Uno sguardo ai prezzi delle commodities attraverso gli indici di PricePedia

Prezzi sostanzialmente stabili a marzo 2018 rispetto a febbraio. In calo tutte le commodities rispetto a un anno fa ad eccezione di metalli e legname

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Congiuntura

L'anno da poco concluso è considerato a livello globale un anno positivo per i produttori di commodities. Dopo il crollo del prezzo del petrolio realizzatosi a fine 2014, che ha travolto tutte le altre materie nel corso del 2015, tra il 2016 e il 2017 i produttori hanno assistito ad una nuova ripresa dei prezzi, trainata dalla crescita della domanda.

Grafico 1: Indice dei prezzi in euro e dollari delle commodities

Fonte: PricePedia

L'indice totale delle commodities1 in euro mostra l'accenno ad un trend negativo che interessa i primi mesi del 2018, con segnali di stabilizzazione nel mese corrente: nel mese di marzo è stata registrata una lieve riduzione congiunturale prossima allo 0,7% e una più importante variazione tendenziale (rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) pari al -3,57%. Si delinea una storia completamente diversa se si considera l'andamento dell'indice dei prezzi in dollari. Anche in questo caso la varizione rispetto a febbraio è piuttosto modesta (-0,8%). Se però si considera la variazione tendenziale allora emerge un cambio nei livelli di prezzo. Rispetto al marzo scorso infatti i prezzi sono cresciuti dell'11,37%.

Come appare chiaro dal Grafico 1, il tasso di cambio ha determinato una dinamica molto differente tra le due serie. Il deprezzamento del dollaro rispetto all'euro dopo il primo trimestre del 2017, momento in cui i prezzi in euro hanno cambiato significativamente il loro livello, ha determinato un trend positivo dei prezzi in dollari. Dopo l'aumento nei mesi iniziali del 2017, i prezzi in euro, grazie all'apprezzamento rispetto al dollaro, hanno vissuto invece un periodo di relativa stabilità.

Spostando l'attenzione sui primi mesi del 2018, e operando un focus sul mese di Marzo, si evince una situazione piuttosto stabile rispetto al mese precedente: come si può notare dal seguente grafico delle variazioni congiunturali (variazioni rispetto al mese precedente) degli indici delle famiglie di commodities, non si registrano movimenti repentini.

Grafico 2: Marzo 2018, variazioni % in euro rispetto a Febbraio 2018

Fonte: PricePedia

L'unico rincaro che supera di poco l'1% ha riguardato il prezzo dei metalli ferrosi (+1,16%). I restanti aumenti, piuttosto modesti, hanno interessato le fibre tessili e la legna, con variazioni nell'ordine rispettivamente dello 0,46 e 0,3%. Gli alimentari sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,03%). Si registra una lieve riduzione nei prezzi mensili degli energetici (-1,17%), dei metalli non ferrosi (-0,76%) e delle plastiche (-0,18%). Il solo movimento “importante” riguarda il calo dei metalli preziosi, che subiscono una perdita del 4,83%.

Grafico 3: Marzo 2018, variazioni % in euro rispetto ad Marzo 2017

Fonte: PricePedia

In questo caso emerge una situazione interessante: tutte le commodities in euro hanno subito una riduzione importante ad eccezione di metalli, legna e carta. Gli shock politico-economici (annunci dei dazi doganali) congiuntamente all'aumento della domanda di metalli, hanno prodotto un aumento del 1,44% per i ferrosi e 3,78% per i non ferrosi. L'aumento rispetto a un anno fa di legna e carta è prossima al 3,22%. Energetici, plastiche, fibre tessili e alimentari hanno invece subito una calo rispettivamente del 4,98, 4,27, 3,53 e 2,59%. I metalli preziosi si confermano come i più volatili, con una riduzione tendenziale del 18,44%.


(1) Gli indici si riferiscono alle famiglie di commodities contenute in PricePedia. Per informazioni sulle modalità di costruzione degli indici si rimanda alla lettura della sezione ad essi dedicata contenuta nella nota metodologica.