Le tensioni geopolitiche tornano a sostenere i mercati energetici
Andamento settimanale delle commodity energetiche
Pubblicato da Nicolò Genta. .
Energetici Indicatori Congiunturali Analisi settimanale energeticiGas Naturale
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 25 settembre sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 72.1 €/MWh (-7.4 €/MWh)
- HenryHub USA 9.6 €/MWh (+0.9 €/MWh)
- JKM Asia 77.2 €/MWh (-4.7 €/MWh)
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
La flessione dei prezzi è stata favorita dall’ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, alimentato dalle indiscrezioni su colloqui durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Sul fronte dei fondamentali, la riduzione delle esportazioni norvegesi dovuta alle manutenzioni ha limitato i flussi verso il continente, ma l’effetto è stato compensato da maggiori immissioni di GNL.
Nel fine settimana il quadro geopolitico è però tornato più teso dopo il rifiuto statunitense della proposta iraniana per un’intesa temporanea e le segnalazioni di esplosioni vicino allo Stretto di Hormuz. Il rialzo di oggi risulta quindi coerente con il venir meno delle aspettative di distensione. A sostenere i prezzi contribuiscono anche gli stoccaggi dell’Europa nordoccidentale, attesi intorno al 65% a inizio ottobre, mentre temperature ancora sopra la norma, maggiori forniture norvegesi e più GNL continuano a limitarne la risalita.
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Petrolio
Venerdì 25 settembre i prezzi del Brent hanno chiuso a 104.3 $/bbl, con una variazione di 0.4 $/barile rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno invece registrato una flessione significativa, pari a -7.9 $/bbl, chiudendo a 92.4 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
La settimana è stata caratterizzata da forte volatilità: inizialmente i prezzi sono scesi sotto i 100 dollari, penalizzati dalle aspettative di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran e dalle prospettive di ripristino di rotte alternative alle esportazioni attraverso il Medio Oriente. Successivamente il Brent ha recuperato terreno, superando i 106 dollari giovedì, trainato dai nuovi attacchi contro infrastrutture saudite e dal conseguente aumento dei rischi per l’offerta regionale. Venerdì le quotazioni hanno però corretto nuovamente, in risposta ai progressi nei colloqui tra Washington e Teheran su una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il rialzo di questo lunedì è coerente con il nuovo irrigidimento geopolitico dopo il rifiuto statunitense della proposta iraniana, che ha ridimensionato le aspettative di una rapida normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto.
Carbone Termico
Il prezzo future del carbone termico europeo API2 front-month ha chiuso a 137.2 $/ton, in aumento di 0.2 $/ton rispetto alla settimana precedente. Il future front-month sul carbone termico australiano ha registrato un aumento più marcato, con una variazione settimanale di +1 $/ton e chiudendo a 145.0 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
Nel corso della settimana il carbone europeo ha mantenuto quotazioni elevate, sostenuto soprattutto dalla convenienza relativa rispetto al gas nella generazione elettrica. Al 22 settembre il costo stimato della produzione a carbone risultava sensibilmente inferiore a quello degli impianti a gas, nonostante l’onere delle EUA, preservando l’interesse per il combustibile nel mix termoelettrico. Il successivo calo del gas ha però ridotto parte di questo vantaggio, limitando la spinta sul carbone.
L’avvio della nuova settimana va quindi letto tenendo conto del cambio di contratto: il livello inferiore rispetto a venerdì riflette in parte il roll da settembre a ottobre e non esclusivamente un effettivo indebolimento del mercato.