Prezzi delle commodity guidati dalle speculazioni sui negoziati di pace

I prezzi spot delle commodity riflettono sempre meno i fondamentali di lungo periodo

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Indicatori Congiunturali Analisi settimanale energetici

Dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, i prezzi delle commodity finanziarie, in particolare quelli dell’energia, restano principalmente guidati dall’evoluzione delle dinamiche geopolitiche. Il prezzo del petrolio, dopo essere passato da 70 a quasi 120 dollari al barile, ha iniziato a oscillare settimanalmente tra i 90 e i 110 dollari in funzione delle notizie più recenti relative ai negoziati di pace.

I mercati finanziari, pur manifestando un crescente scetticismo nei confronti delle dichiarazioni spesso contraddittorie dell’amministrazione Trump, continuano a speculare sulle probabilità associate ai diversi scenari geopolitici. Questa dinamica si riflette in modo significativo sull’andamento dei prezzi del petrolio e dei suoi derivati, che continuano ad essere fortemente condizionati dalle dichiarazioni relative ai negoziati di pace, malgrado il perdurante stallo diplomatico.

Un ulteriore fattore che contribuisce a rafforzare il legame tra l’andamento delle commodity energetiche e le notizie di natura geopolitica è il progressivo assottigliamento delle scorte di petrolio, ormai attestatesi su livelli relativamente contenuti. Se nelle fasi iniziali del conflitto il mercato petrolifero era caratterizzato da un significativo eccesso di offerta, il protrarsi delle interruzioni nelle forniture ha modificato i fondamentali del settore. Anche nell’eventualità di una riapertura dello stretto di Hormuz, è plausibile che nel breve termine le scorte continuino a diminuire, poiché il ripristino dei flussi produttivi e logistici richiederà tempi tecnici non trascurabili.
Segnali di tensione provengono inoltre dai mercati dei prodotti raffinati, dove la Russia sta valutando di vietare le esportazioni di gasolio, dopo aver già sospeso quelle di carburante per aerei fino alla fine di novembre, in seguito alla recente ondata di attacchi con droni ucraini contro le infrastrutture energetiche.

Nel mercato europeo del gas naturale, le scorte sono tornate a superare il 40% della capacità di stoccaggio, pur restando nettamente al di sotto della media quinquennale. Attualmente, la forte backwardation che caratterizza il mercato europeo del gas naturale offre pochi incentivi agli operatori ad accumulare scorte in vista dei mesi invernali: i prezzi spot del TTF olandese risultano infatti superiori di circa il 30% rispetto ai contratti futures a un anno.
In questo contesto, il governo olandese ha approvato un sussidio di quasi 1 miliardo di euro a favore di EBN Capital, società energetica statale, con l’obiettivo di incentivare il riempimento dei depositi.

I prezzi dei metalli preziosi continuano a seguire una dinamica di correzione, incorporando l’ipotesi che le banche centrali occidentali manterranno i tassi di interesse su livelli elevati per un periodo prolungato, nel tentativo di contrastare le pressioni dell'inflazione energetica. Tale dinamica ribassista è stata ulteriormente accentuata nella chiusura settimanale in seguito alla pubblicazione del report sull’occupazione negli Stati Uniti, che ha evidenziato un mercato del lavoro significativamente più solido delle attese. Questo dato ha ridotto ulteriormente la probabilità di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, in quanto un mercato del lavoro resiliente rafforza l’orientamento della banca centrale a mantenere prioritaria la lotta all’inflazione rispetto a un allentamento della politica monetaria.

Nel settore dei metalli industriali si registra una flessione generale dei prezzi sia per i metalli ferrosi che per quelli non ferrosi. Tra i prezzi dei ferrosi si evidenzia soprattutto la contrazione dei minerali di ferro, riconducibile all’attuale eccesso di offerta sul mercato cinese.
Per i metalli non ferrosi si segnala un’anomalia nei mercati finanziari dell’alluminio, dove nell’ultimo periodo si registrano livelli di prezzo sempre più elevati al Chicago Mercantile Exchange (CME) rispetto al London Metal Exchange (LME) e, soprattutto, allo Shanghai Futures Exchange (SHFE). Quest’ultimo, pur essendo l’unico tra i tre mercati finanziari a incorporare nel pricing anche l’effetto delle imposte, presenta i livelli di prezzo più bassi, riflettendo l’attuale eccesso di offerta sul mercato cinese.

Nel comparto delle commodity alimentari si osserva una flessione generalizzata dei prezzi, meno pronunciata per gli oli, che a inizio settimana hanno beneficiato del rialzo delle commodity energetiche.
Le contrazioni più marcate si registrano invece sui cereali, attribuibili a previsioni meteorologiche di precipitazioni persistenti, che dovrebbero favorire il mantenimento dell’umidità del suolo e ridurre il rischio di siccità.
Tra le commodity tropicali, si evidenzia infine una significativa correzione al ribasso del caffè, sostenuta dalle aspettative di un raccolto favorevole nella prossima stagione, in particolare in Brasile.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra continui cambiamenti di direzione, in funzione del riaccendersi o del ridursi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

L’heatmap degli energetici evidenzia una ripresa settimanale dei prezzi di carbone e petrolio.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

METALLI PREZIOSI

L’indice finanziario dei metalli preziosi registra una flessione settimanale dei prezzi, attribuibile alle attese di politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi

Dall'analisi dell'heatmap emerge un calo dei prezzi finanziari dei metalli preziosi, più accentuato per argento e palladio.

HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi

 

FERROSI

Gli indici finanziari dei metalli ferrosi segnalano entrambi una riduzione settimanale dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi

Dall'analisi dell'heatmap emerge una riduzione settimanale dei prezzi dei minerali di ferro e dei rottami di acciaio turchi.

HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei ferrosi

 

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NON FERROSI INDUSTRIALI

I due indici dei metalli non ferrosi interrompono la loro dinamica rialzista, subendo una flessione su base settimanale.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia l'aumento settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi delle leghe di alluminio, dello stagno e del rame, a fronte di una flessione di quella del nichel.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

Al netto delle oscillazioni settimanali, tutti e tre gli indici finanziari dei prodotti alimentari registrano una contrazione dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

L'heatmap dei cereali segnala una flessione generalizzata dei prezzi.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali rileva una riduzione dei prezzi del caffè.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

Dall'heatmap degli oli alimentari emerge un lieve aumento settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi dell'olio di colza e dell'olio di canola.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari