Reazione dei mercati delle commodity all’accordo di pace USA - Iran
La crisi energetica è davvero terminata o persisteranno fragilità strutturali?
Pubblicato da Luca Sazzini. .
Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeStati Uniti e Iran hanno ufficialmente firmato un accordo di pace che prevede la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano. L’accordo prevede la fine del blocco navale statunitense e il ritiro completo delle forze militari entro 30 giorni, mentre l’Iran si impegna a riaprire lo Stretto di Hormuz e a completarne lo sminamento nello stesso periodo.
Gli effetti dell'accordo sui mercati finanziari delle commodity sono stati immediati: i prezzi del Brent e del WTI sono scesi sotto gli 80 $/barile, riavvicinandosi alle quotazioni dei futures a scadenze più lontane. Sebbene questi nuovi livelli siano sensibilmente inferiori ai picchi di 120 $/barile raggiunti durante il conflitto, restano comunque superiori di circa 10 $/barile rispetto alla media di febbraio 2026, l'ultimo mese precedente lo scoppio della guerra in Iran.
Nel breve termine, i prezzi del petrolio continueranno a essere sostenuti dalla domanda legata alla ricostituzione delle scorte nazionali, con la riserva strategica statunitense che ha raggiunto i livelli più bassi dal 1983. Nel lungo periodo, tuttavia, i fondamentali restano orientati al ribasso: l’offerta è attesa in ripresa, mentre la domanda dovrebbe indebolirsi per effetto della transizione energetica.
Il mercato del gas naturale europeo è stato anch’esso caratterizzato da un forte ribasso dei prezzi, con il benchmark finanziario TTF Olanda tornato su livelli prossimi a 40 €/MWh. Anche in questo caso, tuttavia, i prezzi rimarranno sostenuti nel breve termine dalla graduale ricostituzione delle scorte europee, ancora sensibilmente inferiori alla media quinquennale.
La flessione dei prezzi del petrolio e del gas si è immediatamente trasferita sui prezzi della petrolchimica, con una forte riduzione dei prezzi del polietilene e del polipropilene quotati alla Dalian Commodity Exchange (DCE) cinese.
I prezzi dei metalli preziosi sono stati influenzati da fattori contrastanti, che hanno aumentato la volatilità nel corso degli ultimi giorni. La de-escalation geopolitica ha favorito un recupero dei prezzi dei beni rifugio, successivamente annullato in seguito al meeting di politica monetaria della Federal Reserve di giovedì 18 giugno. Quasi la metà dei membri del comitato prevede almeno un rialzo dei tassi di interesse entro fine anno, aumentando così il costo opportunità di detenere metalli preziosi rispetto alle obbligazioni governative.
Nella sola giornata di giovedì, sia l’oro sia l’argento hanno infatti registrato contrazioni giornaliere rispettivamente del -2% e del -5%, annullando i precedenti rialzi legati alla fine del conflitto in Iran.
Il settore dei metalli industriali è rimasto complessivamente stabile su base settimanale, sia nel comparto dei ferrosi sia in quello dei non ferrosi, pur registrando oscillazioni significative dei prezzi in alcune categorie di metalli.
Tra i metalli ferrosi si evidenzia la crescita dei prezzi dei coils di acciaio inox Cina e dei tondini di acciaio Turchia, mentre tra i non ferrosi si segnala la ripresa dei prezzi dello stagno e la flessione di quelli dell’alluminio.
Al London Metal Exchange, principale mercato di riferimento per i metalli non ferrosi, i prezzi dell’alluminio sono tornati a 3400 $/tonnellata, risultando inferiori di circa 400 $/tonnellata rispetto ai livelli di inizio giugno, ma ancora superiori di circa 400 $/tonnellata rispetto alla media di febbraio 2026.
La ripresa delle spedizioni di alluminio attraverso lo Stretto di Hormuz contribuirà a normalizzare gradualmente i flussi commerciali, esercitando una pressione ribassista sui prezzi. Tuttavia, il quadro nel mercato dell'alluminio rimane particolarmente complesso: i danni subiti dagli impianti produttivi compromettono una rapida ripresa della capacità produttiva nei Paesi del Golfo Persico.
In questa fase caratterizzata da un deficit strutturale dell’offerta, la Cina è destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante, grazie all’attuale surplus di offerta sul mercato interno, che potrà contribuire a colmare parzialmente il gap globale e a esercitare ulteriore pressione al ribasso sui prezzi internazionali.
Nel settore delle commodity alimentari si registra un rialzo settimanale dei tropicali, trainato dai prezzi di caffè e cacao. La crescita del caffè è attribuibile alle condizioni climatiche avverse nelle aree produttive del Brasile, mentre l’aumento del cacao è sostenuto dalle attese di un rafforzamento del coordinamento tra i principali produttori, Ghana e Costa d’Avorio, finalizzato a sostenere i prezzi di vendita e ad aumentare i ricavi da esportazione.
APPENDICE NUMERICA
ENERGIA
L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra una marcata correzione dei prezzi a seguito dell'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
L’heatmap degli energetici si tinge di verde, evidenziando la flessione generale dei prezzi energetici.
HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
MATERIE PLASTICHE ED ELASTOMERI
L’indice finanziario dei prezzi delle materie plastiche ed elastomeri registra una forte riduzione negli ultimi giorni, in linea con le riduzioni dei prezzi del petrolio e del gas.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari delle materie plastiche ed elastomeri
Dall'analisi dell'heatmap risalta la netta riduzione dei prezzi del Polietilene Lineare a Bassa Densità (LLDPE) e, soprattutto, del Polipropilene quotati al Dalian Commodity Exchange (DCE) cinese.
HeatMap dei prezzi in euro delle materie plastiche ed elastomeri
FERROSI
L'indice europeo dei metalli ferrosi prosegue la sua fase di riduzione dei prezzi, mentre quello cinese registra un'oscillazione che non ne cambia i livelli dei prezzi.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Dall'analisi dell'heatmap si segnala una ripresa settimanale dei prezzi cinesi dei coils di acciaio inox e una crescita dei tondini di acciaio Turchia.
HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
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NON FERROSI INDUSTRIALI
Al netto delle oscillazioni, i due indici dei metalli non ferrosi seguono una dinamica settimanale per lo più laterale.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia la riduzione dei prezzi dell'alluminio, a fronte di un rialzo di quelli dello stagno.
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
ALIMENTARI
Nel mercato degli alimentari si registra una ripresa settimanale dei tropicali, una flessione degli oli e una relativa stabilità dei cereali.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
CEREALI
L'heatmap dei cereali segnala un aumento dei prezzi del frumento e una leggera flessione di quelli dell'avena.
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
TROPICALI
L'heatmap dei tropicali evidenzia i rialzi settimanali dei prezzi di caffè e cacao.
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
OLI
Dall'analisi dell'heatmap emerge la flessione settimanale dei prezzi dell'olio di semi di soia e dell'olio di canola.
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari