Come cambiano le regole sul mercato siderurgico europeo?

Dal CBAM alle nuove misure di salvaguardia: la risposta europea alla crescente pressione competitiva sulla siderurgia

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Ferrosi Previsioni Transizione Energetica Tariffe sulle importazioni

Nel corso dell’anno il mercato siderurgico europeo è stato interessato da due importanti cambiamenti destinati a modificare gli equilibri competitivi della filiera: l’entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) e delle nuove misure di salvaguardia sulle importazioni di acciaio.
Da un lato, il CBAM mira ad accompagnare la transizione ambientale europea contrastando il rischio di carbon leakage, ossia il trasferimento della produzione verso Paesi con normative climatiche meno stringenti o la sostituzione dei prodotti europei con importazioni a basso costo caratterizzate da una maggiore intensità emissiva. Dall’altro, le nuove misure di salvaguardia mirano a proteggere l’industria siderurgica europea dagli effetti dell’eccesso di capacità produttiva a livello globale e dal conseguente aumento della pressione competitiva esercitata dalle importazioni estere post Liberation Day. Le politiche commerciali protezionistiche introdotte dagli Stati Uniti hanno, infatti, spinto parte degli esportatori a riallocare verso altri mercati i volumi precedentemente destinati al mercato statunitense, aumentando la pressione competitiva sui mercati internazionali, già caratterizzata dall'eccesso di offerta globale, in primis proveniente dalla Cina.

In questo articolo verrà analizzato il funzionamento del CBAM e delle nuove misure di salvaguardia entrate in vigore dal 1° luglio, valutandone i possibili effetti sul mercato europeo dell’acciaio. A partire da questo nuovo contesto normativo, verrà quindi presentato l’ultimo scenario di previsione elaborato da PricePedia per i prezzi dei metalli ferrosi, con l’obiettivo di valutare come tali misure potrebbero influenzarne l’evoluzione nei prossimi mesi.

CBAM

Il Regolamento (UE) 2023/956 ha introdotto il CBAM, un meccanismo che applica un costo ambientale alle emissioni di CO₂ incorporate nei prodotti importati dai settori caratterizzati da elevata intensità emissiva, ovvero siderurgia, cemento, alluminio, fertilizzanti, idrogeno ed energia elettrica.
L’applicazione del CBAM è stata articolata in due fasi:

  • Periodo transitorio (dal 1° ottobre 2023 alla fine del 2025): gli importatori hanno dovuto monitorare, calcolare e comunicare le emissioni incorporate nelle merci importate, senza essere soggetti ad alcun obbligo di pagamento.
  • Fase operativa (dal 1° gennaio 2026): il meccanismo introduce per gli importatori l’obbligo di ottenere un’autorizzazione per essere considerati dichiaranti CBAM, acquistare i certificati CBAM e restituire un numero di certificati proporzionale alle emissioni di CO₂ incorporate nei prodotti importati, al netto di eventuali costi della CO₂ già sostenuti nel Paese di origine.

Il prezzo dei certificati CBAM è determinato sulla base del prezzo medio delle quote di emissione ETS europee, in modo da applicare ai prodotti importati un costo della CO₂ equivalente a quello sostenuto dai produttori europei soggetti al sistema ETS.
Il primo adempimento economico riguarderà le importazioni effettuate nel corso del 2026 e dovrà essere completato entro il 31 maggio 2027, termine entro il quale dovranno essere restituiti i certificati CBAM corrispondenti alle emissioni dichiarate.

Per valutare l’impatto economico del nuovo meccanismo sulla competitività dei prodotti siderurgici importati, può essere utile analizzare il metodo di determinazione del costo complessivo +associato al CBAM. Di seguito si riporta la formula per tale calcolo:

Formula del costo CBAM

CCBAM = (Q × EIR) × PCBAM

dove:

  • CCBAM = costo totale dei certificati CBAM (€)
  • Q = quantità di prodotto importata (tonnellate di prodotto)
  • EI = emissioni incorporate per unità di prodotto (tonnellate di CO2 equivalente / tonnellata di prodotto)
  • R = emissioni da detrarre in ragione del prezzo del carbonio già pagato nel Paese di origine (tonnellate di CO2 equivalente)
  • PCBAM = prezzo del certificato CBAM (€ / tonnellata di CO2 equivalente)

Tale costo complessivo dovrà quindi essere sommato al prezzo del prodotto importato, determinando un aumento del costo dei beni provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. Il CBAM mira così ad allineare il costo ambientale dei prodotti importati a quello sostenuto dai produttori europei nell’ambito dell’ETS, evitando che le imprese europee siano penalizzate dalla concorrenza di produttori esteri soggetti a normative ambientali meno stringenti.

Nuove misure di salvaguardia

Come anticipato nell’articolo “Curva futures degli HRC: analisi dell’evoluzione delle aspettative di mercato”, dal 1° luglio 2026 le precedenti misure di salvaguardia dell’Unione europea sulle importazioni di acciaio sono state sostituite da un nuovo quadro normativo più restrittivo, introdotto dal Regolamento (UE) 2026/1384. Le nuove disposizioni prevedono una riduzione del 47% dei contingenti tariffari disponibili, che scendono a 18.3 milioni di tonnellate annue, e un incremento dal 25% al 50% del dazio applicabile alle importazioni eccedenti tali contingenti.

Un ulteriore elemento di novità riguarda l’introduzione dell’obbligo di tracciabilità “Melt & Pour”, che richiede di documentare il Paese in cui l’acciaio è stato fuso (Melt) e quello in cui è avvenuta la colata (Pour). Tale requisito mira ad aumentare la trasparenza dei flussi commerciali e a contrastare possibili pratiche elusive finalizzate ad aggirare le misure di salvaguardia.

Scenario PricePedia dei Metalli Ferosi

Considerati i recenti cambiamenti che stanno interessando il mercato siderurgico dell’Unione europea, può essere utile analizzare la dinamica attesa dei prezzi dei metalli ferrosi nel prossimo biennio.
Nel grafico seguente si riporta lo scenario di previsione PricePedia per l’indice aggregato europeo dei metalli ferrosi, sulla base delle informazioni disponibili al 2 luglio.

Previsione PricePedia dell’indice totale dei metalli ferrosi Europa
Previsione PricePedia dell’indice totale dei metalli ferrosi Europa

Lo scenario di previsione PricePedia evidenzia una crescita dei prezzi dei metalli ferrosi nel prossimo biennio, con un incremento medio annuo pari all’1.35% nel 2026 e al 4.24% nel 2027.
Gli effetti delle nuove misure di salvaguardia introdotte a sostegno dell’industria siderurgica europea, unite all’aumento atteso della domanda legata alla transizione energetica, dovrebbero contribuire a sostenere i prezzi sul mercato interno, attenuando la pressione competitiva proveniente dai mercati internazionali.

Per quanto riguarda invece gli effetti della crisi di Hormuz e della nuova escalation nel Golfo Persico, risulta difficile determinare in che misura questi eventi incideranno sulla dinamica futura dei prezzi dei metalli ferrosi. Da un lato, l’aumento dei costi energetici internazionali dovrebbe sostenere la ripresa dei prezzi siderurgici, attraverso l’incremento dei costi di produzione; dall’altro, un prolungato aumento dell’inflazione energetica potrebbe indurre le banche centrali a mantenere più a lungo un orientamento monetario restrittivo, attenuando la crescita della domanda e rallentando la dinamica rialzista prevista per i metalli ferrosi.