Anche la ghisa resiste al rallentamento della domanda di acciaio

Il prezzo della ghisa segue quello dell'acciaio invece che quello dei sui input produttivi

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Ferrosi Determinanti dei prezzi

La ghisa, avendo come destinazione principale la produzione di acciaio, spesso ne condivide le sorti, infatti, così come detto per l’acciaio, il suo prezzo non è crollato nonostante la debolezza della domanda, per via della crisi dell’automotive.

La dinamica della ghisa si sviluppa parallelamente a quella del suo prodotto “più a valle” piuttosto che alla dinamica degli input produttivi, come il minerale di ferro o il ferro-manganese.

Per dimostrare graficamente il rapporto tra i prezzi dei vari prodotti all'interno della filiera dell'acciaio, di seguito si propone il confronto tra la dinamica del prezzo in euro di uno dei più comuni prodotti in acciaio, la ghisa e il ferro-manganese.

Grafico 1: Confronto ghisa in pani, coils laminati a caldo e ferro-manganese

Confronto ghisa in pani e coils laminati a caldo

Dall’analisi grafica emerge l’intima relazione esistente tra l’acciaio (coils laminati a caldo) e il suo feedstock, che si esplica in una correlazione tra le serie prossima all’unità (93%). Dal punto di vista statistico la varianza segnala anche una maggior volatilità della ghisa (717) rispetto all’acciaio (348). Si nota anche che in alcuni casi il prezzo dell’acciaio si muove leggermente in anticipo rispetto alla ghisa, anche se è ragionevole pensare che gli eventuali movimenti nei prezzi degli input produttivi si riflettano prima sui prodotti intermedi e poi su quelli finiti e che quindi la ghisa dovrebbe anticipare la dinamica dell'acciaio.

Per le sue caratteristiche desolforanti, deossigenanti e leganti, oltre al minerale di ferro e al fosforo, anche il manganese è tra gli input produttivi della ghisa: nonostante si presenti in percentuali molto basse il livello del suo prezzo lo porta ad essere una componente di costo significativa per la produzione di materiali ferrosi.

Dall’inizio del millennio a fine 2010, la ghisa e il ferro-manganese hanno avuto dinamiche coincidenti. In seguito, tra gli ultimi mesi 2010 e i primi del 2016, il prezzo del ferro-manganese ha subito un trend negativo che ne ha dimezzato il suo valore (-48%). La ghisa invece tra il 2010 e il 2012, dopo una lieve flessione di breve periodo nella seconda metà del 2010, è rimasta piuttosto stabile, per poi arrendersi, tra la fine del 2012 e il 2016, alla stessa tendenza ribassista che aveva interessato anche l'acciaio, e che ha registrato una variazione negativa del 40%. Dopo l’impennata della seconda metà del 2016, a differenza della ghisa, il ferro-manganese dal 2017 si trova su un nuovo trend negativo che ad oggi non si è ancora concluso, in cui ha perso circa il 10% del suo valore, attestandosi su livelli prossimi ai 1400 euro per tonnellata.