Gas e petrolio in correzione dopo il calo del premio geopolitico

Carbone resiliente sui fondamentali europei

.

Energetici Indicatori Congiunturali Analisi settimanale energetici

A cura di:



Gas Naturale

Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 31 luglio sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:

  • TTF Olanda 59.1 €/MWh (-4.5 €/MWh)
  • HenryHub USA 8.2 €/MWh (-0.4 €/MWh)
  • JKM Asia 63.7 €/MWh (-2.3 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

Il calo dei prezzi finanziari del gas naturale riflette l’attenuazione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e il conseguente ridimensionamento del premio per il rischio geopolitico incorporato nelle quotazioni. L’andamento è stato però irregolare, poiché nuovi attacchi dall’Iraq contro l’Arabia Saudita e un’azione iraniana contro obiettivi militari statunitensi avevano temporaneamente riacceso le tensioni e sostenuto i prezzi a metà settimana.
Sul piano fondamentale, il mercato europeo è rimasto relativamente rigido. I transiti di navi metaniere nello Stretto di Hormuz sono risultati quasi assenti, mentre la revisione al ribasso delle immissioni dai terminali francesi, pari a circa 240 GWh al giorno fino al 20 agosto, ha irrigidito il bilancio dell’Europa nordoccidentale.
L’apertura odierna più debole ha quindi esteso la dinamica precedente, soprattutto per effetto della sospensione di un attacco statunitense contro l’Iran e della ripresa dei negoziati sul programma nucleare e sulla riapertura dello Stretto. La flessione appare tuttavia più ampia rispetto al mutamento dei fondamentali fisici europei, rimasti sostanzialmente invariati, e riflette soprattutto il parziale riassorbimento del premio geopolitico.

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!

Petrolio

I prezzi del Brent hanno chiuso a 90.1 $/bbl venerdì 31 luglio, in riduzione di -6.7 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato una dinamica simile, con una variazione settimanale di -4.6 $/bbl, chiudendo a 84.7 $/bbl.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

La flessione è stata favorita dalle iniziative volte a rafforzare la sicurezza delle rotte marittime nel Mar Rosso, che hanno attenuato i timori di interruzioni logistiche, nonostante il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz sia rimasto fortemente limitato.
Sul piano dell’offerta, il mercato ha inoltre incorporato la decisione dei principali Paesi produttori di aumentare la produzione di 188000 barili al giorno da settembre, completando il progressivo rientro dei precedenti tagli volontari. Questo elemento ha esercitato una pressione specifica sul greggio, ampliando la percezione di una maggiore disponibilità futura.
L’apertura di stamane, nettamente inferiore alla chiusura precedente e collocata intorno a 84 $/bl, ha accelerato la correzione per effetto della sospensione degli attacchi statunitensi contro l’Iran e delle attese di riapertura dello Stretto. Il movimento riflette quindi sia il rapido ridimensionamento del rischio sulle forniture mediorientali sia il contemporaneo aumento dell’offerta programmata, due fattori direttamente rilevanti per l’equilibrio petrolifero.

Carbone Termico

Il prezzo future del carbone termico europeo API2 front-month ha chiuso a 120.2 $/ton, rimanendo invariato rispetto alla settimana precedente. Il future front-month sul carbone termico australiano è rimasto anch’esso stabile, con una variazione settimanale di -0.1 $/ton e chiudendo a 130.5 $/ton.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

La tenuta dell’API2 appare coerente con fondamentali europei ancora favorevoli.
Le temperature superiori alla norma e la marcata contrazione della produzione eolica hanno sostenuto la generazione tedesca da carbone, aumentata del 24% su base settimanale, mentre il clean dark spread è tornato positivo. Il vantaggio di costo degli impianti a carbone è rimasto ampio nonostante la discesa del gas.
Sul versante dell’offerta, le scorte nei porti ARA sono cresciute leggermente, ma i bassi livelli del Reno hanno innalzato i costi di trasporto fluviale e indotto alcuni operatori a rinviare gli approvvigionamenti, frenando la domanda spot.
All’inizio della nuova settimana il tono resta condizionato dalle notizie su una possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. L’allentamento del rischio geopolitico ha infatti esercitato pressione sul GNL e, attraverso la concorrenza tra combustibili, sull’API2, mentre il maggiore apporto eolico ha ridotto il fabbisogno di generazione a carbone in Europa.