Coronavirus: la fabbrica del mondo si sta fermando

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 10 febbraio 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Nella scorsa settimana c’è stato un rimbalzo dei prezzi che ha interessato 3 metalli su 6. In evidenza il ribasso dello zinco e il rialzo del rame. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese sotto quota 2600 $ e poi sono risalite. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è vicino alla zona ipervenduto. La chiusura settimanale è sotto le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione ribassista) e vicino all’importante supporto che si trova in area 2600. La volatilità è salita.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Il coronavirus continua a generare effetti negativi sull’economia e quotidianamente si segnalano aziende cinesi e, soprattutto, aziende estere basate in Cina che sospendono l’attività produttiva. La “fabbrica del mondo” si sta fermando, con ripercussioni globali.

Un solo esempio valga per tutti: FCA. Questa, che riceve alcuni componenti dalla Cina, ha paventato la possibilità di fermare uno stabilimento in Europa nelle prossime 2-4 settimane. E se il blocco delle esportazioni dovesse proseguire, potrebbe fermarsi più di una fabbrica del gruppo. Come ha dichiarato l’amministratore delegato di FCA, Mike Manley, non è facile sostituire un fornitore che produce componenti su specifica richiesta del cliente.

In questo scenario, per il Centro studi di Intesa Sanpaolo, nel primo trimestre 2020, il PIL cinese risentirà dell’“effetto coronavirus” con una flessione compresa fra 1.3 e 2%, mentre Fitch ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’economia cinese per il 2020, portandole al 5%.

Intanto, la settimana scorsa Wall Street ha fatto registrare il suo massimo storico. Certamente possono aver giocato un ruolo il taglio di dazi per 75 miliardi di prodotti USA da parte della Cina (che scatterà dal 14 febbraio). E anche il fatto che la Banca centrale cinese ha immesso sul mercato 200 miliardi di dollari. Tuttavia, il rialzo di Wall Street viene da lontano e beneficia del buon momento per l’economia americana, dell’enorme liquidità e dei bassissimi tassi d’interesse, che rendono poco convenienti le obbligazioni pubbliche e private. Infatti, è ben differente l’andamento delle materie prime.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Prosegue il ribasso degli indici delle materie prime, come il CRB (Commodity Research Bureau) e il GSCI (Goldman Sachs Commodity Index), trascinati soprattutto dai prezzi del petrolio. Si distingue il London Metal Exchange che, trascinato dal rame, ha messo a segno un leggero rialzo. Ancora in ribasso i prezzi del petrolio. E ribasso va segnalato ancora per i noli marittimi, che risentono del rallentamento dei traffici via mare da e per la Cina – il Baltic Dry Index è scivolato ai minimi del 2016.