Allarme UE per la risalita dei contagi: “Situazione peggiore rispetto a marzo”. Giù i prezzi delle materie prime

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 28 settembre 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), ha registrato un ribasso dei prezzi che ha interessato 6 metalli su 6. In evidenza il ribasso dello zinco, seguito dallo stagno. Volano i prezzi dell’alluminio secondario, che però non fa parte dell’indice LMEX. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese sotto quota 3000 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra e in ribasso. La chiusura settimanale è sotto le medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione ribassista). L’indice ha recuperato tutto il valore perso a causa della pandemia.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

I numeri e i grafici dei mercati, in particolare di quelli delle materie prime, continuano a essere fortemente influenzati dall’evoluzione della pandemia. A livello globale è stata superata la soglia dei 32.5 milioni di contagi, con quasi 1 milione di decessi. La geografia del contagio vede al primo posto ancora gli Stati Uniti, seguiti da India, Brasile, Russia, Colombia, Perù, Messico, Spagna, Argentina, Sudafrica, Francia, Cile e Iran – l’Italia si trova alla diciannovesima posizione. Nei primi dieci posti di questa speciale classifica troviamo quattro continenti: le Americhe, l’Asia, l’Europa e l’Africa. E va segnalato che i numeri del contagio stanno crescendo più rapidamente nei paesi del Sud America, dell’Africa e in India.

Sul Vecchio Continente i casi sono in crescita pressoché in tutti gli stati. Stella Kyriakides, Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, insieme all’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), lancia l’allarme, soprattutto ai paesi più esposti: “intervenite subito o sarà di nuovo lockdown”. Infatti, in alcuni paesi europei (soprattutto Spagna e Francia), la situazione attuale appare peggiore di quella di marzo e si parla nuovamente di misure di distanziamento.

Insomma, si torna a sentire parlare di lockdown, controlli alle frontiere, limitazioni negli spostamenti e ciò, inevitabilmente, crea allarme nei mercati.

LA REAZIONE DEI MERCATI

Se dalla mappa geografica ci spostiamo alla mappa degli indici dei mercati, la reazione negativa è evidente.

Il CRB Index, indice generale dei prezzi delle materie prime, è in ribasso da inizio settembre e così anche l’LMEX, l’indice dei prezzi dei metalli non ferrosi. Questo, la scorsa settimana, ha registrato il ribasso più severo delle ultime undici settimane. Il rame, che è il metallo guida più sensibile all’economia, nella scorsa settimana è passato da un massimo di 6877 $/ton a 6449, ben 428 dollari di ribasso in soli cinque giorni.

I prezzi del petrolio sono in ribasso da inizio settembre e il mercato del greggio guarda con molta preoccupazione alle limitazioni, imposte o paventate, sullo spostamento di persone e merci, che si traduce in un minore consumo di carburante.

I ribassi non risparmiano neppure i beni rifugio come l’oro, che è costretto a rinunciare all’attacco di quota 2000 $/oncia. E va peggio per i metalli preziosi più “industriali”, come argento e palladio.

Infine, sui mercati valutari, si segnala il grande balzo in avanti del dollaro. L’US dollar index, che misura la forza del dollaro contro cinque valute internazionali (tra cui l’euro, che pesa più del 57%), è schizzato ai massimi delle ultime otto settimane. Di contro, nel cross euro-dollaro, la valuta europea è tornata a quota 1.16, come due mesi fa.