Aumentano i prezzi delle materie prime per il packaging alimentare
Si conferma la gerarchia di trasmissione dello shock energetico
Pubblicato da Pasquale Marzano. .
Caro energia Alimentari CongiunturaGli effetti economici dello shock energetico innescato dal conflitto nel Golfo Persico si stanno propagando lungo le filiere industriali non solo attraverso l'aumento dei costi energetici diretti, ma anche tramite la crescita dei prezzi delle materie prime impiegate nei processi produttivi. Da febbraio 2026 infatti in aggregato i prezzi delle commodity sono aumentati di oltre il +17%, come documentato nell'aggiornamento di aprile 2026. L'intensità degli aumenti risulta tuttavia eterogenea tra le diverse categorie, con pressioni più marcate per le commodity direttamente collegate alla filiera petrolchimica e al gas naturale.
Anche per un settore industriale come quello della trasformazione dei prodotti alimentari, gli effetti risultano visibili. Sebbene, infatti, le commodity alimentari, nel loro complesso, mostrino una dinamica relativamente contenuta, all'interno del comparto si registrano aumenti legati, sia direttamente che indirettamente, allo shock energetico.
È il caso, ad esempio, del frumento, che presenta un forte legame con il costo dei fertilizzanti (si veda l'articolo Come l'aumento dei fertilizzanti incide sui prezzi dei cereali), tra i più colpiti dall'aumento del gas naturale, e degli oli vegetali, i cui prezzi risentono della maggiore domanda di biocarburanti, di cui sono input produttivi, via effetto di sostituzione di questi ultimi con i combustibili fossili.
Oltre all'aumento dei prezzi dei materiali di acquisto diretti, per l'industria alimentare si evidenzia un aumento dei prezzi dei materiali di acquisto per il packaging, in particolare plastiche, carta e metalli. Anche in questo caso, si conferma la gerarchia di trasmissione dello shock energetico, con aumenti più intensi per le plastiche.
Tale dinamica è sintetizzata dall'indice riportato nel grafico seguente, costruito attraverso l'aggregazione dei prezzi di oltre 35 materie prime impiegate nel packaging alimentare.
Ad aprile 2026, i prezzi delle commodity per imballaggi alimentari hanno registrato un incremento di quasi il +4%, rispetto al mese precedente, riportandosi repentinamente sui livelli medi del primo semestre 2025, di fatto invertendo il trend decrescente che ha caratterizzato i prezzi del comparto nella fase finale dello scorso anno.
Evoluzione dei prezzi del packaging alimentare da inizio conflitto
Al fine di dare una prima misura degli aumenti registrati dai singoli prodotti del packaging alimentare a partire da inizio conflitto, nella tabella che segue vengono riportate le variazioni complessive registrate ad aprile 2026 rispetto a febbraio dello stesso anno.
Tabella 1: Prezzi in euro delle commodity per il packaging alimentare, Variazione aprile-febbraio 2026 (%)
| Prodotto | Variazione percentuale apr-feb '26 |
Categoria |
|---|---|---|
| Polistirene non espanso | +32.68 | Plastiche |
| Polietilene tereftalato (PET, basso indice viscosità) | +10.12 | Plastiche |
| Kraftliner (peso < 150 g/m²) | +9.70 | Carta |
| Polietilene lineare (LLDPE) | +9.16 | Plastiche |
| Polipropilene (PP) | +7.64 | Plastiche |
| Carta fluting | +6.73 | Carta |
| Testliner | +6.63 | Carta |
| Cartoncino multistrato (strato esterno imbianchito) | +5.91 | Carta |
| Nastri di leghe di alluminio per lattine | +5.74 | Metalli |
| Carta kraft avana per sacchi | +5.20 | Carta |
La tabella conferma quanto descritto in precedenza, con aumenti Come si evidenzia dalla tabella, li aumenti particolarmente intensi per i prezzi delle plastiche. In particolare, si segnala l'aumento del polistirene non espanso superiore al +32%, del PET (+10%) e del LLDPE (+9.2%).
Anche i prezzi della carta hanno evidenziato aumenti medi compresi tra il +5 e il +10%. Tra i metalli, infine si segnala l'aumento dei nastri di leghe di alluminio per lattine, pari al +5.7% da inizio conflitto.