Il caro energia, l’inflazione, il rialzo dei tassi d’interesse e l’industria dei metalli che chiude

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 12 settembre 2022

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

Dinamica settimanale

Andamento non ferrosi

 

Andamento dei singoli metalli non ferrosi

  • Rame: Nella scorsa settimana i prezzi del rame si sono mossi al rialzo, salendo sopra quota 7900 $/Ton, mentre scendono gli stock LME. Lo spread tra spot e future è in backwardation.
  • Nichel: Nella settimana scorsa i prezzi del nichel hanno chiuso in rialzo, vicini ai 22000 $/Ton. La volatilità è un po' scesa ma rimane su livelli molto alti. Gli stock LME sono sui minimi pluriennali. Lo spread tra spot e future è in contango.
  • Alluminio: I prezzi dell’alluminio primario hanno chiuso in ribasso e sono rimasti sotto quota 2400 $/Ton. Lo spread tra spot e future è in contango.
  • Alluminio secondario: Prezzi dell’alluminio secondario sono ancora stabili. Durante il giorno sulla piattaforma Select dell’LME, vi sono pochissimi scambi. La correlazione dei prezzi tra alluminio primario e secondario è scesa. Gli stock LME sono in leggero rialzo ma ancora su valori molto bassi. Lo spread tra spot e future è a zero e praticamente senza scambi..
  • Zinco: La settimana scorsa i prezzi dello zinco sono rimasti sotto quota 3200$/Ton. Gli stock LME sono in ribasso e sui minimi. Lo spread tra spot e future è in backwardation.
  • Piombo: Nella settimana scorsa i prezzi del piombo sono un po' saliti portandosi sopra quota 1900 $/Ton. Gli stock LME sono risultati in ribasso e vicini ai minimi pluriennali. Spread ancora in backwardation.
  • Stagno: Nell’ultima settimana i prezzi dello stagno sono scesi, mentre gli stock LME sono in rialzo e sui massimi annuali. Lo spread tra spot e future è in backwardation.

Commento Macroeconomico

La settimana scorsa è stata ancora dominata dalla guerra del gas. L’Unione Europea sta valutando un price cap al prezzo del gas naturale quotato alla borsa TTF e ciò ha colpito il mercato provocando una riduzione di prezzo: dalla quotazione record del 26 agosto di 352.3 €/MWh si è arrivati a 205 €/MWh ( -42%).
L’altra notizia su cui si è discusso riguarda la BCE che, come da attese, ha alzato i tassi d’interesse di 75 punti base (il più alto della storia BCE). Altri ne seguiranno fino a quando l’inflazione non scenderà a livelli accettabili. Interessanti sono le considerazioni fatte dal Presidente Christine Lagarde che ha ribadito la ferma volontà di combattere l’inflazione anche se questo può frenare l’economia fino alla recessione.
La Lagarde ha altresì ammesso che quella attuale è un’inflazione d’offerta e riguarda principalmente le materie prime come petrolio e gas.
La reazione dei mercati, dopo uno sbandamento iniziale, ha reagito bene e chiuso in rialzo. In rialzo anche le quotazioni LME dei metalli non ferrosi.
Vi è unanimità sulla necessità di provvedimenti urgenti per riportare il prezzo del gas e il conseguente costo dell’energia elettrica a livelli accettabili prima che sia troppo tardi.
Eurometaux- L’Associazione europea delle aziende produttori di metalli non ferrosi già a metà agosto aveva annunciato fermi produttivi causati dal caro bollette. Stavolta paventa una minaccia esistenziale al futuro del comparto: quest’inverno si decide se queste produzioni, cruciali anche per il processo di transizione green, continueranno o meno. Eurometaux fa sapere che il 50% della capacità produttiva di alluminio e zinco è già stata costretta a fermarsi a causa della crisi energetica, insieme a significative riduzioni della produzione di silicone e leghe di ferro con impatti negativi sui settori del rame e del nickel. Nell’ultimo mese, diverse compagnie hanno dovuto annunciare chiusure a tempo indefinito e molte altre sono sul punto di farlo, in vista di un inverno molto duro. Se si ferma l’industria dei metalli sarà a rischio anche la transizione ecologica: metalli comuni e batterie saranno necessari in più ampi volumi per le infrastrutture di rete, per i veicoli elettrici, i pannelli solari, le turbine eoliche e gli elettrolizzatori per l’idrogeno.
Nel comparto dell’acciaio europeo sono già 15 le acciaierie chiuse.

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La reazione dei mercati


Variazioni dei principali indici rispetto alla scorsa settimana

CRB Index: stabile.
RICI Index: in rialzo.
GSCI Index: in rialzo.
BDI Index-Noli marittimi: in rialzo.
Petrolio Brent: in ribasso.
Gas naturale TTF: in ribasso.
LMEX-Metalli non ferrosi: in rialzo e sotto quota 3700 punti.
Dollar Index: in ribasso.
Metalli preziosi: in ribasso.