Rame, nuovamente sopra ai 6000 dollari alla tonnellata

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Non Ferrosi Previsioni LME Determinanti dei prezzi

Tre mesi di continue crescite del prezzo del rame

Negli ultimi giorni di giugno il prezzo del rame al London Metal Exchange (LME) è ritornato a superare i 6000 dollari alla tonnellata, con una progressione ininterrotta dal minimo di 4618 dollari registrato il 23 marzo. Se si considera che l’economia mondiale sta attraversando la peggior crisi industriale di questo secolo e che il prezzo del rame nel corso della grande recessione del 2008-2009 era sceso anche sotto i 3000 $/ton nelle ultime settimane del 2008, è evidente che esistono condizioni “particolari” che stanno sostenendo il prezzo del rame al LME. Tra queste, l’opinione prevalente dei commentatori riguarda la minor attività nelle miniere di rame dell’America Latina, attualmente duramente colpita dall’epidemia da Sars-Cov-19 (si veda l’articolo Gli shock produttivi in America Latina sostengono i prezzi di alcune commodity).
Non mancano tuttavia opinioni che segnalano come il prezzo del rame, fortemente correlato con il ciclo industriale mondiale, stia segnalando una ripresa delle attività industriali nel mondo, Cina in primis, in parte come fatto reale e in parte come attese degli operatori finanziari. La recente crescita del prezzo del rame è avvenuta, infatti, mantenendo una situazione di contango, escludendo quindi l’ipotesi di aumenti legati a carenze a breve delle disponibilità di materiale.
L’econometria può aiutarci in questi casi a individuare i diversi fattori in gioco e sopratutto a quantificare il loro diverso contributo al livello dei prezzi attuali.

2 I modelli econometrici stimati

L’evoluzione dinamica dei fenomeni economici, quali i prezzi, può essere studiata scomponendo una componente di lungo periodo da una componente di breve.
La componente di lungo periodo consente di spiegare il livello di equilibrio dei prezzi in funzione dei livelli delle principali determinanti quali ad esempio domanda, offerta e livelli dei costi.
Dato il livello di equilibrio, il modello di breve dà conto sia delle variazioni di breve periodo delle determinanti, sia degli squilibri esistenti tra prezzo di equilibrio e prezzo effettivo.

2.1 Il modello di lungo periodo

Il modello di lungo periodo consente di determinare un prezzo di equilibrio sulla base dei fattori che determinano le condizioni di mercato del rame.
Nello specifico, questo modello spiega il prezzo del rame in dollari quotato all’LME, attraverso le determinanti quali il prezzo dei minerali di rame ($/ton), il prezzo del petrolio WTI ($/barile), la dinamica della produzione industriale e la dinamica del tasso di cambio effettivo del dollaro.
Dal punto di vista statistico, la stima del modello è risultata particolarmente significativa e consente di misurare il contributo delle singole determinanti.

2.2 Il modello di breve periodo

Il modello di breve periodo focalizza l’analisi su come il prezzo si realizza giorno dopo giorno in funzione delle modificazioni del prezzo di lungo periodo e degli squilibri che sono presenti nel mercato. Questo modello è particolarmente utile per studiare la possibile evoluzione del prezzo nel breve periodo, prendendo in esame la necessità del mercato di ritornare in equilibrio.
Anche la stima del modello di breve periodo ha fornito buoni risultati econometrici e questo segnala come la combinazione dei due modelli sia in grado di dar conto in modo statisticamente significativo della dinamica registrata dal prezzo mensile del rame in un lungo periodo temporale di 20 anni.
Dal punto di vista economico, l’elemento di maggior utilità che è possibile ricavare dal modello di breve periodo è la relativa lentezza con cui gli squilibri presenti sul mercato tendono ad essere assorbiti.
In altre parole, il prezzo del rame tende a riflettere le condizioni reali di offerta (date dalle immissioni sul mercato reale da parte delle raffinerie) e domanda (date dai consumi nei settori di utilizzo), dalla dinamica effettiva dei costi di produzione, e delle variazioni dei tassi di cambio. Sul mercato tendono, tuttavia, a crearsi situazioni di squilibrio di breve periodo che il mercato “riaggiusta”, ma in modo relativamente lento, in un arco di tempo mediamente di 6 mesi. È naturale pensare agli interventi degli operatori finanziari quali fattori in grado di generare squilibri sul mercato reale del rame per periodi di tempo anche non brevi.

