Il lockdown colpisce anche la quotazione dello zinco

Dopo una forte flessione i tagli produttivi fermano il crollo

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LME Non Ferrosi Determinanti dei prezzi

Ad aprile, la quotazione giornaliera dello zinco spot al London Metal Exchange segna una lieve ripresa dopo la fortissima flessione originatasi a gennaio in seguito ai primi allarmi della diffusione del virus. In meno di 3 mesi, infatti, lo zinco è passato da una media mensile di circa 2360 dollari per tonnellata di gennaio ai 1920 dollari di marzo, segnando una perdita di valore del -19% circa.

Quotazione giornaliera Zinco spot (LME)

Quotazione Zinco spot (LME)

Un livello così basso non si vedeva da inizio 2016 e il recente recupero ha scongiurato, almeno per il momento, una depressione così profonda, ricordando che nel punto di minimo, a gennaio del 2016, lo zinco toccò addirittura quota 1510 dollari per tonnellata. Ad aprile i tagli dei produttori hanno permesso una lieve ripresa che attesta lo zinco sui 1940 dollari, +1% circa rispetto alla media di marzo.
Lo zinco, usato per lo più per galvanizzare l’acciaio e nelle leghe, come l’ottone, ha risentito moltissimo del crollo della domanda, che ha costretto paesi come Perù e Messico - insieme costituiscono circa il 16% delle miniere di zinco mondiali - a chiudere le proprie miniere per contrastare la pandemia prima e per bilanciale l’eccesso di offerta sul mercato internazionale poi.

Covid19lab.info: Messico e Perù

Covid19lab.info: Messico e Perù

Il grafico dei contagiati mostra come entrambi stiano fronteggiando una crescita esponenziale degli infetti, iniziata nella seconda metà di marzo e che si è aggravata ad aprile, raggiungendo un totale di circa 8770 e 17840 contagiati rispettivamente per Messico e Perù.

Come riportato da Reuters nell’artcolo intitolato “Zinc supply cuts outstripped by demand destruction from coronavirus” la BMO (Bank of Montreal) ha stimato che la domanda di zinco diminuirà del 6% rispetto al 2019, considerando una ripresa globale nella seconda metà del 2020. Secondo Oliver Nugent, analista di Citigroup, con livelli così bassi e le marginalità ridotte si potrà assistere a importanti tagli da parte dei grandi player oppure all’uscita dal mercato dei piccoli produttori. Sempre Citi ha stimato che a questi prezzi il 25% dei produttori è in perdita.

E’ difficile immaginare quale sarà l’ordine degli investimenti dei vari stati dopo quelli sanitari una volta passata l’ermergenza da coronavirus. Lo zinco tornerà ad essere domandato parallelamente alla richiesta di acciaio da impiegare nelle costruzioni e infrastrutture quindi con la ripresa degli investimenti privati e pubblici.