Mai così elevati i prezzi dei getti in ghisa

Sotto la pressione dal lato dei costi, i prezzi delle fusioni di ghisa hanno registrato negli ultimi 12 mesi variazioni molto elevate

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Ferrosi Dispersione prezzi Acciaio Strumenti e Metodologie

I mercati delle commodity stanno attraversando una fase caratterizzata da grande incertezza. La maggior velocità con cui la domanda delle diverse commodity è uscita dalla fase più acuta della pandemia da Covid19 rispetto alla produzione, le difficoltà logistiche a livello internazionale e locale e, da ultimo, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, hanno portato ad elevate tensioni sui mercati delle commodity. Una misura delle tensioni sui mercati delle commodity quotate sui mercati finanziari è data dai cinque indici qui riportati.

Indici PricePedia dei prezzi delle commodity quotate sui mercati finanziari
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I livelli che questi indici hanno raggiunto alla fine del 2021 non hanno paragone con la storia almeno degli ultimi 8 anni.

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Una misura di come queste tensioni si siano trasferite anche sulle commodity quotate sui mercati reali è dato dall’indice PricePedia dei prezzi doganali delle commodity industriali importate dai paesi UE. Questo indice ad aprile 2022 è risultato superiore ai massimi di fine 2008 e di inizio 2011.

Indice Industriali PricePedia

A fronte di questa situazione di tensione dei prezzi dal lato delle materie prime, permane una forte incertezza sulla domanda finale, che porta le imprese a valle delle filiere produttive ad essere prudenti nel modificare verso l'alto i loro prezzi e a contrastare il trasferimento degli aumenti di prezzo dalle materie prime ai consumi e investimenti.
Lungo le diverse filiere produttive, le imprese che operano più a monte si trovano a subire la fase di aumento dei prezzi delle materie prime con difficoltà sempre maggiori nel trasferire ai propri clienti gli aumenti subiti. Questo genera tensioni tra le diverse imprese, che possono minare relazioni di collaborazione anche di lungo periodo. Per questo motivo c'è interesse, sia per le imprese fornitrici che per le imprese clienti, di avere dei parametri oggettivi che possano portare ad accordi sul grado di trasferimento a valle dei prezzi, cercando di limitare, per quanto possibile, eventuali tensioni.
Un settore che negli ultimi anni ha lavorato molto in questa direzione è quello delle fonderie, la cui Associazione (Assofond) ha sviluppato una complessa metodologia che dovrebbe agevolare il confronto tra fonderie e imprese clienti per l'adeguamento dei prezzi. Nel grafico che segue è riportata la dinamica degli indici di prezzo dei getti di fonderia di alcuni casi tipo, ottenuti da Assofond utilizzando tale metodologia.

Indici getti di ghisa Assofond

Come si evince dai grafici, a prescindere dalla tipologia del getto considerato, negli ultimi 18 mesi la crescita dei prezzi è stata notevole. Entrambi gli indici considerati hanno registrato, infatti, variazioni percentuali complessive superiori al +83%.
La metodologia utilizzata è sostanzialmente una media pesata dei prezzi degli input, distinti in famiglie, che entrano nella produzione delle diverse tipologie di getti. L'elemento di grande valore di questa metodologia è l'ampia casistica considerata e la misura accurata con cui sono pesati i prezzi dei diversi input in funzione della tipologia di getto prodotto. L'elemento di debolezza è naturalmente la misura dei prezzi degli input, soprattutto in fasi come quella attuale, in cui l'incertezza di mercato rende difficile la formazione di un prezzo unico e facilita azioni speculative.
Alcuni input come il gas, l'energia elettrica e i metalli non ferrosi sono quotati sui mercati finanziari, i cui prezzi fungono da benchmark dei prezzi sui mercati reali. In altri casi però, i prezzi si formano direttamente sul mercato reale e vengono rilevati in modo diverso. È il caso, ad esempio, di due prodotti importanti quali input dei getti di fonderia, come la ghisa in pani, il cui prezzo è rilevato periodicamente tramite un panel di esperti dalla Camera di Commercio di Milano (CCIAAMI), e del coke per fonderie, rilevato fino al 2019 sempre dalla CCIAAMI e negli ultimi anni da Resource-Net, una società specializzata nella rilevazione dei prezzi delle materie prime.
La disponibilità dei prezzi PricePedia di fonte doganale consente di effettuare un'analisi comparata di questi due prezzi per verificare quanto essi risultino simili e quali diversità si possono rilevare, al fine di ottenere una valutazione di quanto gli indici di prezzo dei getti di fonderia pubblicati da Assofond possano perdere robustezza a causa delle incertezza nella rilevazione dei prezzi degli input.
Il grafico che segue illustra il confronto dei prezzi della ghisa in pani delle diverse fonti.

Prezzo ghisa in pani (Euro/Ton)

I dati doganali confermano una crescita della dispersione dei prezzi per le diverse tipologie di ghisa. Anche tra le ghise basso manganese e alto manganese si crea un differenziale di prezzi che non ha eguali nella storia degli ultimi 22 anni, riproducendo lo stesso fenomeno che si legge nei dati rilevati dalla CCIAAMI. Nelle rilevazioni di quest'ultima, infatti, il differenziale che si è realizzato tra ghisa sferoidale, ematite e ghisa da affinazione non si è mai sperimentato. Non vi è dubbio, quindi, che il mercato della ghisa in pani sia gravato da una profonda incertezza, esacerbata dal conflitto tra Russia e Ucraina (si veda Ghisa in pani: riprende la crescita dei prezzi a marzo per un approfondimento), in cui i prezzi rilevati tramite panel sembrano segnare livelli maggiori rispetto a quelli rilevati tramite i flussi doganali.

Una situazione molto simile a quella sperimentata dai prezzi dei getti in ghisa emerge anche dal grafico che segue, in cui vengono messi a confronto i prezzi del coke di fonte doganale e quelli delle due fonti panel sopracitate.

Prezzo coke (Euro/Ton)

Come si evince anche da quest'ultimo grafico, infatti, i prezzi del coke hanno subito una fortissima accelerazione nell'ultima fase. La crescita più repentina è stata registrata dal prezzo di fonte Resource-Net, che in pochi mesi è più che raddoppiato. Inoltre, il differenziale di prezzo, che fino alla fase precedente si era mantenuto costante sia tra le quotazioni delle diverse fonti, sia tra le due quotazioni di fonte doganale, si è accentuato.

Conclusioni

Fatta salva la qualità metodologica dei modelli che stimano i costi totali di un bene attraverso l'aggregazione dei prezzi degli input, i risultati dipendono dalla robustezza delle rilevazioni di questi prezzi. In una fase di forte incertezza e di elevata dispersione dei prezzi, la fonte e la metodologia di rilevazione diventano un fattore critico. Le analisi sviluppate nell'ambito del progetto PricePedia evidenziano come i prezzi doganali siano mediamente più robusti rispetto ad altre possibili fonti, grazie alla elevata numerosità di transazioni considerate e alla neutralità del metodo di rilevazione.