fase, l'impennata del prezzo finanziario spot sembra aver influenzato maggiormente i prezzi registrati alla Camera di Commercio di Milano (cresciuto in termini tendenziali del +70%) rispetto a quelli rilevati alle dogane UE (variazione tendenziale del +36%). Gli ultimi dati mostrano un rallentamento dei prezzi nei mercati reali, seppur su livelli ancora molto alti, contrariamente ai prezzi finanziari che, fortemente influenzati dal blocco imposto da New Delhi, sono tornati a crescere dopo un lieve calo registratosi ad aprile.