Iodio: offerta concentrata e prezzo unico globale
Il confronto tra diverse aree geografiche evidenzia una dinamica comune delle quotazioni
Pubblicato da Pasquale Marzano. .
Chimici Inorganici Determinanti dei prezziIn un precedente articolo è stato descritto come il mercato dello iodio sia caratterizzato da una elevata concentrazione dell'offerta, derivante dal fatto che il Cile, copre quasi il 60% della produzione globale. Se si considerano anche paesi come Giappone e USA, tale percentuale arriva a coprire circa il 90% della produzione mondiale.
Nel grafico che segue si riporta la dinamica della produzione mondiale di iodio, al netto degli USA[1], nel periodo 2000-2025 (elaborazione su dati di fonte USGS).
Produzione mondiale (ex. USA) di Iodio, in Tonnellate (fonte USGS)
Nel corso degli ultimi 26 anni, la produzione di iodio è cresciuta ad un tasso medio annuo del 2.3%, passando dalle quasi 20 000 tonnellate alle circa 34 000 nel 2025. Se si considerano gli ultimi anni, però, tale crescita non è bastata a compensare l'elevata domanda di iodio che si è venuta a creare, soprattutto proveniente da settori come quello farmaceutico e quello medico-diagnostico, in cui lo iodio è quasi insostituibile.
A fronte di una elevata concentrazione dell'offerta - oltre che della sua rigidità descritta nell'articolo Dallo iodio ai suoi sali: un mercato dominato da un solo elemento - la domanda internazionale di iodio risulta maggiormente distribuita a livello geografico, e proviene in gran parte da Asia, Europa e Nord America.
La mappa che segue riporta le importazioni di iodio, in kg, dei diversi paesi, nel biennio 2024-2025 (fonte ExportPlanning).
Complessivamente, l'Asia (area in blu) rappresenta il principale importatore mondiale di iodio, guidata da Cina e India, rispettivamente al primo e terzo posto nella classifica dei singoli paesi. L'Europa UE (area in arancione) rappresenta in aggregato il secondo importatore globale di iodio, sebbene a livello di singoli paesi, il terzo importatore sia la Norvegia che appartiene all'area Europa Non UE (in verde). Si segnala, inoltre, la presenza degli USA che, oltre ad essere tra i principali produttori globali, si collocano al quarto posto nella classifica dei singoli paesi importatori. Per quanto riguarda, invece, le altre aree geografiche, le importazioni risultano più limitate.
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Prezzi globali fortemente integrati
La concentrazione della produzione in un numero molto ristretto di paesi, unita alla dipendenza dalle importazioni da parte dei principali paesi consumatori, favorisce una elevata integrazione dei prezzi a livello internazionale.
Tale integrazione può essere evidenziata mettendo a confronto i prezzi fisici delle principali aree di consumo mondiale, rappresentati dalle quotazioni doganali CIF di Cina, USA e UE, e quelli dei produttori mondiali, rappresentati dai prezzi doganali FOB di Giappone e USA.
Come si può notare dal grafico, i prezzi delle diverse aree geografiche mostrano una dinamica comune. Nella fase attuale, i prezzi dello iodio continuano a muoversi lateralmente, sui valori di massimo storico registrati nel corso del 2022, segnalando come il mercato non abbia ancora recuperato condizioni di offerta favorevoli, nonostante la crescita della produzione negli ultimi anni.
Dal punto di vista dei livelli, può essere utile distinguere tra prezzi CIF e prezzi FOB: considerando i prezzi CIF, i livelli risultano tra loro molto simili nonostante le differenti aree geografiche di destinazione, segnalando una sostanziale convergenza dei prezzi nei principali mercati importatori.
L'allineamento nei livelli emerge anche nel confronto tra i prezzi FOB di Giappone e USA. Inoltre, i prezzi FOB presentano livelli mediamente inferiori rispetto ai prezzi CIF, coerentemente con la diversa natura delle quotazioni. Nei prezzi CIF, infatti, oltre al prezzo del bene, vengono considerati anche i costi di trasporto fino alla dogana del paese importatore e i costi assicurativi.
Prezzi così elevati (pari a 5 volte i prezzi di inizio decennio) rappresentano un forte stimolo all'aumento dei livelli di produzione e rendono plausibili scenari di progressivo aggiustamento dei prezzi, come già avvenuto nel periodo 2012-2017.
1. La produzione USA non è disponibile poiché i dati sono stati secretati dal USGS per evitare la divulgazione di dati riservati dell'azienda produttrice