Aggiornato a giugno lo scenario di previsione PricePedia

Trend in diminuzione dei prezzi, con intensità diversa a seconda delle materie prime coinvolte

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Energetici Ferrosi Non Ferrosi Plastiche ed Elastomeri Previsione

Lo scenario di previsione PricePedia, aggiornato mensilmente, si basa su due pilastri:

  1. le valutazioni espresse dai mercati sulla possibile evoluzione dei prezzi finanziari delle commodity, confrontati con le previsioni strutturali della World Bank (consultabili nella sezione Benchmark - World Bank Previsioni);
  2. il ciclo di produzione industriale mondiale che determina la velocità e l’intensità con cui le dinamiche dei prezzi finanziari influenzano gli altri prezzi delle materie prime e beni di base (consultabili nella sezione Benchmark - Scenario PricePedia).

Previsioni prezzi finanziari

Anche se in fase di progressiva riduzione, l’indice di volatilità PricePedia1 dei prezzi finanziari continua a registrare valori storicamente molto elevati. A fronte di una media di 80 nel decennio precedente la pandemia, l’attuale valore dell’indice è di 131. In presenza di questa volatilità, l’incertezza che manifestano i mercati finanziari non può che essere elevata. Un sintomo di questa incertezza è la diversa struttura per scadenza che mostrano i prezzi dei principali metalli non ferrosi al London Metal Exchange (LME) e allo Shanghai Futures Exchange (SHFE), solitamente fortemente allineati. Al LME, rame e nichel sono o in contango o solo leggermente in backwardation, segnalando che gli operatori si aspettano un aggiustamento solo limitato degli attuali prezzi. Viceversa, allo SHFE gli stessi due metalli presentano una backwardation più intensa, segnalando una maggior fiducia degli operatori per una loro riduzione. Questa diversa valutazione e, soprattutto, l'assenza nelle due borse di operazioni di arbitraggio tra contratti con scadenza futura sono il sintomo della grande incertezza che caratterizza i mercati finanziari delle commodity.
Da un lato gli operatori scontano un forte rallentamento della domanda mondiale di materie prime e beni di base, dopo il periodo di forte crescita che ha caratterizzato la seconda parte del 2020 e la prima parte del 2021. Dall'altra, permangono elevati i vincoli di offerta per molti prodotti, legati alla crisi delle relazioni tra Russia e blocco occidentale, che sostengono i prezzi su livelli storicamente elevati. A questi si aggiungono gli effetti della transizione energetica, che impone alle imprese scelte all'interno di un quadro di riferimento che permane incerto.
In questa situazione i mercati finanziari si aspettano per i prossimi mesi solo un leggero aggiustamento degli attuali livelli dei prezzi finanziari delle materie prime.

Ciclo di produzione industriale globale

Dopo una forte fase di crescita fino all'estate 2021, la produzione industriale mondiale ha registrato una fase di stabilità che si è tradotta in flessione negli ultimi mesi. L'invasione russa dell'Ucraina e la politica di lockdown attuata dalla Cina hanno portato a una forte riduzione delle aspettative di crescita di imprese e famiglie e a posticipare al 2023 il recupero di un fase di normalizzazione della logistica internazionale. A questo si aggiunge il cambiamento delle politiche monetarie delle banche centrali, reso necessario dall'elevata inflazione.
È probabile che ancora per alcuni mesi la produzione industriale a livello mondiale accusi qualche variazione negativa per poi ritornare su un sentiero di crescita modesta il prossimo autunno. Vi è ampio consenso, infatti, nel ritenere che, nonostante la guerra e le politiche monetarie meno espansive, l'economia mondiale possa continuare a crescere a buoni ritmi. Nell'ultima previsione del Fondo Monetario Internazionale, il PIL mondiale a prezzi costanti è previsto aumentare del 3.6% sia nel 2022 che nel 2023, per poi proseguire negli anni successivi ad un tasso superiore al 3%.

