Aggiornamento Congiuntura Ottobre 2026
Nuovi rincari per le commodity europee, con l'energia ai massimi da dicembre 2022
Pubblicato da Pasquale Marzano. .
Doganali EU CongiunturaA ottobre 2026, i prezzi europei dei materiali di acquisto hanno registrato un aumento complessivo del +2.3% rispetto al mese precedente, risentendo soprattutto dell'intensificarsi delle tensioni geopolitiche e delle conseguenti pressioni sui mercati energetici.
In Medio Oriente, i nuovi attacchi degli Houthi e le persistenti difficoltà nei transiti marittimi attraverso lo Stretto di Hormuz hanno continuato ad alimentare i timori di interruzioni delle forniture. Nonostante una parziale ripresa dei flussi petroliferi rispetto ai mesi precedenti, il traffico attraverso lo Stretto è rimasto lontano dai livelli precedenti alla crisi. A queste tensioni si sono aggiunte, inoltre, le interruzioni delle infrastrutture energetiche in Russia e Ucraina, causate dai reciproci attacchi.
In questo contesto, le quotazioni del petrolio Brent sono aumentate del 6% su base mensile, raggiungendo una media di 108 dollari al barile. Ancora più marcate sono state le tensioni sul mercato europeo del gas naturale TTF, le cui quotazioni hanno superato nell'ultima settimana di ottobre i 100 €/MWh, toccando il livello massimo da dicembre 2022 (si veda l'aggiornamento settimanale Il gas europeo torna sopra i 100 €/MWh).
Il grafico seguente illustra l'andamento in euro dei prezzi delle materie prime sul mercato europeo attraverso i principali aggregati PricePedia, con base 100 i rispettivi livelli di gennaio 2022: Totale Commodity[1], Industriali[2], Energetici e Alimentari.
A livello di singole macro-categorie, il peggioramento del contesto geopolitico ha influenzato soprattutto i prezzi fisici europei delle commodity energetiche, che hanno registrato un aumento del +4%, attestandosi su livelli massimi da dicembre 2022. Da inizio conflitto nel Golfo Persico, a ottobre la crescita complessiva dei prezzi energetici europei è risultata superiore al +54%.
Sebbene a ritmi più contenuti, la dinamica di crescita ha caratterizzato anche le commodity industriali, che a ottobre hanno registrato un aumento del +1.2% mese-su-mese, portando l'incremento complessivo febbraio 2026 a +13.5% e confermando la pressione sui costi degli input produttivi, non soltanto energetici, per le imprese manifatturiere europee.
La dinamica dei prezzi delle materie prime industriali da inizio conflitto
Nel grafico che segue, la dinamica dell'indice Industriali viene scomposta nelle principali sotto-categorie, considerando le variazioni percentuali dei prezzi in euro tra febbraio e ottobre 2026.
Grafico 2: Variazioni % in euro di ottobre 2026 rispetto a febbraio 2026
Fonte: PricePedia
All'interno del comparto delle commodity industriali, si evidenzia una crescita generalizzata di tutte le merceologie, ad eccezione della chimica farmaceutica.
Le categorie maggiormente esposte ai rincari delle materie prime petrolchimiche e del gas naturale continuano a registrare gli aumenti più significativi. In particolare, a ottobre 2026 i prezzi dei chimici organici e delle plastiche ed elastomeri risultavano superiori di oltre il 22% rispetto a febbraio dello stesso anno.
Rincari significativi hanno interessato anche le fibre tessili, i cui prezzi sono aumentati di oltre il +17% nel periodo considerato. Accanto alla crescita delle fibre sintetiche, di entità analoga a quella dell'indice aggregato, spicca l'aumento di oltre il 30% dei prezzi della lana. A differenza delle fibre sintetiche, la dinamica rialzista della lana ha avuto inizio nella seconda metà del 2025, sostenuta principalmente dalla contrazione dell'offerta australiana, che rappresenta il principale riferimento per il mercato internazionale.
Nel periodo considerato, anche i prezzi dei chimici inorganici hanno registrato un aumento superiore al 15%. All'interno del comparto spiccano i rincari dei carburi di tungsteno, con una crescita di oltre il 135%, riconducibile a una situazione di deficit dell'offerta e alla forte dipendenza del mercato internazionale dalla produzione cinese, come approfondito in un precedente articolo.
Particolarmente significativo anche l'aumento dei prezzi dello zolfo (+88%), il cui mercato, già caratterizzato da una disponibilità limitata, ha risentito dell'aggravarsi delle difficoltà di approvvigionamento legate al conflitto nel Golfo Persico.
Nonostante la sostanziale stabilità registrata a ottobre, i prezzi dei metalli non ferrosi mantengono una crescita cumulata significativa, pari al 13% rispetto a febbraio 2026.
Tra le restanti categorie industriali, si segnala l'aumento di quasi il 10% dei prezzi della chimica specialty, trainato soprattutto dai fertilizzanti (+24%). Più contenuti, ma comunque significativi, gli aumenti nei comparti legno e carta e metalli ferrosi, entrambi caratterizzati da una crescita media di circa il 7% nel periodo febbraio-ottobre. All'interno del comparto siderurgico, si distinguono i prodotti lunghi di acciaio (+13.6%) e i rottami di acciaio (+11.5%), che hanno registrato incrementi sensibilmente superiori alla media della categoria.
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1. L'indice PricePedia Totale Commodity risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle commodity industriali, alimentari ed energetiche.
2. L'indice PricePedia del prezzo degli Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno e Carta, Chimica Farmaceutica, Chimica: Specialty, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche ed Elastomeri e Fibre Tessili.