Fase di debolezza per le materie prime

Il rallentamento della crescita globale si riflette sui prezzi delle commodities

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Alimentari Chimici Organici Energetici Ferrosi Non Ferrosi Preziosi Plastiche ed Elastomeri Prodotti dell'Industria Chimica Legno e Carta Fibre Tessili Chimici Inorganici Congiuntura

Dopo tre mesi consecutivi di rialzi, dettati in larga parte dall’andamento del mercato petrolifero, a maggio 2019 l’Indice Totale Commodities StudiaBo segna una battuta d’arresto, rimanendo stabile nei livelli in euro sui 111 punti base.

Dal confronto con l’Indice delle Commodities Non Energetiche (Grafico 1) emerge chiaramente come quest’ultimo risenta di una fase di debolezza iniziata già a metà del 2018, mentre l’andamento delle quotazioni del petrolio ha sostenuto fino al mese scorso il livello generale dei prezzi delle materie prime.

Grafico 1: Confronto Indice totale commodities e No Energetici (Aprile 2019)

Fonte: PricePedia
Confronto Indice totale commodities e No Energetici (Maggio 2019)

Entrando nel dettaglio della dinamica congiunturale (Grafico 2) emerge come i Preziosi costuiscano un'eccezione: i rinnovati timori generati dall’acuirsi dello scontro Usa-Cina hanno portato ad una maggiore attratività dell’oro, bene rifugio per eccellenza, che ha spinto l’Indice a segnare un incremento del +2.3% rispetto ad aprile 2019. In leggera crescita rispetto al mese precedente anche le quotazioni delle commodities Alimentari ed Energetiche, mentre crollano quelle dei Chimici Inorganici: le riduzioni della soda caustica (-9%) e del bromo (-7.5%) hanno portato a maggio l’Indice a perdere circa 5 punti percentuali rispetto al mese precedente. Significative riduzioni anche per Plastiche ed Elastomeri (-2.4%), Legno e Carta (-2.1%), Fibre Tessili (-1.9%) e Chimica per l'Industria (-1.5%), il lieve calo i metalli Ferrosi e Non Ferrosi.

Grafico 2: Maggio 2019, variazioni % in euro rispetto a Aprile 2019

Fonte: PricePedia

Per quanto riguarda la dinamica tendenziale (Grafico 3) i Preziosi sono anche in questo caso quelli che hanno subito un incremento maggiore: +16% rispetto a maggio 2018. In forte crescita anche Chimica per l’Industria (+6%) mentre rimangono ancora leggermente sopra il livello di un anno fa Alimentari ed Energetici. In forte riduzione Fibre Tessili e Chimici Organici (che segnano rispettivamente -8.3% e -7.5%) ma registrano andamenti negativi anche Non Ferrosi (-3.9%), Plastiche ed Elastomeri (-3%) e Chimici Organici (-2.8%).

Grafico 3: Maggio 2019, variazioni % in euro rispetto a Maggio 2018

Fonte: PricePedia