Gli effetti del coronavirus sui prezzi di febbraio delle materie prime
Gli indici di prezzo delle materie prime segnalano un andamento ribassista
Published by Claudia Ranocchia. .
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Il clima positivo dell’accordo commerciale USA-Cina di gennaio è stato decisamente spazzato dagli effetti del coronavirus. I mercati finanziari sono tutti in flessione. Per i prossimi mesi si teme un rallentamento della domanda assieme ad un accumulo di scorte che potrebbe causare una certa debolezza dei prezzi delle materie prime.
A febbraio l’incertezza legata al coronavirus e l’impatto dell'epidemia sull'economia globale si è manifestata sull’andamento dei prezzi delle commodity, specialmente sul comparto degli Energetici.
Il grafico che segue riporta l’indice totale delle commodity e l’indice delle commodity senza gli Energetici (le serie sono in euro).
Grafico 1: Confronto Indice totale commodities e No Energetici (Febbraio 2020)
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L’indice totale delle commodity segnala una variazione tendenziale (YoY) pari al -5% mentre quello senza Enegetici registra una variazione tendenziale meno intensa, pari al -1.5%. Quest’ultimo ha avuto una minor reattività, poiché il coronavirus ha manifestato i suoi effetti principalmente sul comparto degli Energetici, bloccando il settore dei trasporti. Gli effetti sui restanti comparti attualmente si limitano ad un effetto di accumulo di scorte, strategico o meno, e non ad un effettivo rallentamento strutturale della domanda.
Data l’incertezza legata al coronavirus gli investitori si sono rifugiati sui safe-haven assets. A febbraio i Preziosi registrano una variazione tendenziale del +36%. Oltre ai preziosi, gli Alimentari sono gli unici prezzi a registrare una variazione positiva, ma molto più contenuta, pari al +3.4%.
I restanti indici segnalano una dinamica decisamente ribassista. Il grafico che segue riporta le variazioni tendenziali degli indici delle materia prime Studiabo.
Grafico 2: Gennaio 2020, variazioni % in euro rispetto a Gennaio 2019
Fonte: PricePedia
Ormai in flessione da più di un anno, i Chimici Inorganici registrano il calo più intenso e pari a -9.2%.
A perdere circa il -8% ci sono Legno e Carta, Energetici e Fibre Tessili. Seguono Plastiche ed Elastomeri (-5.7%), Chimica per l’Industria e Chimici Organici sull’ordine del -4%. Infine sotto i 3 punti percentuali ci sono i Ferrosi e Non ferrosi. E’ probabile che questi ultimi comparti subiscano perdite più pronunciate nei mesi a seguire dal momento che la Cina, che ha rallentato la produzione e quindi la domanda di commodity, è il principale player su questi mercati.
In conclusione, nel mese di febbraio si sono manifestati i primi effetti del coronavirus. E' possibile che nei prossimi mesi (marzo e aprile) questi effetti si acuiscano.