MDI polimerico: prezzi in aumento sui mercati internazionali

La crisi di Hormuz riduce l’offerta saudita e rafforza il ruolo della Cina come riferimento sul mercato globale

.

Chimici Organici Stretto di Hormuz

Tra le commodity petrolchimiche che hanno maggiormente risentito delle tensioni geopolitiche del 2026 figura l’Isocianato di metilenfenile (MDI) polimerico, uno dei principali isocianati utilizzati nella produzione di poliuretani. Questo prodotto trova impiego soprattutto nelle schiume rigide PU e PIR destinate all'isolamento degli edifici, alla refrigerazione e ai pannelli isolanti, oltre che nella produzione di adesivi, leganti per pannelli in legno e in alcune applicazioni automobilistiche e industriali.

Dopo l'avvio del conflitto con l'Iran e la conseguente crisi dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi internazionali dell’MDI polimerico hanno registrato aumenti significativi.

Data l'importanza di questo prodotto all'interno delle filiere industriali, è quindi utile capire quali fattori stanno contribuendo a determinarne la dinamica. A questo scopo, l'analisi prende in considerazione dapprima l'evoluzione dei prezzi dell'MDI rispetto ai costi delle principali materie prime e, successivamente, la struttura del commercio internazionale, per verificare se alla base del rialzo vi siano anche variazioni nella disponibilità del prodotto.

La dinamica dei prezzi internazionali dell'MDI polimerico

Il grafico seguente mette a confronto i prezzi internazionali dell'MDI polimerico, espressi in euro per tonnellata, rilevati attraverso tre diverse fonti:

  • prezzo doganale intra-UE del MDI polimerico;
  • prezzo FOB delle esportazioni statunitensi;
  • prezzo FOB delle esportazioni cinesi.

Per valutare il ruolo dei costi di produzione, il grafico riporta inoltre l'andamento del benzene, una delle principali materie prime a monte della filiera produttiva dell'MDI polimerico.

Prezzi internazionali MDI polimerico e benzene, in Euro per Ton

Come si può notare dal grafico, a partire da febbraio 2026 i prezzi internazionali dell'MDI polimerico hanno registrato una crescita in tutte le aree considerate. L'aumento più forte si è osservato per il prezzo FOB delle esportazioni cinesi, complessivamente pari al +61%. Anche in Europa si è registrato un incremento significativo, pari al +43%, mentre più contenuto è stato il rialzo del prezzo FOB statunitense, prossimo al +10%.

Nello stesso periodo, anche il prezzo del benzene ha subito un forte shock. In Europa, nel secondo trimestre del 2026, il suo prezzo è aumentato mediamente di circa il +30% rispetto ai primi tre mesi dell'anno. L'incremento si è concentrato soprattutto ad aprile, quando il prezzo ha superato i mille euro per tonnellata, per poi ridimensionarsi nei mesi successivi, pur rimanendo su livelli superiori a quelli precedenti il conflitto.

Il rialzo del benzene ha quindi certamente contribuito alla fase iniziale di aumento dei prezzi dell'MDI polimerico. L'incremento dei costi della materia prima e, più in generale, dell'energia ha infatti determinato una maggiore pressione sui costi di produzione. Tuttavia, la dinamica del benzene non sembra sufficiente a spiegare l'entità e la persistenza del rialzo osservato per l'MDI polimerico.

Il commercio mondiale dell'MDI polimerico

Per comprendere se alla dinamica dei costi si sia aggiunto anche un fattore legato alla disponibilità del prodotto, è utile analizzare la struttura geografica dell'offerta internazionale. Nel grafico che segue sono riportati i principali paesi fornitori di MDI polimerico a livello globale (fonte ExportPlanning).

Fornitori internazionali di MDI Polimerico

Nel 2025 la Cina è risultata il principale esportatore mondiale di MDI polimerico, con circa 724 mila tonnellate e una quota superiore al 16% degli scambi mondiali. Seguono Belgio e Germania, con quote rispettivamente prossime al 15% e al 14%, e la Corea del Sud, con poco più del 10%.

Tra i paesi del Golfo Persico, il ruolo rilevante è concentrato quasi interamente nell'Arabia Saudita, che nel 2025 ha esportato circa 404 mila tonnellate, equivalenti a quasi il 10% del commercio mondiale.

Nel complesso però, il blocco commerciale più rilevante è costituito dai paesi dell’Unione Europea, che insieme rappresentano circa la metà delle esportazioni mondiali.

Questa struttura dell'offerta internazionale si è però modificata nel corso del 2026. L'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il conseguente blocco dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz hanno infatti determinato una significativa riduzione dei flussi provenienti dall'Arabia Saudita, uno dei principali fornitori mondiali di MDI polimerico.

Nel grafico che segue sono riportate le importazioni trimestrali globali di MDI polimerico provenienti da Cina e Arabia Saudita (fonte ExportPlanning).

Flussi MDI polimerico da Cina e Arabia Saudita, in kg

Tra il primo e il secondo trimestre, le esportazioni dell'Arabia Saudita sono passate da circa 45 mila a poco più di 7 mila tonnellate, registrando una contrazione di oltre l'80%. Nello stesso periodo, le esportazioni cinesi sono aumentate da circa 116 mila a oltre 204 mila tonnellate, con una crescita prossima al 76%.

La maggiore offerta cinese ha quindi più che compensato, almeno nei flussi osservati, la riduzione delle esportazioni saudite. La crisi di Hormuz, pur avendo ridotto fortemente la disponibilità di MDI proveniente dal Golfo, non sembra quindi essersi tradotta in una contrazione equivalente dell'offerta mondiale.

Ciò non esclude, tuttavia, un effetto sulla disponibilità percepita dagli operatori. In una fase caratterizzata da elevata incertezza, la forte riduzione delle forniture saudite può aver spinto gli acquirenti ad anticipare gli acquisti o ad aumentare le scorte precauzionali, sostenendo la domanda corrente. In questo scenario, anche in presenza di un'offerta globale complessivamente sufficiente, l'aumento della domanda a fini precauzionali può aver contribuito a esercitare una pressione al rialzo sui prezzi internazionali.

Il meccanismo descritto è coerente con quanto evidenziato in un articolo precedente, secondo cui, pur trattandosi di prodotti ottenuti attraverso processi industriali energivori, i prezzi degli isocianati tendono a reagire soprattutto alla scarsità relativa del prodotto. Il costo delle materie prime contribuisce a determinare il livello minimo economicamente sostenibile dei prezzi, mentre nelle fasi di tensione sono soprattutto disponibilità degli impianti, logistica, scorte e rapporto tra domanda e offerta a determinarne l'ampiezza del ciclo.

Conclusioni

Il rialzo dell’MDI polimerico nel secondo trimestre del 2026 sembra quindi riflettere la combinazione di maggiori costi di produzione e di tensioni sul fronte della disponibilità del prodotto. La crisi di Hormuz ha sostenuto i prezzi del benzene e dell'energia e, allo stesso tempo, ha ridotto fortemente le esportazioni saudite. La maggiore offerta cinese ha compensato, in termini quantitativi, la riduzione dei flussi sauditi, ma l'incertezza sulla continuità degli approvvigionamenti può aver favorito un aumento degli acquisti precauzionali, contribuendo a sostenere i prezzi.

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!