Aggiornamento Congiuntura Agosto 2026

Prosegue la crescita dei prezzi europei delle commodity

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Doganali EU Congiuntura

Ad agosto 2026 i prezzi in euro delle commodity sono cresciuti di oltre il +2% rispetto al mese precedente. La dinamica dei prezzi risulta infatti caratterizzata dall'evoluzione del contesto geopolitico e, soprattutto, dall'incertezza legata al transito dello Stretto di Hormuz. Quest'ultimo rimane formalmente chiuso e il traffico, seppur non del tutto azzerato, rimane comunque inferiore ai livelli pre-conflitto.

Il grafico seguente illustra l'andamento in euro dei prezzi delle materie prime sul mercato europeo attraverso i principali aggregati PricePedia, con base 100 i rispettivi livelli di gennaio 2022: Totale Commodity[1], Industriali[2], Energetici e Alimentari.

Totale Commodity (Europa), Industriali (Europa), Energetici (Europa) e Alimentari (Europa), Indici in € (2022-01 = 100)

Ad agosto tutte le macro-categorie merceologiche considerate sono state caratterizzate da una crescita mese-su-mese dei prezzi, seppur con intensità diverse. In particolare, i prezzi europei delle commodity alimentari hanno registrato un aumento contenuto e pari al +0.3%. All'interno della categoria è utile segnalare la crescita dei prezzi del frumento di quasi il +4% rispetto al mese precedente, a causa delle preoccupazioni legate ad una offerta inferiore alle aspettative degli operatori e alle tensioni relative al conflitto tra Russia e Ucraina, tra i principali produttori mondiali di cereali.

Per quanto riguarda le altre macro-categorie, ad agosto l'aumento più intenso è stato registrato dalle commodity energetiche (+4% rispetto a luglio 2026). A differenza di quanto osservato nel precedente aggiornamento, la crescita è stata sostenuta sia dall'andamento del petrolio, sia da quello del gas naturale. All'interno del comparto merceologico, è utile segnalare, inoltre, che l'incremento più forte è arrivato, nel medesimo periodo, dai prezzi degli oli medi e pesanti (soprattutto gasolio e oli combustibili), pari complessivamente al +5.7% rispetto al mese precedente. Più contenuto l'aumento degli oli leggeri, pari mediamente al +1.2% mese-su-mese.

Anche le commodity industriali hanno registrato una crescita, seppure più contenuta, pari al +0.8% rispetto a luglio. I prezzi del comparto continuano a mantenersi intorno ai massimi relativi raggiunti nei mesi successivi all'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran e risultano, ad agosto, quasi il +10% superiori rispetto alla media pre-conflitto di febbraio 2026. La persistenza di prezzi elevati nel comparto industriale riflette la trasmissione delle tensioni energetiche maggiormente distribuita nel tempo e lungo le diverse filiere produttive, con effetti più forti nei comparti maggiormente esposti alle materie prime di origine petrolchimica.

La dinamica dei prezzi delle materie prime industriali da inizio conflitto

Per comprendere quali filiere industriali stiano evidenziando le maggiori tensioni, è utile scomporre la dinamica aggregata delle commodity industriali e analizzare l'evoluzione dei prezzi delle singole merceologie.

Il grafico seguente riporta le variazioni percentuali dei prezzi in euro delle principali sotto-categorie industriali tra febbraio e agosto 2026.

Grafico 2: Variazioni % in euro di agosto 2026 rispetto a febbraio 2026

Fonte: PricePedia

A eccezione dei prodotti della chimica farmaceutica, i cui prezzi risultano in lieve riduzione, si può notare come tutte le merceologie siano caratterizzate da quotazioni mediamente più elevate rispetto a febbraio 2026, confermando quanto osservato a livello aggregato.

Gli aumenti più intensi nel periodo hanno interessato le categorie maggiormente esposte alle dinamiche delle filiere petrolchimiche. In particolare, i prezzi dei prodotti Chimici Organici e delle Plastiche ed Elastomeri hanno registrato incrementi superiori al +16%. La maggiore esposizione di questi comparti alle dinamiche dei derivati del petrolio rende infatti più immediata la trasmissione degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime lungo la filiera.

Una crescita sostenuta ha interessato anche i metalli Non Ferrosi, i cui prezzi sono aumentati di oltre il +11% tra febbraio e agosto. In questo caso, la dinamica appare maggiormente legata alle preoccupazioni sul lato dell'offerta, particolarmente rilevanti per rame e zinco.

Le restanti merceologie hanno invece evidenziato aumenti più contenuti, inferiori al 10%. Tra queste, i metalli Ferrosi hanno registrato una crescita di poco superiore al +3.5% nel periodo febbraio-agosto 2026, confermando una trasmissione dello shock al momento più limitata rispetto alle categorie maggiormente esposte ai fattori energetici e alle tensioni dal lato dell'offerta.

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1. L'indice PricePedia Totale Commodity risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle commodity industriali, alimentari ed energetiche.
2. L'indice PricePedia del prezzo degli Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno e Carta, Chimica Farmaceutica, Chimica: Specialty, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche ed Elastomeri e Fibre Tessili.