Rischi geopolitici spingono TTF e Brent, ma la de-escalation ne rallenta la corsa
Andamento settimanale delle commodity energetiche
Pubblicato da Nicolò Genta. .
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Nella scorsa settimana il mercato europeo del gas ha registrato un forte rialzo, alimentato dall’escalation tra Stati Uniti e Iran e dal timore che il conflitto potesse ostacolare i traffici attraverso lo Stretto di Hormuz.
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 24 luglio sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 63.6 €/MWh (+6.2 €/MWh)
- HenryHub USA 8.6 €/MWh (-0.1 €/MWh)
- JKM Asia 66.0 €/MWh (+3.4 €/MWh)
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
A rafforzare la pressione sui prezzi hanno contribuito anche il rischio di una chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb e le indiscrezioni sulla proroga delle restrizioni ad alcune forniture di GNL destinate all’Asia. Questi fattori avrebbero potuto intensificare la concorrenza tra compratori europei e asiatici, soprattutto in presenza di stoccaggi europei relativamente bassi.
I fondamentali dell’Europa nord-occidentale sono però rimasti sostanzialmente invariati, con aspettative stabili per i flussi norvegesi e per gli arrivi di GNL in agosto.
Nelle prime ore di oggi il TTF è sceso a 59.5 €/MWh, arretrando di 4.1 €/MWh rispetto alla chiusura di venerdì. La flessione ha riflesso la sospensione degli attacchi statunitensi e delle ritorsioni iraniane, che ha ridotto il premio geopolitico, mentre l’aumento delle nomination del terminale di Montoir ha contribuito ad allentare ulteriormente la pressione sul mercato.
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Petrolio
I prezzi del Brent hanno chiuso a 96.8 $/bbl venerdì 24 luglio, in rialzo di +8.7 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato una crescita simile, con una variazione settimanale di +6.8 $/bbl, chiudendo a 89.3 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
La crescita è stata trainata dall’escalation tra Stati Uniti e Iran e dal timore che il conflitto potesse interrompere i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre gli attacchi contro petroliere saudite nel Mar Rosso hanno accresciuto i rischi anche lungo la rotta alternativa di Bab el-Mandeb.
A rafforzare la pressione sui prezzi hanno contribuito inoltre le difficoltà produttive in Kazakhstan, che hanno ampliato le preoccupazioni sull’offerta globale.
Venerdì il mercato ha tuttavia restituito parte dei guadagni per effetto delle indiscrezioni su una possibile ripresa dei negoziati tra Washington e Teheran, che hanno ridotto il premio geopolitico dopo il massimo raggiunto nella seduta precedente.
Nelle prime ore di oggi il Brent ha aperto a 93.6 $/bl, in calo di 3.2 $ rispetto alla chiusura di venerdì. La flessione ha quindi prolungato l’arretramento precedente, riflettendo la sospensione degli attacchi statunitensi e delle ritorsioni iraniane, che hanno attenuato i timori di ulteriori interruzioni delle forniture e favorito una parziale normalizzazione del rischio incorporato nei prezzi.
Carbone Termico
Il prezzo future del carbone termico europeo API2 front-month ha chiuso a 120.2 $/ton, in aumento di +0.5 $/ton su base settimanale. Il future front-month sul carbone termico australiano è rimasto anch’esso stabile, con una variazione settimanale di +0.6 $/ton e chiudendo a 130.6 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
Il gas più costoso ha migliorato la competitività relativa della generazione a carbone, mentre le limitazioni alla produzione nucleare francese hanno accresciuto il fabbisogno di capacità termoelettrica.
La reazione dell’API2 è rimasta tuttavia contenuta nonostante questi elementi favorevoli, poiché la domanda fisica internazionale ha offerto segnali deboli. Le importazioni indiane di carbone termico sono diminuite del 12% su base annua in giugno, per il settimo mese consecutivo, per effetto dell’ampia disponibilità domestica, limitando la competizione per i carichi marittimi.
Oggi il contratto ha aperto a 120.0 dollari per tonnellata, in lieve flessione, coerentemente con l’attenuazione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che ha ridotto il premio geopolitico sui mercati energetici.