I prezzi nel 2020 secondo le nuove previsioni World Bank

Revisione al ribasso per la maggior parte delle commodity ad eccezione di Preziosi, Nichel e Minerale di Ferro

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Lo scorso 29 ottobre la World Bank ha rilasciato le nuove previsioni dei prezzi annuali (in dollari) delle commodity. In quest’articolo ci concentreremo sull’analisi delle previsioni più attese e cioè quelle che riguardano il futuro più prossimo: per la World Bank nel 2020 si avranno prezzi medi inferiori o maggiori rispetto a quelli attuali? Come sono state riviste le previsioni pubblicate sei mesi fa? In una fase come quella attuale, caratterizzata da incertezza permanente, risultano ancora più importanti le previsioni di questo istituto, che potrebbero confermare il rallentamento della domanda mondiale oppure segnalare una nuova fase di ripresa.

Operando un focus ad hoc sul petrolio, la commodity per antonomasia, che, come è noto, traina diverse industry, si registra una revisione al ribasso della stima fatta ad aprile e che riguarda sia il 2019 sia il 2020. Nella scorsa pubblicazione infatti il prezzo medio per quest’anno era stato calcolato attorno ai 66 $ per barile (471 $/ton), mentre le nuove previsioni lo attestano sui 60 $ (429 $/ton), molto vicino all’ultima quotazione mensile del Brent Spot, pari a 59 $.

Grafico 1: Confronto Brent, WTI e previsione WB (Ottobre 2019)

Confronto Brent, WTI e previsione WB (Ottobre 2019)

Per il 2020 è stata prevista una debole riduzione del -3% circa, che porterebbe il prezzo del greggio sui 58 $ a barile (414 $/ton). Non sono stati dunque previsti shock importanti per l’anno prossimo ma una leggera riduzione, in linea con l’incremento costante dell’offerta mondiale.

Il grafico a bolle che segue permette di osservare le variazioni delle ultime previsioni annuali per il 2020 rispetto alla pubblicazione di aprile e rispetto ai livelli di prezzo attuali1. La retta gialla rappresenta la bisettrice e fornisce un punto di riferimento utile alla lettura del posizionamento delle commodity. Le dimensioni delle aree sono una rappresentazione dell’importanza della commodity per il mercato europeo e la grandezza scelta per misurarle è l’import europeo in dollari nel 2018.

Previsioni World Bank per il 2020 (pubblic. 10/2019)


Si nota immediatamente la tendenza ribassista trasversale delle ultime previsioni per i prezzi del 2020 rispetto a quella di sei mesi fa. Gli Energetici sono quelli che hanno subito una rettifica maggiore, con il prezzo di Gas Naturale (Europa), Carbone (Australia) e Petrolio in riduzione rispettivamente di -25, -21 e -11% circa. Revisioni importanti anche per i Non Ferrosi, soprattutto per Stagno, Alluminio, Rame e Zinco. Sono state invece riviste a rialzo le previsioni 2020 dei Preziosi (beni rifugio di cui si è più volte parlato negli ultimi articoli congiunturali), oltre al prezzo del Nichel (+8%) e del Minerale di Ferro (+11%). A tal proposito si ricordano gli shock specifici che hanno interessato questi mercati: blocco indonesiano all’export e aumento della domanda di nichel impiegato nelle batterie da un lato e riduzione dell’offerta internazionale di minerale di ferro a causa degli incidenti sugli impianti della Vale dall’altro.
Il prezzo di Nichel e Minerale di Ferro pur essendo stati rettificati “verso l’alto” risultano decisamente inferiori rispetto ai livelli odierni (ottobre), destinati a rientrare secondo le stime della World Bank. Il livello medio annuo di commodity come Caffè (Robusta), Cotone e Stagno è previsto su livelli decisamente superiori per il 2020 rispetto a quelli di questo ottobre, che dovrebbero aumentare il loro valore rispettivamente di +25, +20 e +12% nel corso del prossimo anno.

Focus World Bank

La World Bank, nel focus di ottobre intitolato “The role of substitution in commodity demand”, afferma che negli ultimi anni c’è stato un aumento del consumo delle materie non rinnovabili dovuto alla crescita dei paesi in via di sviluppo, in particolare della Cina. Analizzando i momenti storici di crescita della domanda mondiale di commodity, la World Bank ha concluso che questa è stata fortemente stimolata dalla sostituzione di commodity all’interno di uno stesso gruppo di materie, come è ad esempio accaduto per la produzione di energia elettrica, che è passata dal carbone al gas naturale, o di commodity appartenenti a differenti gruppi, come la carte per la plastica nel packaging. La sostituzione “inter-commodity” aumenta la domanda di una singola materia sia per sostituzione diretta che per investimenti e innovazione in un comparto specifico.
Le rivoluzioni tecnologiche che riguardano il presente sono rivolte al sistema di trasporto elettrico e agli accumulatori di energia (batterie). E’ fondamentale il ruolo dell’innovazione tecnologica oltre che delle politiche ambientali (emissione CO2, economie circolari dei rifiuti, ecc.), per la sostituzione delle commodity e quindi per la determinazione della domanda. Per la World Bank, nel medio-lungo periodo, la domanda mondiale è destinata dunque a crescere insieme alla popolazione, che, secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, raggiungerà addirittura i 9,8 miliardi di persone nel 2050.


(1) Per la creazione del grafico sono stati selezionati un sottogruppo di commodity con le variazioni di prezzo più significative.