Il rischio Hormuz torna a dominare i mercati energetici
TTF e Brent accelerano, mentre l’API2 recupera grazie a fuel switching e dark spread
Pubblicato da Nicolò Genta. .
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Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 17 luglio sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 57.4 €/MWh (+8.7 €/MWh)
- HenryHub USA 8.7 €/MWh (-0.1 €/MWh)
- JKM Asia 62.6 €/MWh (+13.3 €/MWh)
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
Il movimento rialzista è stato guidato soprattutto dal premio geopolitico: l’escalation tra Stati Uniti e Iran, la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz e l’assenza di transiti di metaniere hanno riacceso i timori sulle forniture dal Golfo, spingendo gli operatori a coprirsi prima del fine settimana. La corsa dei prezzi si è quindi sviluppata in apparente disallineamento rispetto a fondamentali europei nel complesso stabili.
Nel Nord-Ovest la domanda è diminuita per il calo dei consumi residenziali e commerciali, mentre l’aumento del sendout di GNL e il previsto recupero dei flussi norvegesi hanno fornito elementi distensivi. A mantenere il mercato vulnerabile restano però gli stoccaggi stagionalmente bassi e la concorrenza asiatica sui carichi spot statunitensi, che limita la disponibilità per l’Europa.
Il rialzo osservato lunedì prolunga, dunque, la tendenza precedente e conferma la prevalenza del rischio geopolitico sui segnali fondamentali più deboli. L’area dei 60 €/MWh resta sensibile a possibili prese di profitto, coerentemente con condizioni tecniche di ipercomprato.
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Petrolio
Il mercato del petrolio ha attraversato una settimana di progressiva tensione, sostenuto da un equilibrio fisico meno disteso e da un rapido ampliamento del premio al rischio.
I prezzi del Brent hanno chiuso a 88.1 $/bbl venerdì 17 luglio, in rialzo di +12.1 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato una crescita analoga, con una variazione settimanale di +11.1 $/bbl, chiudendo a 82.5 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
La riduzione delle scorte commerciali statunitensi e delle giacenze di benzina, insieme all’elevato utilizzo delle raffinerie, ha segnalato una domanda di greggio ancora solida, sebbene la robustezza della produzione abbia contenuto la portata rialzista dei fondamentali.
Su questo quadro si sono innestate le tensioni mediorientali, che hanno accelerato le coperture e portato il contratto front-month a chiudere venerdì a 88.1 $/bbl, con un guadagno settimanale del 15.9%. Lunedì il Brent ha aperto a 90.7 $/bbl, incorporando altri 2.6 dollari rispetto al settlement precedente, ma il superamento della soglia dei 90 dollari non si è consolidato. Il successivo arretramento verso 87–88 $/bbl ha evidenziato un parziale ridimensionamento delle posizioni speculative dopo l’emergere di segnali diplomatici. Più che un’inversione strutturale, il movimento rappresenta una fase di riequilibrio tra fondamentali petroliferi ancora favorevoli e un premio geopolitico estremamente sensibile alle prospettive di de-escalation.
Carbone Termico
Il prezzo future del carbone termico europeo API2 front-month ha chiuso a 119.7 $/ton, in aumento di +2.3 $/ton su base settimanale. Il future front-month sul carbone termico australiano è rimasto leggermente più stabile, con una variazione settimanale di +1.4 $/ton e chiudendo a 130.0 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
L’API2 ha beneficiato nella settimana soprattutto del miglioramento della competitività della generazione a carbone, più che di un effettivo irrigidimento del mercato fisico. Il forte rialzo del gas ha ampliato lo spazio economico per il fuel switching, mentre la flessione delle EUA nella seconda parte della settimana ha ridotto il costo marginale degli impianti, sostenendo i dark spread. A questo impulso si sono aggiunte le attese di minore produzione eolica in Germania e le limitazioni alla generazione nucleare francese associate alle temperature elevate, fattori coerenti con un maggiore ricorso alle centrali termoelettriche.
L’avvio di settimana ha confermato il recupero, senza tuttavia replicare l’intensità osservata sul gas. La reazione più contenuta segnala che il sostegno resta legato prevalentemente ai margini di generazione e alle dinamiche relative tra combustibili, mentre l’assenza di tensioni immediate sull’offerta limita per ora la costruzione di un premio rialzista autonomo.