I cambiamenti in atto misurati dal Last Price doganale

La maggiore sensibilità del "Last Price" è molto utile in questa fase di grande incertezza

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Chimici Organici Non Ferrosi Plastiche ed Elastomeri Indicatori Congiunturali Last Price Congiuntura

Nel periodo più recente si sono consolidati i segnali che vedono la produzione industriale mondiale in forte rallentamento. All’interno di questi segnali, hanno un peso importante i prezzi delle materie prime quotate giornalmente sui mercati finanziari. In particolare, i prezzi finanziari dei metalli sono ormai da diversi mesi in netta flessione. In tre mesi la riduzione accumulata in euro è stata del -35% per i ferrosi e del -28% per i non ferrosi. Minore è, invece, la flessione dei prezzi finanziari delle materie prime agricole, iniziata “solo” da un mese con una riduzione in euro dell’11%. Nel caso del prezzo del petrolio, i segnali indiretti della flessione della domanda via diminuzione dei prezzi, sono ancora più deboli, ma significativi. Nell’ultimo mese, infatti, il petrolio ha registrato una flessione prossima all’8%. I prezzi sui mercati finanziari sono influenzati oltre che dai fondamentali di mercato anche da fenomeni di natura speculativa. È il caso, ad esempio, del PUN (Prezzo Unico Nazionale) che ha nuovamente superato la soglia dei 500 euro/MWh.
Può essere utile in questa situazione di incertezza investigare quello che sta succedendo sui mercati reali delle commodity. A questo fine può essere particolarmente utile la misura “Last Price”, recentemente introdotta in PricePedia (“PricePedia Last Price”), che permette di osservare il prezzo dei contratti stipulati nello stesso mese in cui la merce ha attraversato la dogana.
Tramite tecniche statistiche infatti è possibile estrarre dal prezzo doganale di un mese il prezzo associato alle negoziazioni e ai contratti avvenuti in quello specifico mese. In questo modo la misura “Last Price” consente di cogliere maggiormente tutte le fluttuazioni di prezzo che avvengono sui mercati reali.
Al fine di evidenziare il segnale dato dal “Last Price”, nei grafici che seguono esso è messo a confronto, per alcune famiglie merceologiche, con gli indici benchmark che misurano i prezzi medi delle merci che attraversano in un dato mese la frontiere, senza tenere conto del periodo in cui è stato stipulato il contratto relativo alla transazioni.

Caso studio: Non ferrosi

Il primo caso studio considera la famiglia dei non ferrosi. Come si nota dalla figura che segue, il Last Price, al pari del prezzo finanziario, mostra un calo di prezzo più accentuato, a differenza del prezzo benchmark, la cui flessione è meno evidente.

Grafico 1. Non Ferrosi: Confronto indice Benchmark - Last Price
Grafico 1. Non Ferrosi: Confronto indice Benchmark - Last Price

 

Le forti oscillazioni che si sono verificate dai prezzi dei metalli non ferrosi vengono colti maggiormente quindi dai Last Price, in particolare il picco registratosi a marzo. Al contempo anche il successivo crollo molto è più accentuato dal Last Price che segna una variazione del -12%, contrariamente al benchmark che invece registra un timido -3%.

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Caso studio: Materie Plastiche e Chimica Organica

Il secondo caso studio invece considera la famiglia delle materie plastiche e della chimica organica.

Grafico 2. Materie Plastiche: Confronto indice Benchmark - Last Price
Grafico 3. Chimici Organici: Confronto indice Benchmark - Last Price

Non essendoci per queste due tipologie di commodity riferimenti finanziari, l’informazione del prezzo doganale diventa particolarmente importante poiché l’unica disponibile.
Ancor di più il riferimento Last Price, che coglie maggiormente i prezzi dei contratti scambiati in un dato mese. Si osserva quindi che i livelli di prezzo sono ancora estremamente alti, con l’indice delle materie plastiche che segna una variazione tendenziale in euro prossima al 29% (l’indice benchmark registra +24%), mentre l’indice della chimica organica segna, sempre su base annuale, una variazione del +43% (l’indice benchmark si ferma al +34.5%). L'industria della chimica organica e delle materie plastiche appare ancora, a giugno 2022, in un fase di aumento dei prezzi.
Tra le determinanti dei prezzi sembrano ancora prevalere gli effetti dovuti agli aumenti dei costi registrati nei mesi precedenti e le aspettative di una domanda in crescita, in grado di assorbire facilmente aumenti dei prezzi. Gli effetti dovuto al rallentamento in atto nel ciclo di produzione industriale mondiale sono ancora deboli

Una visione d’insieme

Per avere una visione di insieme di tutte le famiglie merceologiche presenti in PricePedia, il grafico che segue ne riporta le variazioni di breve periodo (giungo 2022 rispetto a maggio 2022) in euro delle principali famiglie analizzate.

Indice Last Price: Giugno 2022, variazioni % in euro rispetto a maggio 2022

Fonte: PricePedia

L’analisi mostra come, a differenza degli indici benchmark (si veda l’articolo della scorsa settimana “Persistono le tensioni sui prezzi delle materie prime”), le variazioni al rialzo rilevate dal Last Price sono molto più contenute (si va da un +4% dell’indice LastPrice degli Energetici contro +14% dell’indice benchmark) mentre le variazioni al ribasso, come per la famiglia della Chimica per l’Industria (-4% per l’indice LastPrice contro -1% dell’indice benchmark), sono molto più accentuate.

Conclusione

Dall’analisi quindi emerge che la misura Last Price può consentire alla funzione procurement di monitorare e analizzare con maggiore tempestività i continui cambiamenti che stanno caratterizzando i prezzi delle materie prime, riuscendo quindi a cogliere con più rapidità eventuali shock di prezzo.
Inoltre è emerso che i mercati finanziari stanno anticipando, in alcuni casi, i trend al ribasso dei prezzi, riflettendosi anche sui corrispettivi reali. Al contrario, in quei casi in cui non vi è un riferimento finanziario, il mercato reale non riesce ancora a recepire il cambio di rotta dei prezzi. Difatti, i prezzi delle commodity con quotazioni finanziarie mostrano già un’inversione di marcia rispetto agli incrementi registrati fino alla primavera, contrariamente ai prezzi di quelle materie prime che, non avendo un riferimento finanziario, sono ancora in aumento.