Segnali contrastanti nei prezzi regionali del tungsteno tra Asia ed Europa

Analisi dell’andamento dei prezzi del tungsteno in seguito alle restrizioni alle esportazioni cinesi

.

Tungsteno Materie Prime Critiche

Nell’analisi: "Come il mercato cinese influenza quello UE: il caso del tungsteno e i suoi composti" si è evidenziata la forte concentrazione delle forniture mondiali di tungsteno che dipendono quasi unicamente dall'offerta cinese. La Cina, infatti, non solo detiene le maggiori riserve mondiali di minerali di tungsteno e contribuisce da sola a oltre tre quarti dell’estrazione globale del minerale[1], ma è anche leader nella produzione dei principali composti derivati da questo metallo. Un’interruzione o anche una semplice riduzione parziale delle esportazioni cinesi può essere quindi sufficiente a generare tensioni immediate sull’offerta globale, con conseguente aumento dei prezzi internazionali e difficoltà di approvvigionamento lungo le catene globali del valore. Questo è quanto si è verificato a seguito dell’introduzione, da parte di Pechino, di nuovi vincoli normativi sulle esportazioni di alcuni metalli critici, incluso il tungsteno.

Nel febbraio 2025, il Ministero del Commercio cinese (MOFCOM), in collaborazione con l’Amministrazione Generale delle Dogane, ha introdotto un sistema di controllo sulle esportazioni di tungsteno e dei relativi composti nell’ambito della normativa sui beni a duplice uso (dual-use items), ossia materiali con possibili applicazioni civili e militari. Il nuovo regime prevede l’obbligo di ottenere una licenza preventiva per l’esportazione di alcune materie prime critiche, tra cui appunto il tungsteno, estendendo al contempo gli obblighi informativi lungo la filiera. In particolare, l’accesso a tali materiali è subordinato alla condivisione di dati industriali sensibili da parte delle imprese acquirenti estere, inclusi dettagli sui processi produttivi, sui quantitativi impiegati e sugli impianti utilizzati per la lavorazione dei prodotti derivati contenenti metalli critici di origine cinese. Questo sistema di autorizzazione rafforzato consente alle autorità cinesi non solo di regolamentare l’export, ma anche di monitorare in modo più strutturato l’impiego internazionale delle materie prime strategiche.

Il regime è stato ulteriormente inasprito nel dicembre 2025, quando Pechino ha introdotto un sistema di esportatori autorizzati per il biennio 2026-2027, limitando a sole quindici imprese cinesi la possibilità di esportare alcuni metalli critici tra cui il tungsteno. Parallelamente, il sistema di licenze è stato reso più selettivo e integrato con requisiti informativi più stringenti, consolidando un modello in cui non solo le esportazioni, ma anche l’utilizzo finale del tungsteno e delle altre materie prime critiche viene monitorato in modo sistematico e strutturato.
Alla luce di questo progressivo irrigidimento del quadro regolatorio cinese, può essere quindi interessante analizzare l’evoluzione dei vari prezzi del tungsteno.

Analisi dei prezzi europei della filiera del tungsteno

Nel grafico che segue si riportano le serie storiche dei vari prezzi doganali europei del tungsteno, espressi in euro per tonnellata.

Serie storiche dei prezzi doganali europei del tungsteno, espressi in euro per tonnellata
Serie storiche dei prezzi doganali europei del tungsteno, espressi in euro per tonnellata

Dall’analisi del grafico emerge un incremento generalizzato dei prezzi lungo l’intera filiera del tungsteno, con livelli che hanno raggiunto nuovi massimi storici. A seguito delle restrizioni alle esportazioni introdotte dalla Cina nel febbraio 2025, i prezzi di diversi prodotti europei a base di tungsteno sono più che raddoppiati.
Tra le diverse categorie di prodotti commercializzati, i carburi di tungsteno hanno registrato gli aumenti più contenuti, pur evidenziando comunque una crescita significativa pari a circa il 75% nel periodo compreso tra febbraio 2025 e maggio 2026.
Tali dinamiche di crescita dei prezzi, sebbene particolarmente accentuate, potrebbero comunque sottostimare una tensione che, al momento, risulta circoscritta al mercato asiatico ma che potrebbe estendersi in futuro anche al mercato europeo.

