Crisi di Hormuz e packaging alimentare: dalla dinamica dei prezzi alla struttura dei costi

Un esempio di integrazione dei costi non materiali all'interno dello Should Cost per due configurazioni di doypack

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Alimentari Carta per imballaggi Termoplastiche di base Should Cost

Nell'articolo Crisi di Hormuz e packaging alimentare si è osservato come la crisi dello Stretto di Hormuz abbia finora prodotto effetti significativamente eterogenei per il settore del packaging alimentare, in funzione della composizione materiale degli imballaggi.

In particolare, nell'analisi sono state considerate due configurazioni di doypack per granola e muesli: una a prevalenza carta, l'altra a base di plastica. Attraverso la costruzione di due indici Should Cost basati esclusivamente sulle materie prime impiegate, è emerso come la doypack in plastica presenti una maggiore volatilità e una più elevata esposizione alle oscillazioni della filiera petrolchimica, mentre la soluzione a prevalenza carta mostri una dinamica relativamente più stabile.

Per completare l'analisi dei costi dei due imballaggi flessibili, può essere utile considerare anche le altre componenti che concorrono alla formazione del costo, ovvero i consumi energetici, il lavoro e le attività di trasformazione industriale. Ciò permette di valutare oltre che la dinamica di costo delle due configurazioni, anche il loro livello.

Analisi di breakdown

Sulla base di quanto riportato nell'articolo Costruire uno should cost affidabile: l'importanza dell'analisi di breakdown si procede alla scomposizione del costo attraverso un approccio di breakdown strutturato, estendendo il perimetro rispetto alle sole materie prime e includendo anche energia, lavoro e attività di trasformazione.
La prima fase consiste nel definire i coefficienti tecnici, che rappresentano i fabbisogni unitari di input per ottenere una tonnellata di prodotto finito. Nel caso analizzato nel presente articolo, tali coefficienti sono espressi come segue:

  • kilogrammi per le materie prime,
  • kilowatt per i consumi energetici,
  • ore di lavoro e ore macchina, successivamente valorizzate attraverso i relativi costi orari medi.

Per le componenti di costo relative a lavoro e trasformazione si adottano, inoltre, le ipotesi riportate nella tabella seguente.

Tabella 1: Doypack per granola e muesli, Cost breakdown per lavoro e trasformazione
Lavoro Trasformazione
Costo orario a gennaio 2022
(in euro)
Numero di ore impiegate Coefficiente tecnico (in euro) Costo orario a gennaio 2022
(in euro)
Numero di ore impiegate Coefficiente tecnico (in euro)
Doypack Carta PE 30.4 5 152 45 20 900
Doypack PET/PE 30.4 4 122 40 10 450

Per il lavoro, viene considerata la media europea del costo orario nel settore manifatturiero, pari a 30.4 euro (fonte Eurostat). Anche per la trasformazione, si considera un costo medio orario uguale per entrambe le configurazioni. Per quanto riguarda, invece, il numero di ore impiegate, il maggior numero ipotizzato per la configurazione a prevalenza carta è dato dal fatto che esso richiede più operazioni di trasformazione, risultando più intensivo in termini di conversione.
Ciò si riflette anche su un maggiore utilizzo di energia per la doypack a base di carta.

Nella tabella che segue viene riportato il cost breakdown completo delle due doypack. Per ciascuna componente vengono associati:

  • la serie di prezzo rappresentativa del relativo driver di costo;
  • il coefficiente tecnico di impiego per tonnellata di prodotto finito;
  • la corrispondente incidenza sul costo complessivo, calcolata attraverso il tool Should Cost, assumendo gennaio 2022 come periodo base di riferimento.
Tabella 2: Cost breakdown delle doypack per granola e muesli
Coefficienti tecnici
per Ton di prodotto finito
Incidenza costo (%)
Componente Cost driver Doypack in carta Doypack PET/PE Doypack in carta Doypack PET/PE
Carta kraft Carta kraft (peso ≤ 150 g/m²) 780 kg - 35.31 -
Polietilene Polietilene LDPE 220 kg 700 kg 14.82 51.43
PET Polietilene tereftalato (PET) - 280 kg - 15.71
Adesivi e coating Isocianati 20 kg 20 kg 2.08 2.27
Inchiostri Acetato di etile 10 kg 10 kg 0.68 0.75
Energia PUN energia elettrica Italia 650 kW 550 kW 5.80 5.36
Lavoro+Trasformazione Indice prezzi al consumo Area Euro 1052 euro 572 euro 41.31 24.48
Totale 100 100

In entrambe le doypack le materie prime rappresentano la principale componente di costo, con un'incidenza superiore al 50% del costo tecnico complessivo. Tale quota sale a circa il 70% nel caso della doypack PET/PE, riflettendo la forte dipendenza di questa soluzione dai polimeri di origine petrolchimica. In particolare, il solo Polietilene LDPE contribuisce per oltre la metà del costo totale del packaging.

