Metanolo: l'impatto della crisi mediorientale sui prezzi internazionali
I prezzi del metanolo aumentano sensibilmente in Europa e Asia, ma con intensità differenti a seconda della struttura degli approvvigionamenti
Pubblicato da Daniel Vito Lobasso. .
Chimici Organici Determinanti dei prezziIl metanolo, noto anche come alcol metilico, è uno dei principali building block dell'industria chimica, utilizzato nella produzione di numerosi intermedi e derivati industriali, tra cui formaldeide, acido acetico, olefine e combustibili.
La sua produzione avviene prevalentemente attraverso il reforming del gas naturale o la gassificazione del carbone, con una scelta del processo produttivo che dipende soprattutto dalla disponibilità e dal costo delle materie prime. Nei paesi ricchi di gas naturale, come gli Stati Uniti e diversi produttori mediorientali, prevale il primo processo, mentre in paesi come la Cina, dove il carbone è abbondante, prevale il secondo.
Questa struttura produttiva lega strettamente il prezzo del metanolo all’andamento dei mercati energetici e lo espone a rischi geopolitici e di approvvigionamento, dato il ruolo centrale dei paesi del Golfo Persico nelle esportazioni mondiali sia di gas naturale sia di metanolo.
Questi rischi si sono concretizzati con lo scoppio del conflitto in Iran a fine febbraio 2026, che ha compromesso sia la regolarità delle forniture mediorientali sia la stabilità dei mercati energetici. Le difficoltà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz hanno ostacolato le esportazioni di metanolo, riducendone la disponibilità sui mercati internazionali, mentre il contemporaneo aumento dei costi energetici ha esercitato ulteriori pressioni sui prezzi. La combinazione di questi fattori ha alimentato forti rincari sui mercati internazionali del metanolo, con intensità differenti a seconda della dipendenza dei singoli mercati dalle forniture mediorientali.
Per comprendere l'attuale dinamica di mercato e le prospettive dei prezzi nel breve periodo, l'articolo esaminerà la struttura del commercio internazionale del metanolo, gli effetti della crisi geopolitica nel Golfo Persico sui prezzi e i segnali provenienti dai mercati finanziari.
La struttura del commercio internazionale
Oltre ad aver contribuito all'aumento dei costi energetici, il conflitto in Medio Oriente ha colpito direttamente la disponibilità mondiale di metanolo. Tra i paesi del Golfo Persico rientrano infatti alcuni tra i più grandi esportatori a livello mondiale, che rappresentano inoltre una fonte di approvvigionamento particolarmente importante per i mercati asiatici.
Il grafico seguente riporta i principali esportatori mondiali di metanolo nel 2025 (fonte ExportPlanning).
Nel 2025, Stati Uniti e Oman sono risultati i maggiori esportatori mondiali, con volumi superiori a 1.6 milioni di tonnellate ciascuno e quote prossime all'11% del commercio globale. Seguono Arabia Saudita, Trinidad e Tobago e Iran, con quote individuali vicine al 10%. Complessivamente, questi cinque paesi hanno quindi rappresentato oltre la metà delle esportazioni mondiali.
Complessivamente i paesi del Golfo Persico hanno rappresentato circa il 38% delle esportazioni mondiali nel 2025, ma negli anni precedenti questa quota arrivava a superare anche il 40%.
Questa concentrazione geografica delle forniture attribuisce alla regione un ruolo determinante negli equilibri internazionali del metanolo e espone ad elevati rischi di approvvigionamento molti dei principali importatori asiatici, tra cui la Cina, l’India e il Giappone.
Nel 2025, infatti, circa il 90% delle importazioni indiane di metanolo proveniva dall'area del Golfo Persico, contro il 60% di quelle cinesi e il 50% di quelle giapponesi. Complessivamente, la regione ha fornito il 63% delle importazioni asiatiche, a fronte di una quota di appena il 14% per quelle europee.
