I prezzi internazionali del carbone termico e siderurgico

Un'analisi comparata dei fattori che determinano le dinamiche dei due prezzi del carbone

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Energetici Congiuntura

Esistono molte tipologie di carbone. Dal punto di vista dell'analisi dei prezzi è utile distinguere tra il carbone fossile (termico) e il carbone da coke (metallurgico). Essi si differenziano per la destinazione finale d’uso: il primo è usato come combustibile nelle centrali termoelettriche, il secondo nel settore siderurgico.

A partire dalla seconda metà del 2018 le quotazioni del carbone termico all’Intercontinental Exchange (ICE) hanno registrato una caduta dell’ordine del 20%, in conseguenza al rallentamento dell’economia globale e di una riduzione della domanda di carbone per la produzione di energia elettrica. Il carbone è il combustibile fossile più inquinante, molti paesi stanno cercando di sostituirlo con risorse più green, ad esempio il gas naturale liquefatto e fonti rinnovabili.
Anche Glencore, il colosso svizzero leader nella produzione di carbone si è allineata alle dinamiche attuali e ha annunciato che lascerà invariata la produzione annua a 150 milioni di tonnellate.

Carbone termico

Il grafico che segue riporta le due serie del prezzo del carbone termico quotate all’ICE: la prima (Carbone termico Spot) è relativa alle consegne ai porti olandesi; la seconda (Carbone termico spot australiano) è relativa al carbone in partenza dai porti australiani. Nel grafico è riportata anche la serie del prezzo doganale delle importazioni UE (Carbone fossile). prezzo del carbone termico Il grafico evidenzia la forte relazione tra le serie, confermata anche dagli indici di correlazione molto elevati riportati in tabella.

Indici di correlazione

Carbone fossile Carbone termico Spot Carbone termico Spot (australiano)
Carbone fossile 1 0.90 0.90
Carbone termico Spot 0.90 1 0.93
Carbone termico Spot (australiano) 0.90 0.93 1

Da più mesi le quotazioni dei prezzi australiani e olandesi stanno registrando una caduta, rispettivamente del -20% e -26%. Le ragioni di questa flessione vanno ricercate nei due fattori sopra riportati (rallentamento del ciclo economico e conversione della produzione dell'energia elettrica dal carbone al gas e alle rinnovabili). Un contributo, tuttavia, sembra derivare anche dalle tensioni che stanno caratterizzando i rapporti commerciali tra Cina e Australia. In realtà, l’Australia esporta in Cina principalmente carbone siderurgico, necessario per la produzione di acciaio. La Cina è tra i primi produttori al mondo sia di acciaio sia di carbone, la domanda di quest’ultimo è così forte che è costretta ad importare carbone da altri paesi, principalmente dall’Australia. Sul totale delle importazioni cinesi l’Australia ha una quota del 60%. Il crollo della domanda cinese di carbone siderurgico nella seconda parte del 2018 ha generato quindi un eccesso di offerta di carbone siderurgico australiano, influendo anche sul prezzo del carbone termico australiano.

Per quanto riguarda il prezzo doganale europeo questo non sembra, per ora, aver subito nessuna caduta trovandosi prossimo ai livelli di massimo storico del 2011, oltre 100 euro alla tonnellata. Nonostante le recenti questioni ambientali moltissime delle industrie europee sono alimentate a carbone, per cui la forte domanda ne sostiene il prezzo.

Carbone siderurgico

Il grafico che segue riporta il prezzo del carbone siderurgico importato dall'UE e il prezzo sul mercato cinese. I prezzi si trovano su un trend positivo da metà 2017.

prezzo del carbone da coke

Dal grafico emerge una forte correlazione tra le serie, segnalata da un indice di correlazione pari a 0.92. Il prezzo europeo è inferiore al livello di prezzo cinese, questo differenziale pari a 26 euro alla tonnellata si è ampliato a partire dagli ultimi mesi del 2017.
Anche in questo caso la motivazione sembra dover essere cercata nelle tensioni commerciali tra Cina e Australia e nella riduzione delle importazioni dall'Australia e, quindi, dell'offerta complessiva sul mercato cinese.