L'incidenza dei costi energetici risulta molto simile nelle due configurazioni e si attesta intorno al 5%, segnalando come il consumo di energia, pur rilevante, non costituisca il principale elemento distintivo tra le due tecnologie.

La differenza più significativa emerge nelle componenti di lavoro e trasformazione. Nel caso della doypack a prevalenza carta, queste due voci rappresentano complessivamente oltre il 40% del costo tecnico, contro circa un quarto nel packaging PET/PE.
Tale differenza è riconducibile alle caratteristiche industriali delle due soluzioni. La doypack PET/PE costituisce uno standard produttivo ampiamente consolidato, con elevate velocità produttive. La doypack a prevalenza carta richiede, invece, processi di conversione più complessi per dare alla carta kraft le proprietà richieste dal packaging alimentare.

Le differenze nella struttura dei costi si riflettono nel livello e nella dinamica dei due Should Cost. Il grafico che segue mette a confronto i due indici, espressi in euro per tonnellata di prodotto finito.

Packaging alimentare: should cost per doypack a confronto, in Euro per Ton
Packaging alimentare: should cost per doypack a confronto, in Euro per Ton

Pur presentando oscillazioni più contenute, la doypack a prevalenza carta mostra livelli di costo sistematicamente superiori rispetto alla soluzione PET/PE, riflettendo la maggiore incidenza delle attività di trasformazione e del lavoro.

La doypack PET/PE, al contrario, presenta livelli di costo più contenuti, poiché caratterizzata da processi produttivi più maturi e standardizzati. Tale vantaggio si accompagna tuttavia a una maggiore esposizione alle oscillazioni delle commodity energetiche e petrolchimiche, come testimoniato dalla dinamica più recente. Negli ultimi mesi, infatti, la crisi dello Stretto di Hormuz ha determinato un incremento significativo del costo della doypack PET/PE, riducendo il vantaggio relativo rispetto alla doypack a prevalenza carta.

Conclusioni

L'analisi dello Should Cost delle due configurazioni di doypack evidenzia come la scelta del packaging non dipenda esclusivamente dal livello medio dei costi, ma anche dalla loro stabilità nel tempo e dalla diversa esposizione ai principali driver di mercato.

Nel corso degli ultimi vent'anni, la soluzione doypack PET/PE ha registrato un costo medio significativamente inferiore rispetto alla doypack a prevalenza carta. Tale vantaggio economico è tuttavia accompagnato da una maggiore volatilità, dovuta alla forte dipendenza dalle materie prime petrolchimiche e dalle dinamiche dei mercati energetici.
La doypack a prevalenza carta presenta invece livelli di costo mediamente più elevati, principalmente per la maggiore incidenza delle attività di trasformazione e del lavoro. Al tempo stesso, la sua struttura di costo risulta meno esposta alle oscillazioni delle commodity petrolchimiche, garantendo una maggiore stabilità nel tempo.

Per le imprese alimentari, la scelta ottimale tra le due soluzioni dipende quindi dal posizionamento competitivo e dagli obiettivi strategici perseguiti. Le aziende maggiormente orientate alla minimizzazione dei costi possono trovare nella soluzione PET/PE l'opzione più efficiente. Al contrario, per i prodotti di fascia medio-alta o premium, la soluzione a prevalenza carta può rappresentare una scelta coerente non solo con una maggiore stabilità dei costi, ma anche con strategie di differenziazione che valorizzano la percezione di sostenibilità del packaging presso il consumatore finale.
In quest'ottica, il maggiore costo della soluzione a prevalenza carta può essere interpretato come il prezzo di una minore esposizione ai rischi delle filiere petrolchimiche e di un possibile rafforzamento del posizionamento del prodotto sul mercato.

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