Continua il rialzo dei prezzi dei non ferrosi

Metalli non ferrosi LME - Commento del 04 marzo 2019

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Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Performance dei singoli metalli (future 3 mesi $)
Da inizio anno Performance a 1 anno
Ultima settimana Performance a 1 settimana

 

Nella scorsa settimana c’è stato un rialzo dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il rialzo del piombo seguito da quello dello zinco. La chiusura LMEX è salita fino a toccare quota 3055 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto si trova in zona ipercomprato. Buona la correlazione col cambio del dollaro (che si è deprezzato su tutte le principali valute).

COMMENTO MACROECONOMICO

La settimana scorsa l’attenzione geopolitica mondiale si è concentrata su quattro questioni di non secondaria importanza per i mercati:

  • Il vertice USA-Corea tra il Presidente americano Trump e quello della Corea del Nord, Kim Jong-un. Nonostante l’ottimismo della vigilia, l’incontro si è concluso con un nulla di fatto perché i due leader pretendevano più di quanto offrivano.
  • Accordo USA-Cina: Trump ha prolungato la scadenza del 1° marzo che doveva far scattare il raddoppio dei dazi su molti prodotti importati dalla Cina perché vede progressi nelle trattative tanto che ha annunciato un possibile vertice col presidente cinese Xi Jinping.
  • Conflitto India - Pakistan: resta elevata la tensione tra i due paesi (detentori di ordigni nucleari) sempre in lotta per il controllo del Kaschmir con la Cina, che per ora guarda e non interviene.
  • Brexit: sembra profilarsi un differimento dell’uscita della Gran Bretagna dalla UE previsto per il prossimo 29 marzo. Il premier inglese Theresa May ha fatto una vistosa marcia indietro su questo punto.
  • Situazione macroeconomica internazionale: gli ultimi dati americani dicono che tutto sommato l’economia americana del 2018 mostra ancora una crescita robusta anche se in leggera frenata rispetto a quella del 2017. Le previsioni per il 2019 sono per un rallentamento della crescita del PIL rispetto a quella del 2018 ma non tale da parlare di recessione. Oltre che da fattori interni, la crescita americana nel 2019 dipenderà da quelle di altri paesi ed in particolare quelle di Cina ed Europa. Le previsioni per l’economia cinese prevedono una crescita del PIL intorno al 6% rispetto alla precedente previsione che era tra il 6 e il 6,5%. Anche per la crescita europea di parla di rallentamento che coinvolge tutta l’area dell’euro con una forte criticità per l’Italia che rischia addirittura una procedura d’infrazione sia per il deficit sia per rischi macroeconomici eccessivi; su quest’ultimo punto rischiano anche Grecia e Cipro.
La risposta dei mercati: bene i metalli non ferrosi

Poco mossi i mercati valutari con il dollaro che arretra per la seconda settimana consecutiva contro tutte le principali valute e, viceversa, l’euro che si apprezza sul dollaro. Continua l’apprezzamento della sterlina inglese che sente profumo di accordo tra Gran Bretagna e UE. Frenano i prezzi del petrolio e quelli dell’oro, dopo il rally della settimana precedente. Per quanto riguarda il comparto dei non ferrosi, quella passata è stata una settimana caratterizzata da rialzi dei prezzi, in evidenza la notevole crescita del piombo (oltre il 4,5%) seguita dallo zinco. Bene il rame il cui prezzo resta sopra i 6500$/ton e il nichel sopra i 13300$/ton. Da inizio 2019 nonostante l’incertezza e le stime non proprio rosee per l’economia mondiale, ben 5 metalli su 6 registrano una performance superiore al 10% di cui il nichel addirittura di quasi il 20%.