Gli indici StudiaBo segnalano un lieve rallentamento "da incertezza"

Rallentano gli Energetici mentre si assiste al cambio di livello dei Preziosi

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A giugno l’Indice totale delle commodities in euro ha subito una flessione del -4,12% rispetto a maggio mentre l’Indice costruito escludendo gli Energetici (Indice No Energetici) è rimasto stabile (-0,57%).

Grafico 1: Confronto Indice totale commodities e No Energetici (Giugno 2019)

Confronto Indice totale commodities e No Energetici (Giugno 2019)

Gli Indici StudiaBo in euro colgono la lieve fase di rallentamento in corso, trainata soprattutto dai movimenti negativi del petrolio.

Calcolando la componente principale degli indici aggregati StudiaBo è possibile estrarre i fattori comuni agli indici (componente principale o PCA) e cogliere quindi l’effetto domanda. Di seguito è proposto il confronto tra la serie ottenuta con il metodo della PCA e il Purchasing Managers Index (PMI) mondiale, un indicatore piuttosto tempestivo nel cogliere i cicli economici.
Si ricorda che per permettere il confronto, le serie sono state trasformate in indici (anche la soglia del PMI) e che i valori del PMI al di sotto della soglia, rappresentata dalla retta orizzontale, segnalano “fasi recessive”, quindi di riduzione dei prezzi, mentre quelli al di sopra della soglia indicano “fasi espansive”, caratterizzate solitamente dall'aumento dei prezzi.

Grafico 2: Confronto PCA indici aggregati e PMI mondiale

Confronto PCA indici aggregati e PMI mondiale

Il confronto grafico mette in risalto come a periodi di prolungata “recessione”, ovvero sotto i 50 punti, (nel grafico sotto la retta) corrispondano anche trend negativi nei prezzi e viceversa. Oggi il PMI si trova di poco sotto la soglia, con circa 49 punti, a indicare un periodo di incertezza. Va segnalato inoltre che nell’ultimo anno e mezzo, pur trovandosi in “fase espansiva”, il PMI è stato interessato da un trend negativo perdendo circa 7 punti e alternando periodi di stabilità a piccole variazioni negative. Nello stesso periodo infatti gli indici dei prezzi sono comunque cresciuti fino all’inizio del 2019, momento in cui è iniziata una lieve flessione, che coincide con l’avvicinamento del PMI alla soglia, che oggi ha appena superato.
Non sembra trattarsi di una situazione di inversione del ciclo economico quanto piuttosto di un lieve rallentamento. Se dovessero susseguirsi altre fasi recessive si potrebbero registrare anche crolli importanti nei prezzi. Occorre pertanto continuare a monitorare da vicino questo indicatore.

Grafico 3: Giugno 2019, variazioni % in euro rispetto a Maggio 2019

Fonte: PricePedia

Il grafico a barre orizzontali delle variazioni congiunturali conferma quanto detto con l’analisi delle serie dell’Indice totale e di quello senza gli Energetici: le uniche due merceologie di prodotti che hanno avuto movimenti importanti sono quelle degli Energetici (-7,19%) e dei Preziosi (+4,63%). Questi due movimenti, anche se di segno opposto, riguardano l’instabilità geopolitica odierna: da un lato il mercato del barile è sotto pressione a causa delle rallentamento del ciclo economico che attende l’accordo USA-Cina per ripartire, a cui si aggiungono le rinnovate tensioni USA-Iran; dall’altro si è avuta una forte crescita della domanda di oro, considerato un “bene rifugio”1, come “effetto collaterale” del perpetuarsi della situazione di incertezza internazionale.
I Non Ferrosi, sensibili anch’essi ai cicli economici, notoriamente legati agli investimenti, hanno subito una nuova flessione (-2,29%). Lieve riduzione anche per i Chimici Organici che usano il petrolio tra i feedstock di produzione.
Si assiste inoltre ad un recupero delle Fibre Tessili, che registrano una variazione rispetto a maggio del +1,30%.
Restano sostanzialmente stabili, con variazioni inferiori al punto percentuale, i Chimici Inorganici (-0,87%), Chimica per l’Industria (-0,85%), Plastiche ed Elastomeri (-0,62%), Ferrosi (-0,33%), Legno e Carta (-0,02%) e gli Alimentari (+0,79%).

Grafico 4: Giugno 2019, variazioni % in euro rispetto a Giugno 2018

Fonte: PricePedia

Passando al grafico delle variazioni rispetto a giugno 2018, si riconferma la situazione precedentemente illustrata dalla dinamica congiunturale. Perdono intorno ai 10 punti percentuali i Chimici Organici, gli Energetici e i Non Ferrosi. In riduzione anche Fibre Tessili (-7,89%), Plastiche ed Elastomeri (-5,38%) e Chimici Inorganici (-3,56%).
Sullo stesso livello rispetto ad un anno fa gli indici di Legno e Carta, Alimentari e Ferrosi.
Crescono rispetto a giugno 2018 i prodotti appartenenti alla merceologia Chimica per l’Industria e soprattutto ai Preziosi (+17,70%), che tra settembre e i primi mesi del 2019 hanno registrato un vero e proprio cambio di livello.

Le materie prime si trovando in una situazione di stasi generalizzata, in cui mercati come quello dei Non Ferrosi (rame o alluminio) perdono qualcosa "restando alla finestra" in attesa dell'evoluzione degli scenari politici internazionali, sperando che nuovi stimoli producano investimenti e che quindi torni a crescere la domanda mondiale.


(1) Un bene rifugio è un bene con valore intrinseco che non risente delle svalutazioni dovute ad aumenti generali dei prezzi.