Forze contrastanti nei prossimi mesi

Nei grafici che seguono vengono mostrati il contributo alle variazioni del prezzo del rame da parte delle sue determinanti di lungo periodo in due cicli semestrali, il primo riferito al semestre a partire da settembre 2008 e il secondo da gennaio 2020.

Grafico 1: Contributi alla variazione del prezzo del rame (Settembre 2008 - Febbraio 2009)
Contributi alla variazione del prezzo del rame (Settembre 2008 - Febbraio 2009)

Grafico 2: Contributi alla variazione del prezzo del rame (Gennaio 2020 - Giugno 2020)
Contributi alla variazione del prezzo del rame (Gennaio 2020 - Giugno 2020)

Pur segnalando che un confronto puntuale tra i due cicli non può essere accurato, a causa degli effetti di scala, è utile tuttavia analizzare come le varie componenti abbiano determinato, nei diversi periodi, le variazioni di prezzo del rame.
Dal primo grafico (relativo al ciclo 2008-2009) è possibile osservare come, a partire da ottobre 2008, gli operatori finanziari abbiano anticipato il crollo del prezzo del rame, protrattosi fino a gennaio 2009, a causa della forte caduta del prezzo dei minerali (crollo cumulato del -50%) e di quella, più limitata, del prezzo del petrolio e delle altre componenti. Da inizio 2009, gli operatori hanno poi sostenuto il cambio di rotta nelle variazioni di prezzo del metallo rosso.
Nel secondo grafico (relativo all’attuale ciclo), è possibile notare come a gennaio 2020 le aspettative degli operatori finanziari abbiano controbilanciato la diminuzione della domanda e del prezzo dei minerali. Febbraio, marzo e aprile hanno registrato, invece, una diminuzione più forte del prezzo del rame, provocata dalla caduta del prezzo del petrolio, e in minor misura, dalle altre componenti, a eccezione di quella legata alle aspettative degli operatori. Nei mesi di maggio e giugno, infine, il prezzo del rame ha ripreso a crescere, sostenuto dal prezzo del petrolio e dalla lieve ripresa della domanda (meno negativa rispetto ai mesi del lockdown) e dal tasso di cambio effettivo del dollaro. Nell’ultimo mese, inoltre, anche il prezzo dei minerali ha dato un contributo positivo.
Tuttavia, la componente residuale, legata alle aspettative degli operatori finanziari, giudica la variazione di prezzo del rame più elevata rispetto a quella giustificata dalle sue determinanti reali. Questo squilibrio tenderà verosimilmente ad essere assorbito nel prossimo futuro, creando le condizioni per una riduzione dei prezzi.
D’altra parte, tuttavia, le informazioni disponibili dal lato della produzione industriale mondiale segnalano che questa sta lentamente recuperando dopo i drammatici crolli nel bimestre aprile-maggio. Questa componente contribuirà, viceversa, ad aumentare il prezzo di equilibrio di lungo periodo e, di riflesso, le quotazioni giornaliere al LME.
In base alle nostre simulazioni, il riaggiustamento degli squilibri accumulati dai mercati finanziari, da un lato, e gli effetti dovuti all’aumento della produzione industriale, dall’altro, tenderanno a uguagliarsi, annullandosi a vicenda. A fronte di un prezzo del petrolio WTI che potrebbe oscillare intorno ai 40 dollari a barile e un cambio $/€ compreso in un range 1.10-1.15, il prezzo del rame al LME nei prossimi mesi sarà fondamentalmente determinato dal prezzo dei minerali di rame e quindi, dall’evoluzione delle crisi sanitaria in Cile e Perù e dai suoi impatti sulle attività minerarie.