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!

Analisi dei prezzi asiatici del ferro-tungsteno

Nel grafico seguente sono rappresentate le serie storiche dei prezzi FOB delle esportazioni cinesi e dei prezzi CIF delle importazioni giapponesi di ferro-tungsteno, la tipologia di tungsteno che ha registrato il maggiore incremento dei prezzi sui mercati asiatici.

Serie storiche dei prezzi doganali cinesi e giapponesi del ferro-tungsteno, espressi in euro per tonnellata
Serie storiche dei prezzi doganali cinesi e giapponesi del ferro-tungsteno, espressi in euro per tonnellata

Il grafico è "impietoso": a partire da febbraio 2025, i prezzi FOB delle esportazioni cinesi e i prezzi CIF delle importazioni giapponesi di ferro-tungsteno hanno entrambi registrato un aumento di circa sei volte.
Nel 2026 la Cina, principale fornitore di ferro-tungsteno del Giappone, a seguito dell’introduzione delle nuove restrizioni sul tungsteno ha ridotto in modo significativo le esportazioni di questo metallo verso alcuni Paesi, tra cui in particolare il Giappone, determinando una contrazione significativa dell’offerta che si è riflessa sui rispettivi prezzi regionali.
Al momento risulta ancora difficile stabilire con certezza se questa tensione resterà circoscritta al solo mercato asiatico oppure se sia destinata a estendersi anche a quello europeo, dove i prezzi risultano “solamente” raddoppiati rispetto ai livelli di febbraio 2025. E' evidente che la principale forza calmieratrice del mercato europeo risiede in una marcata contrazione della domanda, resa possibile dalla sostituibilità del tungsteno con altri metalli, in particolare il molibdeno in alcune applicazioni di acciai speciali.

Conclusioni

Il tungsteno è una commodity critica per diversi Paesi nel mondo, la cui offerta dipende in larga misura dalle forniture cinesi. I nuovi vincoli introdotti dalla Cina sulle esportazioni di tungsteno hanno quindi determinato un forte aumento dei prezzi internazionali, con dinamiche tuttavia significativamente diverse tra il mercato europeo e quello asiatico.
Attualmente, sia i prezzi FOB delle esportazioni cinesi sia i prezzi CIF delle importazioni giapponesi, rilevati da due fonti doganali indipendenti, indicano entrambi livelli di prezzo del ferro-tungsteno di circa sei volte superiori rispetto ai livelli di febbraio 2025, mese in cui sono stati introdotti i primi vincoli alle esportazioni da parte della Cina. In Europa, invece, l’aumento dei prezzi è stato molto più contenuto, con valori che risultano circa raddoppiati rispetto a quelli di febbraio 2025.

È difficile stabilire se la crescita anomala osservata nei mercati cinese e giapponese resterà confinata ai soli contesti regionali asiatici o se sia destinata a propagarsi anche alla dinamica dei prezzi europei. L’evoluzione dipenderà in larga misura dall’effettiva sostituibilità del tungsteno con altri metalli, soprattutto in ambito siderurgico. Ciò che appare invece evidente è la marcata vulnerabilità della filiera europea, fortemente dipendente dal mercato cinese per l’approvvigionamento di tungsteno, un fattore che si configura come potenziale elemento di rischio per la stabilità del mercato.
Per tale motivo, l’Unione Europea sta rafforzando le proprie politiche di sicurezza sulle materie prime critiche nell’ambito del Critical Raw Materials Act, con l’obiettivo di diversificare le fonti di approvvigionamento, ridurre la dipendenza da singoli fornitori e aumentare la resilienza delle catene del valore. In questo contesto, l’UE sta sviluppando un’iniziativa coordinata per la costituzione di scorte strategiche di materie prime critiche. Tra i materiali individuati per i primi schemi di stoccaggio figura anche il tungsteno, insieme ad altri minerali strategici come terre rare e gallio, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre la dipendenza dalla Cina.


[1] Fonte: U.S. Geological Survey (USGS): Mineral Commodity Summaries 2025.