Metiletilchetone: rialzi europei sotto esame
Il calo dei prezzi cinesi mette in discussione la sostenibilità dei rincari europei
Pubblicato da Daniel Vito Lobasso. .
Chimici Organici Petrolchimica Determinanti dei prezziCome già osservato nel caso delle etanolammine, anche il mercato europeo del metiletilchetone — noto come MEK, 2-butanone o butanone — sta attraversando una fase di forti richieste di aumento, spesso giustificate con il rischio geopolitico nel Golfo Persico e con le possibili conseguenze di un blocco dello Stretto di Hormuz.
Le rilevazioni della Camera di Commercio di Milano mostrano prezzi più che raddoppiati nell'arco degli ultimi tre mesi. Anche per il MEK diventa quindi necessario verificare quanto di questo rialzo trovi riscontro nei fondamentali di costo, domanda e offerta e quanto rifletta invece aspettative, acquisti anticipati e maggiore potere negoziale dei venditori.
Limitando l'analisi agli elementi osservabili, l'approfondimento si concentrerà su tre aspetti:
- l'evoluzione dei costi delle materie prime e della filiera petrolchimica a monte del MEK;
- la struttura della domanda e il grado di sostituibilità del MEK nelle principali applicazioni industriali;
- la struttura dell'offerta mondiale, con particolare attenzione al ruolo della Cina, al mercato europeo e ai possibili canali di trasmissione della crisi nel Golfo Persico.
Il processo produttivo e i costi del metiletilchetone
La prima questione da esaminare riguarda l'effettivo impatto della crisi geopolitica sui costi di produzione. Il metiletilchetone è un solvente ossigenato appartenente alla famiglia dei chetoni. Dal punto di vista industriale, la produzione è collegata alla filiera C4, in particolare al butene (detto anche butilene) e ai butanoli (nello specifico il 2-butanolo, noto anche come sec-butanolo o alcol sec-butilico), da cui il MEK può essere ottenuto attraverso processi di deidrogenazione.
Queste relazioni rendono utile confrontare il prezzo del MEK con i principali riferimenti della filiera a monte. Se il rincaro fosse spiegato esclusivamente dall'aumento dei costi produttivi, ci si attenderebbe una dinamica relativamente coerente tra il prezzo del prodotto finito e quello degli input produttivi.
A questo scopo può essere utilizzata la prima componente principale dei prezzi delle piattaforme petrolchimiche, introdotta nell'articolo "Una classificazione economica dell'industria chimica". Questo indicatore può essere considerato rappresentativo della dinamica dei costi medi dei diversi processi di produzione del MEK.
Nel grafico che segue sono riportati il prezzo doganale intra-UE del MEK e il fattore PC1 della filiera petrolchimica, espressi in euro per tonnellata.
Prezzo del MEK e del fattore PC1 della filiera petrolchimica
Il confronto conferma che nel secondo trimestre 2026 la petrolchimica ha attraversato una fase di rialzo, ma con un'intensità nettamente inferiore rispetto al MEK. Il fattore petrolchimico segnala quindi un contesto di costi più sostenuti, che da solo non riesce a spiegare un raddoppio del prezzo del metiletilchetone.
Gli utilizzi del metiletilchetone e il suo grado di sostituibilità
La domanda di metiletilchetone proviene principalmente dai settori delle vernici, dei coating, degli inchiostri, degli adesivi, del packaging e della pulizia tecnica. In queste applicazioni il MEK è apprezzato per il buon potere solvente, la volatilità elevata e la compatibilità con numerose resine e formulazioni industriali.
Nel complesso, il grado di sostituibilità del MEK può variare sensibilmente in funzione dell'applicazione finale: in alcune formulazioni la sostituzione è tecnicamente semplice, mentre in altre, soprattutto nelle applicazioni più specialistiche, le possibilità di sostituzione risultano più limitate.
Nei coating, negli inchiostri e negli adesivi, la sostituzione può essere relativamente ampia, ma raramente è immediata. Acetone, metilisobutilchetone, acetato di etile, acetato di butile e miscele solventi formulate possono rappresentare alternative o componenti di ricette sostitutive, ma la scelta dipende da compatibilità con la resina, velocità di evaporazione, resa applicativa e requisiti del cliente finale.
Nelle applicazioni di pulizia tecnica e sgrassaggio, la sostituibilità è più variabile. In alcuni casi acetone, alcoli o solventi formulati possono sostituire parzialmente il MEK, mentre aromatici, solventi clorurati e idrocarburici saturi sono alternative più specifiche, spesso limitate da vincoli tecnici, regolatori o di sicurezza.
Nelle formulazioni dove conta un potere solvente più controllato, il cicloesanone e alcuni eteri-alcoli possono rappresentare sostituti parziali, ma con profili di evaporazione e utilizzo diversi. Di conseguenza, la sostituzione esiste, ma non può essere interpretata come un cambio automatico e immediato da un solvente all'altro.
Nel grafico che segue sono riportati i prezzi in euro per tonnellata del MEK e dei principali solventi sostituibili o parzialmente sostituibili nelle formulazioni industriali:
- metiletilchetone;
- acetone;
- metilisobutilchetone (MIBK);
- acetato di etile;
- acetato di n-butile;
- cicloesanone.
Prezzo del MEK e dei principali sostituti
Tra marzo e giugno 2026, acetone e cicloesanone hanno registrato rialzi dell'ordine del 20%, confermando una certa tensione nel mercato dei solventi. Tuttavia, acetato di etile e metilisobutilchetone non mostrano movimenti comparabili a quelli del MEK. Anche l'acetato di butile aumenta, ma con un'intensità molto inferiore rispetto al metiletilchetone.
Dal confronto con i sostituti del MEK emerge un quadro complesso, in cui i prezzi dei sostituti tendono a seguire dinamiche eterogenee. Se il rialzo fosse stato trainato da una tensione generalizzata sui solventi alternativi, ci si sarebbe atteso un movimento maggiormente sincronizzato tra MEK e sostituti.
Tuttavia, sebbene nel breve periodo la sostituibilità non sia immediata, nel medio termine la presenza di alternative tecnicamente valide ha la capacità di limitare gli aumenti del MEK.
L'offerta mondiale e il mercato europeo del metiletilchetone
La terza area di analisi riguarda la struttura dell'offerta mondiale, il mercato europeo e il canale di trasmissione rappresentato dalla Cina.
Nei grafici che seguono sono riportati i principali paesi fornitori di MEK a livello globale e per la UE (fonte ExportPlanning).
Principali paesi fornitori di MEK per mercato di destinazione
| Mondo | UE |
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La Cina è il principale esportatore mondiale, con circa 200 mila tonnellate esportate nel 2025, pari a circa un terzo degli scambi globali. Anche i paesi UE conservano un ruolo rilevante come area esportatrice, con una quota prossima a un quarto degli scambi mondiali. Nel complesso, Cina ed Europa rappresentano quindi più della metà del commercio internazionale di MEK.
Per quanto riguarda la composizione delle forniture europee, nel 2025, oltre il 95% delle importazioni europee di MEK è stato coperto da soli 7 paesi. In particolare, il Regno Unito rappresenta da solo poco più del 30% dei volumi, seguito da Paesi Bassi e Belgio, che svolgono anche un ruolo rilevante come hub commerciali e logistici. Per quanto riguarda il ruolo della Cina, essa pesa per poco più dell'8%, seguita da Sudafrica e Giappone.
Il canale cinese merita però un'attenzione particolare. Oltre che essere il maggior esportatore mondiale di MEK, la Cina è anche tra i principali produttori globali e il suo sistema petrolchimico dipende in misura rilevante dai flussi di materie prime energetiche provenienti dal Golfo Persico. Nel 2025, infatti, oltre il 60% delle importazioni cinesi di butani liquefatti proveniva da Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait.
Nel grafico che segue il prezzo dei butani liquefatti importati dalla Cina è messo a confronto con i prezzi cinesi del MEK rilevati da due diverse fonti: il prezzo FOB delle esportazioni cinesi e le quotazioni del mercato Over-The-Counter (OTC) rilevate da SunSirs
Prezzo del MEK cinese ed input
Come evidenzia il grafico, durante la fase di massima tensione geopolitica sono aumentati sia i prezzi dei butani liquefatti importati dalla Cina sia quelli del MEK.
L'intensità dei rialzi è stata tuttavia differente. Nel periodo febbraio-maggio 2026, il prezzo FOB del MEK è aumentato complessivamente del +33%, a fronte di un incremento del +60% dei butani liquefatti. Nello stesso periodo, le quotazioni OTC rilevate da SunSirs hanno registrato una crescita ancora più marcata, superiore al +75%, raggiungendo ad aprile i livelli più elevati degli ultimi quattro anni. L'ampiezza di questo rialzo rispetto a quella osservata per il prezzo FOB del MEK suggerisce che, oltre all'aumento dei costi delle materie prime, abbiano contribuito anche altri fattori di tensione sul mercato. Successivamente, il prezzo OTC ha invertito la tendenza e ha continuato a diminuire anche nel mese di giugno, attestandosi su valori di poco superiori ai 1.000 euro per tonnellata, nonostante il protrarsi del conflitto nel Golfo Persico e il conseguente sostegno ai prezzi dei butani liquefatti. Questa evoluzione è coerente con l'ipotesi che i fattori temporanei che avevano amplificato il rialzo delle quotazioni OTC si siano progressivamente attenuati.
Per poter valutare quale dinamica seguiranno i prezzi europei del MEK nei prossimi mesi, può essere utile confrontare i prezzi internazionali rilevati da quattro diverse fonti:
- prezzi doganali intra-UE;
- prezzi della Camera di Commercio di Milano;
- prezzi doganali FOB delle esportazioni cinesi;
- prezzi cinesi del mercato Over-The-Counter (OTC) rilevati da SunSirs.
Prezzo del MEK europeo e cinese
Il confronto mostra come i prezzi internazionali del MEK siano caratterizzati da una dinamica molto simile, con i prezzi cinesi che tendono ad anticipare l'andamento dei prezzi sui mercati europei. Anche nella fase attuale i prezzi cinesi sembrano anticipare la riduzione dei prezzi, giocando un ruolo di calmieratore dei prezzi internazionali, limitando la sostenibilità degli attuali livelli europei.
Conclusioni
L'analisi dei fondamentali conferma che il rialzo del MEK è sostenuto dall'aumento dei costi. Tuttavia, questo fattore non sembra sufficiente a giustificare, da solo, un raddoppio dei prezzi europei. Il segnale più rilevante arriva dalla Cina, dove i prezzi OTC, dopo aver anticipato le tensioni, hanno mostrato un forte rientro, mentre le quotazioni europee sono rimaste elevate.
Lo scenario più probabile è quindi una fase di prezzi europei ancora sostenuti nel breve periodo, ma con crescente probabilità di correzione nei prossimi mesi.