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Il probabile profilo dell'indice del ciclo industriale2 è riportato nel grafico che segue. Questo continuerà a scendere fino a luglio per rimanere invariato nei mesi estivi e riprendere una fase di lenta crescita nel corso del prossimo autunno.

Scenario di previsione: Indice del ciclo industriale globale

Scenario di previsione: Indice del ciclo industriale globale

Come emerge chiaramente dal grafico, questa fase ciclica sarà decisamente inferiore sia a quella del 2009 che del 2020. La sua intensità risulta, tuttavia, paragonabile a quella di inizio secolo, quando le difficoltà economiche derivarono dallo scoppio della bolla dot-com, e alla crisi del 2015-2016, quando fu la volta della Cina a doversi confrontare con una crisi finanziaria. La successiva crescita avverrà a tassi modesti, condizionata dagli effetti delle modificazioni in atto delle politiche monetarie della gran parte dei paesi del mondo.

I risultati di previsione

I grafici che seguono riportano le previsioni PricePedia di giugno 2022, dei tre principali aggregati industriali: energia, metalli e materie plastiche.

Energia
Metalli
Plastiche

Il profilo è per tutti e tre i grafici molto simile, quale risultante di due forze opposte:

  1. livelli elevati dei prezzi che porteranno ad una naturale maggior competizione dal lato dell'offerta con pressioni per la loro riduzione;
  2. il permanere di vincoli dal lato dell'offerta e una domanda relativamente elevata che impediranno che il riaggiustamento avvenga in modo veloce.

La dinamica dello scenario di previsione per le tre serie è caratterizzata da un trend decrescente che nel corso del prossimo biennio porterà ad una riduzione dei prezzi delle singole componenti. Tuttavia, la riduzione dei prezzi sarà diversa a seconda della famiglia merceologica considerata e si manifesterà, in termini di variazione media annua, solo nel 2023.
Per quanto riguarda le materie prime energetiche, il 2022 segna il permanere di livelli di prezzo elevati: nella media annuale si registra una crescita del +80% rispetto al 2021, dovuta soprattutto agli aumenti subiti nei primi mesi del 2022. Nel 2023 i prezzi medi annui risultano in calo del -10% rispetto alle quotazioni medie del 2022. A maggio 2024, lo scenario delineato porta le materie prime energetiche ad attestarsi di poco al di sotto dei livelli di prezzo di novembre 2021.

Per quanto riguarda gli indici delle altre due merceologie, il trend decrescente si delinea già a partire da quest'anno, sebbene i prezzi nella media del 2022 risultino maggiori rispetto alla media del 2021 del +17% per i metalli e del +12% per le materie plastiche. In termini di media annuale, nel 2023 le plastiche sono attese evidenziare un calo del -6% e i metalli del -3%. Per questi ultimi il trend continuerà ad avere un'intensità minore rispetto alle materie plastiche anche nel corso dei primi mesi del 2024: a maggio, infatti, le quotazioni dei metalli sono previste tornare ai livelli di gennaio 2022, mentre nello stesso mese le materie plastiche si attestano sui livelli di aprile 2021.



1. L'indice di volatilità PricePedia è calcolato sulla base degli oltre 120 prezzi finanziari del sistema informativo PricePedia. Esso è calcolato come media mobile a 30 termini della volatilità media dei tassi di variazione settimanali dei singoli beni.
2. L'indice del ciclo industriale globale è costruito in modo da registrare le probabili tensioni tra domanda di materie prime (misurata in termini di indice di produzione industriale mondiale) e offerta di materie prime (misurata dalla dinamica della produzione potenziale, nell’ipotesi che i produttori di materie prime aggiustino l’offerta sulla base delle aspettative di crescita di lungo periodo). Esso è quindi calcolato come rapporto tra l'indice di produzione mondiale effettiva e l'indice di produzione potenziale.