Xileni: un mercato globale in tensione
Le tensioni geopolitiche e il rialzo del petrolio sostengono i prezzi internazionali degli xileni
Pubblicato da Daniel Vito Lobasso. .
Chimici Organici Petrolchimica Stretto di HormuzCome evidenziato nell'articolo Rischio di approvvigionamento in caso di chiusura dello Stretto di Hormuz, il mercato europeo di diverse commodity chimiche risulta particolarmente esposto alle tensioni nel Golfo Persico e alle interruzioni dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz.
È il caso del para-xilene (p-xilene), di cui l’Europa, nel 2025, ha importato circa il 30% delle sue forniture dalla sola Arabia Saudita. Il p-xilene è il principale isomero della famiglia degli xileni, una classe di idrocarburi aromatici che comprende anche l'orto-xilene (o-xilene) e il meta-xilene (m-xilene), e costituisce un gruppo di intermedi fondamentali per numerose filiere industriali.
In particolare, il p-xilene rappresenta la principale materia prima impiegata nella produzione di acido tereftalico purificato (PTA), da cui derivano il PET e le fibre di poliestere. Gli altri isomeri trovano invece applicazione nella produzione di resine, vernici, rivestimenti, solventi e ulteriori intermedi chimici.
Tra febbraio e giugno 2026, i prezzi europei degli xileni hanno registrato una tendenza al rialzo, sebbene con intensità differenti. L’aumento è stato particolarmente marcato per il p-xilene, i cui prezzi sono cresciuti di circa il 40%, a fronte di un incremento del 20% per gli altri xileni.
Questo divario suggerisce che la maggiore vulnerabilità delle forniture europee di p-xilene provenienti dall’Arabia Saudita abbia svolto un ruolo determinante. Per valutare la sostenibilità dei recenti rincari, è tuttavia utile esaminare anche l’andamento dei prezzi internazionali del p-xilene, i costi delle materie prime e le relazioni che legano i diversi isomeri.
Prezzi internazionali, costi e processi produttivi
Il grafico seguente riporta l'andamento dei prezzi doganali del p-xilene, espressi in euro per tonnellata, nei principali mercati internazionali (Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone), insieme al prezzo del petrolio, da cui dipende l’andamento dei prezzi della virgin nafta, principale feedstock degli xileni.
Confronto tra i prezzi del p-xilene nei vari mercati del mondo
Il primo elemento che emerge è l'elevato grado di integrazione del mercato mondiale. I prezzi seguono infatti un andamento molto simile, mentre le differenze di livello risultano generalmente contenute e relativamente stabili nel tempo. Anche il temporaneo disallineamento osservato sul mercato giapponese dopo l’inizio della guerra russo-ucraina si è progressivamente ridotto, confermando la capacità dei mercati internazionali di ricondurre i mercati regionali verso un riferimento comune.
Il forte allineamento tra le dinamiche regionali indica anche che il mercato è guidato prevalentemente da fattori comuni. Tra questi, il più evidente è il prezzo del petrolio, che influenza direttamente il costo della virgin nafta.
Tuttavia il petrolio non rappresenta l'unica materia prima da cui è possibile ricavare gli xileni: una quota della produzione deriva infatti dalla distillazione del catrame di carbone, da cui si ottengono xileni caratterizzati da una maggiore presenza di impurità (comunemente indicati come xileni da catrame).
La diversa origine delle materie prime non comporta però l'esistenza di mercati completamente separati o di prezzi indipendenti.
Il grafico seguente confronta i prezzi doganali europei del p-xilene, dell'o-xilene e degli xileni da catrame[1], espressi in euro per tonnellata.
Confronto tra i prezzi degli xileni europei
Nel lungo periodo, le tre serie di xileni condividono un dinamica molto simile, con differenze di livello relativamente stabili nel tempo, coerenti con differenze di qualità, purezza e destinazione d'uso. Di conseguenza, il differenziale di prezzo normalmente osservato rispetto agli xileni da catrame riflette soprattutto differenze di qualità, purezza e destinazione d'uso, più che un vantaggio strutturale nei costi produttivi Questo significa che anche gli xileni ottenuti attraverso processi produttivi differenti finiscono per risentire degli stessi shock di mercato.
