Come i prezzi dei polimeri termoplastici si trasferiscono lungo le filiere delle fibre sintetiche
Il caso delle filiere del nylon, del polipropilene e del poliestere
Pubblicato da Pasquale Marzano. .
Polipropilene Fibre Tessili Poliammide Polietilene tereftalato (PET) Determinanti dei prezziIl blocco dello Stretto di Hormuz ha generato forti tensioni sui mercati dei feedstock energetici e sulle filiere produttive a essi collegate. Tra i comparti maggiormente colpiti figurano quello dei polimeri termoplastici e quello dei prodotti chimici organici, i cui prezzi hanno registrato aumenti superiori al +15% dall'inizio del conflitto (si veda l'aggiornamento di giugno 2026).
Le tensioni sui polimeri hanno aumentato le pressioni sui costi delle industrie utilizzatrici. Un primo esempio è rappresentato dal settore degli imballaggi, nel quale i polimeri costituiscono una componente fondamentale dei costi di produzione, come illustrato nell'articolo Aumentano i prezzi delle materie prime per il packaging alimentare.
Oltre al packaging, l'impiego dei polimeri termoplastici interessa, però, numerose altre filiere industriali. Tra queste rientra quella delle fibre e dei filati sintetici, nella quale poliammidi (nylon), poliestere e polipropilene rappresentano le principali materie prime.
Diventa quindi rilevante comprendere in quale misura gli shock dei prezzi di questi polimeri tendono a trasferirsi ai prezzi delle fibre e dei filati sintetici, e quali differenze emergono tra le diverse filiere produttive.
Dai polimeri alle fibre e ai filati sintetici
A partire dai polimeri termoplastici sopra descritti vengono prodotte fibre sintetiche destinate a un'ampia gamma di applicazioni tessili, tra cui abbigliamento, tessili tecnici, arredamento, automotive e prodotti industriali. I due principali rami produttivi conducono ai filati di filamenti continui e alle fibre discontinue, che derivano da due differenti percorsi di trasformazione.
Nel caso dei filati continui, il polimero viene fuso ed estruso in filamenti continui, che possono successivamente essere stirati, testurizzati, ritorti o sottoposti ad altre lavorazioni in funzione delle caratteristiche richieste dal prodotto finale. Nel caso delle fibre discontinue, invece, i filamenti estrusi vengono tagliati in fibre di lunghezza limitata (definite anche fibre in fiocco), che costituiscono un semilavorato destinato alle successive fasi di cardatura e filatura per la produzione, ad esempio, di filati discontinui.
La figura seguente sintetizza le relazioni tra il principale input di produzione e semilavorato, riportando le elasticità di lungo periodo stimate lungo le filiere di nylon, poliestere e polipropilene. Esse permettono di evidenziare come le variazioni di prezzo si trasmettano dal polimero ai diversi prodotti.
Le elasticità di lungo periodo stimate evidenziano la relazione tra i prezzi lungo le tre filiere considerate. I prodotti derivati dalla poliammide presentano i valori più elevati: un aumento del 10% del prezzo del nylon si associa, nel lungo periodo, a un incremento del 9.7% per le fibre discontinue e dello 7.5% per i filati continui. La trasmissione risulta più contenuta nelle filiere del polipropilene e in quella del poliestere.
In tutte e tre le filiere, le fibre discontinue mostrano una maggiore sensibilità alle variazioni del prezzo del polimero rispetto ai filati continui. Tale differenza può riflettere la maggiore incidenza relativa della materia prima sul valore delle fibre, mentre il prezzo dei filati può incorporare anche i costi delle eventuali successive lavorazioni e della differenziazione del prodotto, quali stiro, testurizzazione, torsione e finissaggio.
In questo senso, un'informazione complementare è fornita dai livelli di prezzo dei diversi prodotti lungo la filiera, come si può notare dalla tabella che segue, in cui sono riportati i prezzi di fonte doganale UE, espressi in euro per tonnellata.
Tabella 1: Fibre tessili sintetiche, prezzi in Euro per Tonnellata
| 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | 2026* | |
|---|---|---|---|---|---|
| Poliammide | |||||
| D-Last Price EU-Poliammide (PA) | 3828 | 3178 | 2822 | 2536 | 2626 |
| D-Last Price EU-Fibre di nylon | 4811 | 4679 | 4267 | 4170 | 4031 |
| D-Last Price EU-Filati di nylon testurizzati > 50 tex | 5523 | 5226 | 4848 | 4667 | 4558 |
| Polipropilene | |||||
| D-Last Price EU-Polipropilene (PP) | 1642 | 1269 | 1304 | 1217 | 1372 |
| D-Last Price EU-Fibre di polipropilene | 2177 | 1721 | 1728 | 1631 | 1607 |
| D-Last Price EU-Filati testurizzati di polipropilene | 2915 | 2930 | 2877 | 2994 | 2819 |
| Poliestere | |||||
| D-Last Price EU-Polietilene tereftalato (PET) | 1528 | 1136 | 1128 | 1040 | 1040 |
| D-Last Price EU-Fibre di poliestere | 1679 | 1445 | 1415 | 1273 | 1252 |
| D-Last Price EU-Filati testurizzati di poliestere | 2320 | 1733 | 1878 | 1731 | 1643 |
Tra le tre filiere considerate, quella del nylon presenta i livelli di prezzo più elevati in tutti gli stadi analizzati, seguita dalle filiere del polipropilene e del poliestere.
Tale differenziale può essere ricondotto alla combinazione di una maggiore complessità della filiera chimica del nylon (si veda Dalla filiera fisica alla struttura economica della filiera) e dalle prestazioni tecniche che ne favoriscono l'impiego in applicazioni a maggiore valore aggiunto.
In sintesi
L'analisi evidenzia come gli shock che interessano i prezzi dei polimeri possano propagarsi lungo la filiera delle fibre tessili sintetiche con un'intensità diversa a seconda del materiale e del livello di trasformazione del prodotto. Tra le filiere analizzate, quella del nylon presenta le relazioni più forti, suggerendo una maggiore sensibilità di lungo periodo dei prodotti a valle alle variazioni della poliammide, rispetto a quanto osservato nelle filiere del polipropilene e del poliestere.
Considerando le diverse tipologie di prodotti derivati, le fibre discontinue mostrano un legame più stretto con il prezzo del polimero rispetto ai filati continui. Questi ultimi incorporano infatti ulteriori lavorazioni che aumentano l'incidenza dei costi di trasformazione, attenuando il peso relativo della materia prima nella formazione del prezzo finale.