A pochi giorni dal vertice OPEC, il prezzo del greggio crolla

Le quotazioni del greggio registrano il peggior calo settimanale dell’ultimo anno

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Nemmeno la guerra commerciale ha fatto registrare un simile crollo al prezzo del petrolio: la settimana scorsa le quotazioni del greggio hanno registrato il peggior crollo settimanale dell’ultimo anno.
Il Brent e l’Oman/Dubai sono caduti del -14% rispetto a due settimane fa, attestandosi rispettivamente sui 50.5 e 48.5 dollari al barile mentre il WTI del -12%, si ferma a 44.7 dollari al barile.
I mercati finanziari hanno reagito alle notizie sulla diffusione globale del virus e al potenziale impatto dell'epidemia sull'economia globale. I prezzi del petrolio infatti sono diminuiti dopo che centinaia di nuovi casi da coronavirus sono stati segnalati in Europa e in Medio Oriente.

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

Reuters riporta “Markets will be very jumpy until there’s increasing confidence the virus is abating and that it won’t be a global pandemic”. Nelle prossime settimane quindi sarà la dinamica del coronavirus ad essere il termometro per il prezzo del petrolio.
La diffusione nel mondo del coronavirus ha probabilmente spazzato via la crescita della domanda mondiale di greggio per il 2020. Il consumo di petrolio probabilmente riceverà il colpo più forte a marzo e aprile, trascinato da quello cinese. L’EIA nell’ultimo report stimava una crescita dei consumi mondiali pari a 101.7 milioni di barili al giorno, in aumento dell'1% rispetto al 2019. Il report di marzo non è ancora uscito ma è probabile che si assisterà ad una correzione verso il basso.

Reuters riporta che supponendo che la Cina riesca a contenere il virus e la sua economia inizi a riprendersi, l'attuale debolezza del prezzo del greggio potrebbe anche determinare un aumento degli acquisti per le sue scorte strategiche. Attualmente, si va incontro ad un eccesso di scorte ed una crisi del settore logistico. Infatti presso i porti cinesi ci sono molte navi cariche di petrolio in attesa di acquirenti. Il Sole24Ore riporta che a Singapore ci sono circa quaranta Vlcc (very large crude carrier) con a bordo circa 80 milioni di barili, contenenti greggio e carburanti, che vengono usati come degli stoccaggi gallegianti in conseguenza al fatto che il coronavirus ha bloccato i trasporti.

Per contenere la debolezza del prezzo, intanto l’OPEC si prepara ad un ulteriore aumento dei tagli da aggiungersi a quello attuale. Dopo alcune settimane d’incertezza, la Russia ha dato il suo appoggio per questa politica che verrà ufficializzata al prossimo vertice dell’OPEC il 5 e il 6 marzo.

Non c'è solo un accumulo di scorte di energetici ma anche di metalli e alimentari. In particolar modo in Cina si stanno accumulando molte scorte di metalli non ferrosi, tanto che gli industriali del settore hanno chiesto aiuto al governo per svuotare i magazzini. Il rame, uno dei metalli non ferrosi più reattivi e considerato anche esso termometro dell’economia globale, ha registrato una variazione negativa settimanale meno intensa, rispetto al petrolio, pari al -2.3%.

Grafico 2: Andamento prezzo del rame
Andamento prezzo del rame

La minor reattività del prezzo del rame è spiegata dal fatto che il coronavirus ha causato un blocco dei trasporti, andando a generare quindi maggiori effetti negativi sul prezzo degli energetici. Per ora gli effetti sui non ferrosi sono "limitati" ad un accumulo di scorte in magazzino.