Come illustrato nell'articolo Dalle materie prime ai mercati: come si formano i prezzi nella petrolchimica di base, gli ampi scambi a livello internazionale, la concorrenza tra fornitori e le operazioni di arbitraggio, fanno sì che tra gli xileni si venga a creare un prezzo di riferimento globale, che agisce da forza equilibratrice, portando a un allineamento dei prezzi tra prodotti ottenuti da processi produttivi differenti, nonostante le diversità nei costi delle materie prime.
Tuttavia, l'esistenza di un riferimento comune non esclude che singoli prodotti possano discostarsi dall'andamento generale, anche per periodi prolungati, quando in presenza di shock specifici dal lato dell'offerta.
In questo senso, un esempio è rappresentato dall'o-xilene. Dopo l'inizio della guerra russo-ucraina e la sospensione delle forniture provenienti dalla Russia, la disponibilità del prodotto sul mercato europeo si è ridotta. Questa situazione ha determinato la formazione di un premio di prezzo rispetto agli altri xileni, che si è protratto fino alla fase più recente.
La diversa base di partenza contribuisce a spiegare anche le differenze nei tassi di crescita registrati tra febbraio e giugno 2026. L'o-xilene ha mostrato un incremento percentuale inferiore rispetto al p-xilene non perché fosse meno esposto alle tensioni recenti, ma perché il suo prezzo incorporava già un premio legato alla limitata disponibilità sul mercato europeo.
Nello stesso periodo, anche gli xileni da catrame hanno evidenziato una dinamica più moderata, con un incremento dei prezzi inferiore al 20%. Considerata l'elevata correlazione storica tra le tre serie (prossima a 0.9) e il ruolo del petrolio quale principale riferimento del mercato, un differenziale di tale entità appare difficilmente sostenibile nel medio-lungo periodo, rendendo plausibile un graduale riassorbimento dell'attuale divario.
Tale processo potrebbe realizzarsi attraverso un recupero delle quotazioni degli xileni da catrame, qualora il petrolio continuasse a sostenere i prezzi degli idrocarburi aromatici, oppure mediante una riduzione del premio oggi incorporato nelle quotazioni del p-xilene, nel caso in cui le tensioni geopolitiche e i costi energetici dovessero attenuarsi.
Conclusioni
La recente crescita dei prezzi degli xileni è stata determinata principalmente dal rincaro del petrolio e della nafta, originato dalle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico e dall'aumento del rischio di approvvigionamento legato ai traffici attraverso lo Stretto di Hormuz. L'incremento dei costi dei feedstock si è quindi trasmesso all'intera filiera petrolchimica, sostenendo il rialzo dei prezzi degli idrocarburi aromatici nei principali mercati internazionali.
Le differenze nelle dinamiche osservate per p-xilene, o-xilene e xileni da catrame riflettono però anche le diverse condizioni di offerta dei singoli prodotti. In particolare, il p-xilene è stato caratterizzato da aumenti più accentuati a causa della maggiore dipendenza dalle forniture provenienti dal Golfo Persico, mentre l'o-xilene partiva già da livelli di prezzo elevati per effetto del premio legato alla ridotta disponibilità sul mercato europeo successivo alla guerra russo-ucraina.
Nel medio periodo, l'elevata integrazione del mercato mondiale e la forte correlazione tra le diverse tipologie di xilene rendono probabile un progressivo riassorbimento degli attuali extra differenziali (non spiegati cioè da differenze nella qualità dei prodotti). La direzione dell'aggiustamento dipenderà soprattutto dall’andamento del prezzo dei feedstock e dalla evoluzione delle tensioni geopolitiche.
Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!
[1] La denominazione "xileni da catrame" identifica più propriamente una miscela dei diversi isomeri dello xilene con un grado di purezza inferiore al 95%, indipendentemente dall'origine della materia prima. Gli xileni ottenuti dalla distillazione del catrame di carbone sono chimicamente identici a quelli prodotti mediante reforming catalitico della nafta, ma presentano generalmente una maggiore concentrazione di impurità, tra cui composti dello zolfo, dell'azoto e idrocarburi policiclici. La classificazione può tuttavia comprendere anche miscele di origine petrolifera e non individua quindi in modo univoco il processo produttivo utilizzato.