Segnali di ripartenza?

Informazioni dagli indici di prezzo delle materie prime del mese di giugno

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I profondi effetti del lockdown sui prezzi delle materie prime sono ancora forti, ma nel mese di giugno sembra emergere qualche lieve segnale di recupero sostenuto dalla ripartenza delle attività industriali.
Il grafico che segue riporta gli indici PricePedia relativi rispettivamente al totale dei prezzi delle commodity e dei beni Industriali: quest’ultimo, escludendo gli Energetici ed i Preziosi, permette di cogliere le dinamiche dell’attività industriale al netto delle speculazioni finanziarie. Gli indici sono riportati in euro.

Grafico 1: Indici dei prezzi delle materie prime
Indici dei prezzi delle materie prime

Sia per l’indice totale che per quello degli industriali, i livelli risultano in flessione e le variazioni anno su anno sono negative e profonde, rispettivamente pari al -26% e -10%. Confrontando però i livelli di giugno con quelli di maggio emergono lievi segnali di recupero.
Dopo cinque mesi di continue e significative variazioni negative, l’indice totale delle commodity segnala infatti una variazione congiunturale positiva (+3.8%) e torna prossimo ai livelli di aprile, dinamica sostenuta dal recupero di giugno dei prezzi del barile. Quest’ultimo registra uno storico rimbalzo chiudendo il mese di giugno a 31 euro al barile (+19%), grazie al rinnovo dei tagli alla produzione dell’OPEC Plus e l’ottimismo dei mercati per la ripartenza dei consumi.
Un ulteriore debole segnale positivo è fornito dall’indice degli Industriali, il quale rispetto al mese precedente registra una contrazione marginale (-0.2%). Il rallentamento è dovuto alla cauta ripartenza dell’attività industriale in Europa. Ad incidere però ci sono anche gli shock all’offerta in Sudamerica, l’attuale epicentro della pandemia: Cile e Perù, principali produttori di minerali di rame al mondo, stanno affrontando una grave crisi sanitaria che ha costretto i rispettivi governi a sancire regimi di quarantena, con inevitabili sospensioni di numerose attività produttive.

Segnali di ripartenza emergono anche dalla produzione industriale, che a giugno conferma la ripresa di maggio. Il grafico che segue riporta l’indice della produzione industriale e l’indice dei prezzi dei beni Industriali.

Grafico 2: Indice di produzione industriali e dei prezzi degli Industriali in euro
Indice di produzione industriali e dei prezzi degli Industriali in euro

Dal grafico emerge che le serie tendono ad avere dinamiche simili e accennano a segnalare la ripartenza dell’attività industriale. Per l’indice di produzione industriale aprile risulta il mese più drammatico, toccando un punto di minimo storico (variazione tendenziale del -17.9%); da maggio si registra invece un recupero, che viene confermato anche nel mese di giugno (-11% su base tendenziale). Il balzo di giugno riporta l’indice di produzione sui livelli di marzo.

Se le serie vengono confrontate in dollari, il rallentamento degli industriali si concretizza in un aumento rispetto al mese precedente pari al 3%, dinamica riconducibile al deprezzamento del tasso di cambio dollaro/euro.

Grafico 3: Indice di produzione industriali e dei prezzi degli Industriali in dollari
Indice di produzione industriali e dei prezzi degli Industriali in dollari

Per quanto riguarda le singole merceologie, lo scenario tendenziale rimane relativamente invariato rispetto al mese precedente: Preziosi e Alimentari sono le uniche due categorie merceologiche a segnalare variazioni tendenziali positive, rispettivamente +33.5% e +2.5%, mentre le restanti categorie confermano variazioni negative. Da segnalare la dinamica dell'indice di prezzo dei Preziosi, che registra una variazione tendenziale inferiore di qualche punto percentuale rispetto al mese precedente, interpretabile come timido segnale di una riduzione dell’incertezza.
Gli Energetici segnalano la variazione tendenziale più forte, pari al -46%. Trascinati dal crollo del petrolio, Chimici Organici e Plastiche ed Elastomeri si attestano su livelli inferiori allo scorso anno, in calo rispettivamente del 23% e del 16.5%. Le Fibre Tessili e i Chimici Inorganici continuano a registrare variazioni negative superiori al 10%. Contrazione superiore al 9% per i prezzi di Ferrosi, Legno e Carta e Non Ferrosi. Attorno al -6% la variazione dei prezzi registrata nel comparto della Chimica per l’industria.

Grafico 2: Giugno 2020, variazioni % in euro rispetto a Giugno 2019

Fonte: PricePedia