Mercati sull’ottovolante: preoccupano contagi e geopolitica

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 5 ottobre 2020

.

Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), ha registrato un ribasso dei prezzi che ha interessato 4 metalli su 6. In evidenza il ribasso del piombo, seguito dallo zinco. Volano i prezzi dell’alluminio secondario, che però non fa parte dell’indice LMEX. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese sotto quota 2927 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra e in ribasso. La chiusura settimanale è sotto le medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione ribassista). L’indice ha recuperato tutto il valore perso a causa della pandemia, ma da due settimane è in fase di storno.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Quella appena trascorsa è stata un’altra settimana molto volatile per le borse finanziarie e delle commodity. Nel comparto dei non ferrosi si sono registrati forti ribassi, che hanno interessato tutti i metalli, a cominciare dal rame, che fa un po’ da guida per tutto il comparto e che è sceso di oltre 400 $/ton tra giovedì e venerdì.

A spaventare i mercati è ancora la curva dei contagi a livello globale, mentre torna alla ribalta la geopolitica, con tensioni che coinvolgono paesi grandi e piccoli. Tra i grandi va segnalata la tensione tra Cina e India per il controllo dei confini. Poi c’è l’escalation del conflitto, per ora solo verbale, tra Turchia e Grecia per gli sconfinamenti turchi nel mare Egeo a largo di Cipro. Su questo è intervenuta anche l’Unione Europea, a fianco della Grecia.

Altro conflitto, questa volta militare, interessa la regione del Nagorno-Karabakh, dove si fronteggiano Armenia e Azerbaigian. In Bielorussia, invece, dopo le elezioni che hanno riconfermato Lukashenko, il conflitto è tutto interno e si svolge fra governo e opposizione. Altrove, la “vivacità militare” della Turchia, entrata a gamba tesa anche in Libia, preoccupa l’Unione Europea, che però deve muoversi con prudenza, essendo sotto ricatto turco sul fronte dei migranti – tema ancora molto divisivo in Italia come in Europa. Infine, alla vicenda Brexit si aggiunge la denuncia europea contro il Regno Unito, accusata di aver violato l’accordo quadro relativo ai confini dell’Irlanda del Nord.

Per la UE c’è comunque una buona notizia di carattere economico: l’indice PMI, misurato da IHS Markit, a settembre segna 53.7, in rialzo rispetto al 51.7 di agosto. Nella zona euro, si tratta della crescita più alta in oltre due anni. Ciò riflette l’aumento della produzione per il settore manifatturiero, grazie a nuovi ordini supportati dalla ripresa del commercio estero. A trainare è la forte espansione manifatturiera tedesca, il cui PMI ha raggiunto il livello maggiore in 26 mesi. Anche il settore manifatturiero italiano ha ottenuto buoni risultati.

LA REAZIONE DEI MERCATI

L’indice generale delle materie prime CRB è sceso per la seconda settimana consecutiva, così come ha fatto l’indice LMEX dei metalli.
Tra i non ferrosi quotati all’LME, ribassi per tutti, a eccezione di stagno e alluminio secondario, che hanno registrato lievi rialzi. Tra i metalli preziosi, rimbalzo generalizzato dei prezzi.
In ribasso le quotazioni del petrolio (Brent e WTI) e del gas naturale.
Sui mercati valutari si indeboliscono dollaro ed euro, mentre si rafforza lo yuan cinese.