Un'interruzione delle esportazioni dal Golfo Persico rischia quindi di compromettere soprattutto gli approvvigionamenti asiatici, costringendo gli importatori a ricercare fornitori alternativi, con conseguenti aumenti dei costi logistici e dei prezzi. Le ripercussioni possono tuttavia estendersi anche all'Europa, dove la maggiore competizione internazionale per i volumi disponibili può generare pressioni sui prezzi nonostante la minore dipendenza diretta dalle forniture mediorientali.
L'andamento dei prezzi internazionali
Il grafico seguente confronta l'andamento dei prezzi del metanolo in Europa, Cina, Giappone e India, espressi in euro per tonnellata (€/t).
Nel lungo periodo, i prezzi internazionali del metanolo hanno attraversato diverse fasi di crescita e contrazione, mostrando andamenti generalmente molto simili, ma con differenze nei livelli e nell'intensità delle oscillazioni, divenute più persistenti a partire dal 2022.
I mercati asiatici hanno generalmente registrato oscillazioni più accentuate e livelli di prezzo inferiori rispetto a quello europeo, che ha mostrato invece, in diverse fasi, un andamento più graduale. Queste differenze suggeriscono che, nonostante i collegamenti commerciali tra le diverse aree, le condizioni regionali di domanda e offerta possano influenzare sensibilmente la formazione dei prezzi.
Nel secondo trimestre del 2026, tuttavia, le differenze tra i mercati si sono parzialmente ridotte, a seguito delle tensioni internazionali che hanno colpito soprattutto i paesi asiatici. Tra febbraio e giugno, i prezzi del metanolo in Giappone e India sono infatti quasi raddoppiati, mentre gli aumenti sono stati più contenuti in Cina e in Europa, dove si sono registrati incrementi rispettivamente di circa il 20% e di oltre il 30%.
A partire da luglio, i prezzi internazionali hanno iniziato a ridimensionarsi leggermente, in prospettiva di un miglioramento delle tensioni geopolitiche, ma da fine agosto i prezzi asiatici sono ricominciati ad aumentare, soprattutto in Cina dove nel solo mese di settembre è aumentato di più del 20%.
Nel complesso, lo shock del 2026 ha determinato un aumento generalizzato dei prezzi, particolarmente marcato nei mercati più dipendenti dalle forniture mediorientali. La minore intensità dei rincari cinesi rispetto agli altri mercati asiatici è riconducibile, almeno in parte, all'ampia capacità produttiva nazionale basata sul carbone, che consente di attenuare la dipendenza dalle importazioni di metanolo prodotto da gas naturale. La persistenza dei prezzi internazionali dipenderà quindi dall'evoluzione dei prezzi dei feedstock e soprattutto dal ripristino dei flussi commerciali dal Golfo Persico.
Indicazioni dal mercato finanziario
Nel breve termine, l'andamento dei prezzi del metanolo dipenderà principalmente dalla ripresa delle esportazioni mediorientali oltre che dall'evoluzione dei costi dei feedstock. Le aspettative degli operatori rispetto a questi fattori possono essere analizzate attraverso le quotazioni dei contratti future sul metanolo cinese, negoziati sul Zhengzhou Commodity Exchange (ZCE) e riportati nel grafico seguente.
Ad inizio novembre 2026 il mercato cinese del metanolo quota il contratto future ad un mese a quasi 500 €/t, contro circa 400 €/t per la scadenza a nove mesi.
Questa configurazione della curva a termine, definita backwardation, conferma le forti tensioni che caratterizzano il mercato nella fase attuale e rafforza le prospettive di un progressivo calo dei prezzi nei prossimi mesi, favorito dalla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz e dalla ripresa dei flussi commerciali dal Golfo Persico.
Anche sul mercato europeo, nonostante la minore dipendenza diretta dalle forniture mediorientali, la normalizzazione degli scambi internazionali potrebbe favorire un ridimensionamento dei prezzi, attenuando la competizione per i volumi disponibili. L'entità della correzione dipenderà tuttavia anche dall'evoluzione dei costi energetici, con prezzi che potrebbero però mantenersi ancora superiori ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto Iraniano.