Prezzi delle commodity guidati dal rischio di un allargamento del conflitto

Gli attacchi Houthi nel Mar Rosso aumentano il rischio di interruzioni delle forniture energetiche

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Per la prima volta dal mese di maggio i prezzi del petrolio Brent sono tornati a superare i 100 dollari al barile, sostenuti dal deterioramento dello scenario geopolitico in Medio Oriente e dai crescenti rischi di interruzione dell’offerta. Gli attacchi tra Stati Uniti e Iran stanno mettendo nuovamente sotto pressione i flussi attraverso il Golfo Persico, mentre la minaccia di un blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb da parte degli Houthi aumenta l’incertezza sulle esportazioni saudite dal Mar Rosso. Un eventuale blocco costringerebbe le petroliere dirette verso l’Asia a evitare il Mar Rosso e a seguire una rotta alternativa molto più lunga attraverso il Canale di Suez e la circumnavigazione dell’Africa. La deviazione comporterebbe un significativo aumento dei tempi di navigazione e dei costi di trasporto e assicurazione, introducendo ulteriori tensioni nelle catene logistiche del mercato petrolifero globale.

Il mercato sta quindi incorporando un premio per il rischio più elevato, considerando che un’eventuale riduzione dei flussi provenienti dal Medio Oriente sarebbe difficilmente compensabile nel breve periodo. Inoltre, i rilasci dalle riserve strategiche statunitensi, che hanno fornito un parziale sostegno all’offerta durante la fase più critica del conflitto, termineranno verso la fine del mese, lasciando il mercato maggiormente esposto a nuove interruzioni delle forniture.

L'inasprimento dei rischi per l'offerta di commodity energetiche si stanno riflettendo anche sui prezzi dei prodotti raffinati, con il gasolio che ha registrato gli aumenti più marcati. Questo segmento rimane particolarmente vulnerabile anche a causa delle restrizioni alle esportazioni russe di prodotti raffinati. Mosca potrebbe infatti estendere il divieto di esportazione anche al prossimo mese, riducendo ulteriormente la disponibilità di gasolio sui mercati internazionali.

Ancora più esposto è il settore del gas naturale europeo, che sta risentendo in misura maggiore dell’instabilità in Medio Oriente. Il TTF olandese ha superato i 65 €/MWh, riflettendo la maggiore vulnerabilità dei flussi di GNL provenienti dalla regione.
La precedente fase di normalizzazione dei traffici dopo il Memorandum of Understanding aveva evidenziato come le forniture di gas liquefatto tendano a riprendersi più lentamente rispetto ai flussi petroliferi. Una nuova escalation potrebbe quindi mantenere elevata la pressione sulle quotazioni, soprattutto considerando che gli stoccaggi europei si trovano su livelli inferiori rispetto alla media degli ultimi anni proprio in vista dell’avvio della stagione invernale.

Nel comparto dei metalli preziosi, oro e argento hanno inizialmente beneficiato dell’aumento dell’incertezza geopolitica e della maggiore domanda di beni rifugio. Tuttavia, il rialzo dei prezzi è stato ridimensionato dopo la conferenza stampa della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che ha sottolineato come gli effetti inflazionistici dello shock energetico potrebbero non essersi ancora manifestati pienamente. Le sue dichiarazioni hanno rafforzato le aspettative di una politica monetaria più restrittiva, con il mercato che ha iniziato a prezzare una maggiore probabilità di tassi elevati più a lungo, aumentando il costo opportunità dei beni rifugio.

Nel settore dei metalli industriali, i prezzi dei metalli ferrosi mostrano una tenuta in Europa e una flessione sul mercato cinese, legata al calo dei prezzi dei minerali di ferro. Al contrario, i principali non ferrosi di base registrano lievi rialzi su base settimanale. L'alluminio ha mantenuto tuttavia una dinamica prevalentemente laterale, nonostante sia il metallo industriale maggiormente esposto agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, considerando il ruolo rilevante della regione nella produzione globale di alluminio primario, pari a circa il 10% del totale mondiale.
Anche la proclamazione del 20 luglio nell’ambito della Section 232 del Trade Expansion Act non sembra aver modificato significativamente la dinamica dei prezzi dell’alluminio. Il nuovo provvedimento introduce la possibilità, per le aziende che costruiscono, ampliano o ristrutturano impianti di fusione dell’alluminio negli Stati Uniti, di accedere a un’aliquota tariffaria ridotta sulle importazioni, pari al 25% rispetto al dazio standard del 50%, a condizione del raggiungimento di specifici obiettivi di investimento approvati.
L’iniziativa mira a favorire il rilancio della produzione domestica di alluminio primario, dopo anni di progressivo ridimensionamento della capacità produttiva statunitense, ma i suoi effetti sono destinati a manifestarsi principalmente nel medio-lungo periodo.

Tra le commodity alimentari proseguono i trend della scorsa settimana, con dinamiche rialziste per cereali e oli, a fronte di un calo dei prodotti tropicali, guidato dalla diminuzione dei prezzi di caffè e cacao.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

Prosegue il trend rialzista dell'indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici, alimentato dalle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

L’heatmap degli energetici evidenzia la forte crescita dei prezzi del petrolio e del gas naturale.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

MATERIE PLASTICHE ED ELASTOMERI

L’indice finanziario dei prezzi delle materie plastiche e degli elastomeri conferma la sua nuova fase di ripresa.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari delle materie plastiche ed elastomeri
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari delle materie plastiche ed elastomeri

L'heatmap delle termoplastiche e degli elastomeri segnala un aumento settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi del LLDPE e del polipropilene.

HeatMap dei prezzi in euro delle materie plastiche ed elastomeri
HeatMap dei prezzi in euro delle materie plastiche ed elastomeri

 

FERROSI

L'indice europeo dei metalli ferrosi registra una stabilità dei prezzi, mentre quello cinese prosegue la sua fase di flessione.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi

 

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NON FERROSI INDUSTRIALI

Al netto delle oscillazioni, i due indici dei metalli non ferrosi continuano a seguire una dinamica di ripresa dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall’analisi dell’heatmap si segnala un lieve aumento settimanale dei prezzi dei principali non ferrosi di base.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

L'indice finanziario dei tropicali registra un'ulteriore correzione, mentre quelli dei cereali e degli oli mostrano una crescita su base settimanale.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

Ad eccezione dell'avena, l'heatmap dei cereali evidenzia un rialzo generalizzato dei prezzi.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali segnala una riduzione settimanale dei prezzi di caffè e cacao.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

Dall'heatmap degli oli alimentari emerge un aumento settimanale dei prezzi, con l'olio di canola che registra la crescita più marcata.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari