Il crollo dei metalli non ferrosi e il legame con l' andamento delle principali borse

Analisi grafica dell'andamento dei prodotti non ferrosi e confronto tra l'indice di borsa cinese, statunitense e l'andamento del rame LME

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LME Non Ferrosi Determinanti dei prezzi

Il petrolio prima e conseguentemente tutti i prodotti energetici negli ultimi mesi sono stati interessati da una tensione importante da cui sono leggermente rientrati nei giorni scorsi. Al contrario i non ferrosi quotati al London Metal Exchange stanno vivendo un periodo di forte flessione iniziato a marzo di quest’anno (grafico confronto indici).
Di seguito l’andamento dell’indice in dollari dei Non ferrosi elaborato da Studiabo per il tool pricepedia.it.

Indice Studiabo dei non ferrosi

Analizzando l’andamento emerge che l'Indice dei Non ferrosi nel mese di settembre ha registrato una flessione del - 2% rispetto ad agosto mentre la variazione tendenziale risulta sostanzialmente stabile e pari al - 0,19%: nel settembre 2017 i prezzi si trovavano sul sentiero di crescita che avrebbe avuto il suo picco a febbraio di quest'anno.

confronto prezzi non ferrosi

Nell’immagine è mostrato il confronto tra l’andamento del prezzo “spot” all’LME dei principali metalli non ferrosi. Le dinamiche di breve periodo dei prodotti mostrati confermano la dinamica dell’indice. E’ possibile affermare inoltre che il sia il nichel che l'alluminio invece di ridurre il proprio valore tra marzo e giugno hanno fatto registrare variazioni positive perchè interessati da fenomeni specifici, come l'annuncio delle sanzioni da parte del governo statunitense nei confronti dei soggetti che hanno accordi commerciali con la Rusal.

Quello appena descritto è lo scenario di breve periodo. Se si considera invece un orizzonte temporale più ampio ci si accorge che i prezzi dei non ferrosi hanno invertito il trend positivo di medio periodo che aveva avuto inizio nella seconda metà del 2016. Il protrarsi di diversi periodi contraddistinti da variazioni negative ha decretato, per i prezzi dei non ferrosi, l’uscita dal sentiero di crescita. Alla base della flessione potrebbe esserci l’ipotesi di una riduzione prevista della domanda e quindi di una nuova fase di decrescita nello scenario macroeconomico internazionale.

Per tutti i soggetti economici interessati alle sorti delle commodities è consuetudine considerare l’andamento del prezzo dei metalli non ferrosi (soprattutto del rame) come il “termometro” del sentimento dei mercati, essendo molto sensibile agli annunci e all’evoluzione dei cicli economici. In questo contesto risulta cruciale il monitoraggio delle principali borse internazionali.
Quello proposto di seguito è l’andamento dell’indice di borsa (Broad Index e Blue Chip Index, fonte: ExportPlanning) di USA e Cina confrontato con il prezzo “spot” in dollari del rame quotato all’LME. L’indice di borsa sintetizza il valore di mercato delle principali companies quotate e rappresentative del panorama industriale del paese.

confronto indici di borsa e quotazione rame (LME)

Questo confronto ci aiuta a comprendere che quanto manifestato già a inizio anno dalle principali borse è un trend negativo e non una flessione di breve periodo, iniziato a gennaio di quest’anno e ancora in essere sul mercato dei non ferrosi. Quello che si osserva analizzando le dinamiche dei principali metalli non ferrosi non è altro che la coda del trend nato dall’inversione delle aspettative degli operatori. Questa coincide con l’introduzione dei primi dazi che hanno di fatto decretato l’inizio della guerra commerciale tra USA e Cina. Negli ultimi periodi la borsa statunitense è sembrata più stabile rispetto a quella cinese che nel mese di agosto ha fatto registrare una nuova variazione congiunturale negativa e pari al - 5,25% rispetto al + 0,41% targata USA. La relazione che lega l’andamento dei prezzi finanziari dei non ferrosi alla dinamica degli indici di borsa (soprattutto cinese) è dovuta alle operazioni di aggiustamento delle aspettative della domanda e quindi del prezzo da parte degli operatori. Questi rettificano le proprie aspettative sia sulla base di eventuali shock imprevisti ma soprattutto sulla base dell’andamento delle grosse imprese che può essere sintetizzato nell’indice di borsa di ciascun paese.

E’ dunque necessario guardare all’indice di borsa cinese come a uno dei principali riferimenti dell’evoluzione della domanda dei prodotti non ferrosi trattandosi del principale acquirente di queste materie. Seguendo questo ragionamento e guardando all’indice di borsa cinese, il prezzo dei non ferrosi dovrebbe scontare nel mese di ottobre (con due mesi di ritardo) un’ulteriore flessione per la trasmissione, dall’indice di borsa al prezzo quotato, della variazione negativa registrata tra luglio e agosto.