La nuova escalation in Medio Oriente riaccende le tensioni sui mercati finanziari delle commodity
La Russia introduce un blocco temporaneo alle esportazioni di gasolio a luglio
Pubblicato da Luca Sazzini. .
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Dopo la fase di de-escalation seguita alla firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, nel corso di questa settimana le tensioni geopolitiche in Medio Oriente sono tornate a intensificarsi, riaccendendo le preoccupazioni degli operatori sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici globali.
Gli attacchi iraniani contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz, tra cui una metaniera e una petroliera, hanno determinato una nuova escalation delle tensioni, a cui gli Stati Uniti hanno risposto con ulteriori raid contro obiettivi iraniani. Il presidente Trump ha inoltre dichiarato di considerare concluso il cessate il fuoco con Teheran, revocando la licenza temporanea precedentemente concessa per la vendita di petrolio iraniano e minacciando il ripristino del blocco dei porti del Paese.
Le minacce di una chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran hanno quasi completamente paralizzato il traffico nell’area, determinando un nuovo aumento del premio per il rischio sui mercati energetici e un rimbalzo delle quotazioni finanziarie dell’energia.
Nel corso della settimana, i prezzi del petrolio Brent sono tornati su valori prossimi agli 80 $/barile, mentre quelli del gas naturale europeo TTF hanno raggiunto i 50 euro/Mwh. Il mercato europeo del gas continua a mostrare diversi segnali di tensione, riconducibili a:
- il livello ancora contenuto degli stoccaggi;
- l’avvio della stagione di iniezione delle scorte;
- la maggiore competizione con i mercati asiatici per l’approvvigionamento di GNL.
Nel mercato dei distillati, l’annuncio della Russia relativo al divieto temporaneo delle esportazioni di gasolio fino alla fine di luglio ha determinato un rialzo superiore all’8% delle quotazioni del gasolio sul CME nella giornata dell’annuncio. La decisione si inserisce in un contesto di crescente scarsità di carburanti sul mercato interno russo, dovuta ai continui attacchi dei droni ucraini contro le infrastrutture di raffinazione del Paese.
Il settore dei metalli preziosi continua a mostrare una forte correlazione negativa con quello energetico, sostenuta dai timori che un prolungato aumento dei prezzi dell’energia possa alimentare l’inflazione e rallentare il processo di riduzione dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Le oscillazioni giornaliere dei principali beni rifugio, come oro e argento, sono risultate infatti speculari rispetto a quelle del petrolio.
I fattori strutturali alla base della domanda di oro restano tuttavia solidi: a giugno la Banca Popolare Cinese ha aumentato le proprie riserve auree per il ventesimo mese consecutivo, registrando il maggiore acquisto mensile da ottobre 2023. Questi elementi continueranno a sostenere la dinamica rialzista dei prezzi dell’oro nel lungo periodo, sebbene nel breve termine le quotazioni possano continuare a essere caratterizzate da elevata volatilità, legata ai timori inflazionistici.
Tra i prezzi dei metalli industriali si segnala una parziale ripresa dei prezzi dell'alluminio, che al London Metal Exchange hanno chiuso la settimana su livelli di 3150 $/tonnellata. Sebbene l'incremento della produzione cinese e i progressi annunciati da Emirates Global Aluminium (EGA) nel ripristino delle attività presso il complesso di Al Taweelah abbiano attenuato i timori di gravi interruzioni dell'offerta, l'alluminio continua a essere il metallo industriale maggiormente esposto agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Circa il 10% della produzione mondiale di alluminio primario è infatti concentrata nei Paesi del Golfo Persico, rendendo il mercato particolarmente sensibile a eventuali tensioni che possano compromettere la continuità delle forniture.
Altri aumenti dei prezzi nel mercato dei metalli non ferrosi hanno riguardato lo stagno e lo zinco, sostenuti dalla persistente tensione dal lato dell’offerta.
Nel comparto dei metalli ferrosi si segnala invece un aumento dei prezzi dei coils europei laminati a caldo, sostenuto dall’entrata in vigore delle nuove misure di salvaguardia europee sulle importazioni di acciaio, che ridurranno i volumi di importazione esenti da dazi e raddoppieranno il dazio applicato alle importazioni fuori quota.
Per quanto riguarda le commodity agricole, si sono evidenziati rialzi diffusi dei prezzi dei cereali, dei tropicali e degli oli alimentari. Le variazioni più intense hanno riguardato i prodotti tropicali tropicali, sostenuti dalla crescita di cacao e caffè: il primo per i timori legati alle piogge eccessive in Costa d’Avorio e Ghana, il secondo per le incertezze sulle prospettive produttive e il rischio di condizioni climatiche avverse associate a un possibile ritorno di El Niño.
APPENDICE NUMERICA
ENERGIA
L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra un recupero dei prezzi, riflettendo il rinnovato premio al rischio geopolitico emerso a seguito degli ultimi attacchi tra Stati Uniti e Iran.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
L’heatmap degli energetici evidenzia un aumento dei prezzi energetici di petrolio, distillati e gas naturale.
HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
METALLI PREZIOSI
L’indice finanziario dei metalli preziosi continua a seguire una dinamica opposta rispetto a quella dei prezzi energetici.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
FERROSI
I due indici finanziari dei metalli ferrosi mostrano entrambi una dinamica settimanale dei prezzi prevalentemente laterale.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Dall'analisi dell'heatmap dei metalli ferrosi si segnala una crescita settimanale dei prezzi europei dei coils laminati a caldo.
HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
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NON FERROSI INDUSTRIALI
Gli indici finanziari dei metalli non ferrosi registrano un lieve aumento dei prezzi su base settimanale.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia una crescita settimanale dei prezzi di alluminio, stagno e nichel.
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
ALIMENTARI
I 3 indici degli alimentari registrano un rialzo dei prezzi.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
CEREALI
L’heatmap dei cereali evidenzia un rialzo diffuso dei prezzi, riconducibile alle condizioni climatiche avverse negli Stati Uniti, caratterizzate da temperature elevate e dal rischio di stress idrico nelle principali aree produttive.
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
TROPICALI
L'heatmap dei tropicali segnala rialzi settimanali significativi per i prezzi di cacao e caffè.
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
OLI
Dall’analisi dell’heatmap emerge un aumento settimanale del prezzo dell’olio di semi di soia, sostenuto dalla maggiore domanda destinata alla produzione di biocarburanti, dovuta al nuovo rialzo dei prezzi energetici.
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari