Gas, petrolio e carbone accelerano: tensioni su Hormuz, scorte ridotte e switching energetico sostengono i prezzi
Andamento settimanale delle commodity energetiche
Pubblicato da Luca Sazzini. .
Energetici Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeGas Naturale
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 4 settembre sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 72.0 €/MWh (+5.0 €/MWh)
- HenryHub USA 8.7 €/MWh (0.0 €/MWh)
- JKM Asia 70.5 €/MWh (+2.6 €/MWh)
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
Il TTF front-month ha chiuso venerdì a 72.0 €/MWh, in netto aumento rispetto ai 67 €/MWh della settimana precedente, proseguendo il rafforzamento sostenuto dall’escalation tra Stati Uniti e Iran e dalle persistenti incertezze sullo Stretto di Hormuz. A mantenere elevato il premio per il rischio hanno contribuito anche i timori sulla disponibilità di GNL qatariota, dopo l’estensione della forza maggiore su ulteriori carichi fino a inizio novembre.
Sul piano fisico, la manutenzione dell’IUK e gli interventi sugli impianti norvegesi hanno ridotto i flussi verso l’Europa nord-occidentale, rallentando le iniezioni negli stoccaggi a circa 1.75 TWh al giorno. Le scorte, ferme intorno a 323 TWh e inferiori di circa 104 TWh rispetto a un anno fa, hanno reso il mercato più sensibile ai rischi di offerta.
Questa mattina il contratto è salito intorno a 73.80 €/MWh, prolungando la dinamica della settimana precedente in risposta ai nuovi attacchi alle navi e al rallentamento del traffico nello Stretto. Il movimento è coerente anche con fondamentali più tesi, poiché temperature in calo verso la norma stagionale aumentano la domanda locale, mentre minori arrivi di GNL riducono il send-out. Flussi norvegesi più elevati offrono solo un parziale contrappeso.
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Petrolio
Venerdì 4 settembre i prezzi del Brent hanno chiuso a 96.3 $/bbl, in aumento di +7.0 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato una dinamica simile, con una variazione settimanale di +7.6 $/bbl, chiudendo a 91.0 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
Il rialzo settimanale del petrolio è stato trainato soprattutto dalla ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran, che ha riacceso i timori di ulteriori interruzioni dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, dove il traffico delle navi cisterna resta fortemente ridotto. A sostenere il mercato ha contribuito anche il calo di 4.5 milioni di barili delle scorte commerciali statunitensi, superiore alle attese, in coerenza con un quadro fisico più teso. Nonostante l’aumento delle esportazioni irachene in agosto, il premio geopolitico è rimasto elevato perché gli operatori continuano a considerare vulnerabili le rotte di approvvigionamento mediorientali.
L’apertura di questa settimana sopra la chiusura di venerdì ha quindi confermato la dinamica precedente, per effetto dei nuovi attacchi del fine settimana contro petroliere e del rallentamento del traffico nello Stretto. La decisione dell’OPEC+ di mantenere invariati i livelli produttivi di ottobre ha inoltre evitato nuova offerta programmata, mentre un attacco a una raffineria saudita ha rafforzato le preoccupazioni sull’offerta regionale.
Carbone Termico
Il prezzo future del carbone termico europeo API2 front-month ha chiuso a 138.2 $/ton, in crescita di +13.6 $/ton rispetto alla settimana precedente. Il future front-month sul carbone termico australiano ha registrato un aumento ancora più marcato, con una variazione settimanale di +17.4 $/ton e chiudendo a 148.6 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
Il rialzo dell’API2 front-month è stato trainato soprattutto dall’impennata del TTF e dall’aumento del premio per il rischio geopolitico, fattori che hanno migliorato la competitività del carbone rispetto al gas nella generazione elettrica europea. In Germania, nonostante la produzione da hard coal sia diminuita del 21% a 446 GWh, il costo marginale della generazione a carbone è rimasto nettamente inferiore a quello del gas, rafforzando gli incentivi allo switching e quindi il sostegno fondamentale all’API2. Anche il calo delle scorte nei porti ARA, scese del 5.9% a 4.30 milioni di tonnellate, ha contribuito a mantenere il mercato teso, pur restando gli stock superiori all’anno precedente.
All’avvio della nuova settimana il quadro fondamentale resta coerente con i livelli elevati raggiunti venerdì: in Germania il vantaggio di costo del carbone rispetto al gas è salito a circa 50 €/MWh, contro 27 €/MWh quattro settimane prima, mentre la minore produzione eolica prevista aumenta il potenziale ricorso agli impianti termoelettrici. L’offerta beneficia tuttavia di minori rischi meteorologici in Australia, elemento che attenua parzialmente le pressioni sul mercato.