Dal ciclo 2022-2023 al 2026: cosa ci dicono i modelli strutturali
Il confronto tra i due shock energetici consente di stimare quali commodity potrebbero registrare le maggiori riduzioni di prezzo nei prossimi mesi
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
Chimici Organici Petrolchimica Stretto di HormuzCome è cambiato il mondo nelle ultime due settimane
Nell’economia mondiale e nelle relazioni tra Stati domina l’incertezza, soprattutto da quando Trump ha iniziato il suo secondo mandato. Tuttavia, dopo la firma del protocollo d’intesa avvenuta ieri, è lecito sperare che la guerra Iran-USA del 2026 sia stata instradata verso una risoluzione in tempi brevi.
I mercati finanziari sembrano condividere questa aspettativa, almeno osservando le curve dei future dei due prezzi maggiormente coinvolti dalla recente crisi: il petrolio Brent e il gas naturale scambiato al punto di scambio olandese TTF. I grafici che seguono mettono a confronto le curve future di questi due prezzi rilevate il 18 giugno, giorno della firma del protocollo di pace tra USA e Iran, e 15 giorni prima.
Curve future del prezzo del Brent e del TTF il 3 e 18 giugno 2026
| Petrolio Brent | Gas TTF |
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Dai due grafici emergono indicazioni di una forte riduzione non solo dei prezzi spot, ma anche dei prezzi attesi per i prossimi mesi. Questo porta a ritenere che il ciclo di rialzi iniziato con l’attacco USA all’Iran del 28 febbraio possa chiudersi nell’arco di pochi mesi.
Anche in questo scenario, tuttavia, il TTF non dovrebbe tornare sotto i 30 euro/MWh, come era accaduto nei mesi precedenti all’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, ma dovrebbe mantenersi leggermente sopra questa soglia. Allo stesso modo, il Brent è previsto rimanere sopra i 70 dollari al barile per tutto il 2027, senza ripristinare pienamente le condizioni precedenti all’attacco.
I mercati finanziari hanno quindi incorporato un premio per il rischio più elevato, destinato a condizionare ancora a lungo i prezzi finanziari dei prodotti energetici.
Non vi è dubbio, tuttavia, che esistano alcune similitudini tra quanto accaduto ai prezzi globali nel biennio 2022-2023 e quanto avvenuto, in modo più concentrato, nell’anno in corso. Oltre all’aspetto ciclico, un elemento che accomuna i due shock è il picco raggiunto dal prezzo del petrolio: 118 dollari al barile il 31 marzo 2026, a fronte dei 124 dollari raggiunti l’8 agosto 2022.
Esistono però anche forti differenze. La prima, e più evidente, riguarda il diverso picco raggiunto dal prezzo del gas TTF: 61.9 euro/MWh il 19 marzo 2026, contro l’astronomico livello di 339 euro/MWh raggiunto il 26 agosto 2022.
Un’altra differenza significativa riguarda il livello dell’inflazione. A metà 2022 l’inflazione negli USA aveva superato il 9%, mentre nell’area euro aveva oltrepassato il 10% a fine 2022. Nel ciclo di quest’anno, al contrario, l’inflazione ha superato di poco il 3% in entrambe le aree e difficilmente potrà andare oltre il 3.5% prima di avviare una fase di rientro.
Una terza differenza riguarda l’intensità della crescita industriale globale. Nel 2022, sull’onda della forte ripresa post-pandemica del 2021, i livelli industriali mondiali hanno continuato a crescere a un tasso prossimo al 3%. Quest’anno, invece, difficilmente l’industria mondiale registrerà un aumento superiore all’1.5%.
Quali saranno gli effetti sui mercati delle commodity?
Le condizioni economiche che hanno caratterizzato il ciclo dei prezzi delle commodity del 2022-2023 e quello del 2026 presentano alcuni elementi comuni ma anche differenze significative. Le differenze spiegano la diversa intensità della crescita dei prezzi delle commodity nel loro complesso, che nei due cicli ha registrato variazioni massime annue pari rispettivamente a circa il 70% e il 15%. Le similitudini, invece, supportano l'ipotesi di una riduzione dei prezzi nel prossimo futuro, seguendo un andamento analogo a quello osservato nel ciclo 2022-2023.
Poiché il massimo della flessione registrata a metà del 2023 è stato prossimo al 30% su base annua, una semplice comparazione suggerisce che nei prossimi mesi potrebbe verificarsi una riduzione media dei prezzi delle commodity di almeno il 5% in termini tendenziali.
È tuttavia difficile ottenere ulteriori indicazioni sia sulla tempistica di questa possibile fase ribassista sia sui prodotti che ne saranno maggiormente interessati. In questo contesto, i modelli strutturali rappresentano uno strumento particolarmente utile perché consentono di analizzare come i cambiamenti del contesto economico e geopolitico si trasmettano ai diversi mercati.
Assumendo che le relazioni osservate tra prezzi energetici, attività industriale, inflazione e prezzi delle commodity nel ciclo 2022-2023 possano riproporsi, almeno in parte, anche nel ciclo avviatosi nel 2026, è possibile formulare alcune ipotesi sui possibili sviluppi dei mercati nei prossimi mesi.
Cosa suggerisce un modello strutturale
L'applicazione di un modello strutturale alle attuali condizioni di mercato consente di formulare alcune indicazioni preliminari. Se le relazioni osservate nel ciclo 2022-2023 dovessero riproporsi, i prezzi maggiormente esposti a una futura fase di riduzione sarebbero quelli che hanno registrato gli aumenti più intensi durante il recente shock energetico.
Tra questi figurano numerosi prodotti della filiera chimica e, in particolare, i polimeri termoplastici, gli idrocarburi e gli alcoli da essi derivati. Si tratta infatti delle famiglie di prodotti che hanno beneficiato maggiormente della crescita dei prezzi energetici e che potrebbero quindi risultare più sensibili a un loro ridimensionamento.
Variazioni tendenziali (y/y) degli indici europei dei prezzi delle commodity chimiche nel 2026
| Indice | 2026-01 | 2026-02 | 2026-03 | 2026-04 | 2026-05 |
|---|---|---|---|---|---|
| Indice Polimeri termoplastici (Europa) | 2.35 | 0.57 | 2.31 | 12.06 | 16.86 |
| Indice Idrocarburi (Europa) | -2.09 | 2.81 | 2.97 | 8.23 | 7.94 |
| Indice Alcoli (Europa) | -0.88 | 0.25 | 0.00 | 1.16 | 11.59 |
La misura e la tempistica delle eventuali riduzioni dipenderanno tuttavia dall'evoluzione del contesto geopolitico, dalla velocità con cui i mercati energetici riassorbiranno il premio per il rischio accumulato negli ultimi mesi e dall'andamento dell'economia mondiale nella seconda parte dell'anno.
Nella prima settimana di luglio PricePedia pubblicherà un nuovo scenario previsionale basato sull'aggiornamento del proprio modello strutturale, fornendo indicazioni quantitative sui mercati e sulle commodity che potrebbero essere maggiormente interessati da una fase di riduzione dei prezzi.