Energia in correzione: gas e petrolio riducono il premio geopolitico, carbone più resiliente

Andamento settimanale delle commodity energetiche

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Gas Naturale

Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 22 maggio sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:

  • TTF Olanda 48.7 €/MWh (-1.5 €/MWh)
  • HenryHub USA 8.6 €/MWh (-0.1 €/MWh)
  • JKM Asia 55.3 €/MWh (+5.1 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

La settimana si è articolata in due momenti distinti: in una prima fase i prezzi europei del TTF sono rimasti sostenuti dal premio di rischio associato allo Stretto di Hormuz e alla sicurezza dei transiti energetici, mentre successivamente hanno avviato una correzione graduale, man mano che il mercato ha incorporato aspettative più concrete di un’intesa tra Stati Uniti e Iran. La discesa risulta quindi coerente con un ridimensionamento del rischio geopolitico, pur non ancora del tutto assorbito, e con una maggiore attenzione a fondamentali meno tesi, in particolare condizioni meteorologiche più miti e una domanda attesa più contenuta.

A rafforzare questa lettura è stato il transito di altre due metaniere qatariote attraverso lo Stretto, una diretta in Pakistan e una in Cina, che ha portato a sette il numero complessivo dei carichi passati dall’inizio del conflitto.
In parallelo, anche la risalita dei flussi norvegesi verso l’Europa a 287.6 mcm/giorno ha contribuito ad alleggerire la percezione di scarsità fisica. La pressione ribassista è stata tuttavia attenuata da un quadro di approvvigionamento ancora fragile, con stoccaggi europei intorno al 38%, ben al di sotto della media quinquennale del 52%, e con un’Europa meno competitiva rispetto all’Asia nell’attrarre carichi GNL a prezzi più favorevoli.

L’avvio debole di questa mattina prolunga dunque la correzione di venerdì, in linea con il miglioramento del sentiment geopolitico e con l’attesa degli sviluppi negoziali tra Stati Uniti e Iran, ma resta inserito in un equilibrio ancora delicato, sospeso tra il sollievo per l’allentamento dei rischi esterni e la necessità di ricostituire gli stoccaggi in vista dell’inverno.

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Petrolio

I prezzi del Brent hanno chiuso a 103.5 $/bbl venerdì 22 maggio, in calo di - 5.8 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato anch’esse una variazione settimanale di – 5.8 $/bbl, chiudendo a 96.6 $/bbl.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

Lunedì 25 maggio il quadro è cambiato in modo più evidente, con il Brent sceso in area 98.8 $/bl, ai minimi da circa due settimane, in risposta all’ottimismo su un possibile accordo diplomatico. La dinamica della settimana non va letta come un semplice allentamento delle tensioni, ma come una progressiva ricalibrazione del premio di rischio: finché il mercato ha percepito il rischio di interruzioni durature lungo una rotta energetica cruciale, i prezzi sono rimasti sostenuti; quando invece sono emersi segnali più concreti di negoziato, una parte di quel premio è stata riassorbita.
Il ribasso di lunedì riflette quindi il passaggio da una fase dominata dalla prudenza sulla sicurezza dell’offerta a una fase in cui gli operatori hanno iniziato a prezzare la possibilità di una riapertura più ordinata dei flussi, pur in presenza di un equilibrio ancora esposto agli sviluppi politici dell’area.

Carbone Termico

Il prezzo del carbone termico europeo API2 front-month ha chiuso a 112.7 $/ton, in aumento di 3.5 $/ton rispetto al venerdì precedente. I futures sul carbone termico australiano sono rimasti stabili, chiudendo a 132.0 $/ton, con una variazione settimanale di 0.3 $/ton.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Il mercato europeo del carbone continua a essere sostenuto dalla necessità di garantire adeguate disponibilità per la generazione termoelettrica e dall’avvicinarsi della stagione estiva.
Tuttavia, la crescita dei prezzi è stata parzialmente contenuta dalle aspettative di un accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla possibile normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Questi sviluppi hanno ridotto parte del sostegno indiretto al carbone, rendendo la generazione a gas relativamente meno svantaggiosa rispetto a quella a carbone.