I castelli di sabbia delle previsioni

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 14 settembre 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Lo scorso 10 settembre si è tenuta la riunione del board della Banca Centrale Europea, riunione molto attesa sia dopo la svolta storica della FED, sia dopo la pubblicazione dei nuovi dati relativi all’eurozona.

In merito alla dinamica dei prezzi al consumo, la BCE ha tenuto a precisare che non ci sono pericoli di deflazione (discesa dei prezzi per lungo tempo) e neanche di inflazione. Nell’eurozona il livello d’inflazione continua a viaggiare intorno all’1% e si stima che possa salire nei prossimi mesi, di pari passo con la crescita della domanda. Tuttavia, per ora resta lontano dal target del 2% fissato dalla banca centrale.

Per quanto riguarda le stime economiche, la BCE ha rivisto al ribasso il tasso di contrazione del PIL nel 2020, portandolo all’8% dall’8.7% della stima precedente. Ci si aspetta un leggero incremento nei prossimi mesi e un incremento più consistente nel 2021, quando le esportazioni torneranno a crescere, così come la domanda interna, grazie allo stimolo dei miliardi stanziati dalla Commissione Europea e alla politica monetaria molto accomodante.

La presidente BCE Christine Lagarde ha invitato a considerare le nuove previsioni come scritte sull’acqua, per via dell’elevata incertezza causata dalla pandemia. Infatti, oltre ai numeri sui nuovi casi (sono stati superati i 28 milioni di contagi con oltre 920 mila decessi), la scorsa settimana è arrivata una doccia fredda sul fronte vaccini. La sperimentazione del vaccino di Oxford ha subito una battuta d’arresto dopo la reazione avversa su un paziente. L’annunciata data di novembre per la sua disponibilità è così spostata in avanti.

Tornando ai dati economici dell’eurozona, il settore manifatturiero sta recuperando e si registra anche un miglioramento dei consumi. Riguardo all’apprezzamento dell’euro che ha raggiunto quota 1.20 contro il dollaro, Lagarde ha ribadito che il tasso di cambio è monitorato con molta attenzione, tuttavia la mission della BCE non prevede l’intervento sui mercati dei cambi. Allo stesso tempo, però, dato che i cambi possono impattare sul livello dell’inflazione per via delle importazioni, la BCE conta di usare tutte le armi a sua disposizione qualora il cambio euro/dollaro dovesse andare oltre 1.20 per molto tempo – i mercati e le aziende (soprattutto quelle export oriented) si aspettavano qualcosa di più.

Fuori dall’Europa occhi puntati sulla Cina, che ha ripreso a correre grazie alla domanda interna e soprattutto grazie all’export, che in agosto è cresciuto del 9.5% e torna a salire il surplus commerciale rispetto agli USA (con grande irritazione di Trump). A trascinare l’export cinese è soprattutto la domanda di mascherine e dispositivi elettronici.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
I prezzi dei metalli non ferrosi sono tutti scesi, trascinati dalla debolezza del dollaro. Fa eccezione l’alluminio secondario, che continua a salire e fa registrare il nuovo massimo.
I prezzi del petrolio registrano la seconda settimana di ribassi a causa del surplus di mercato e della domanda debole, nonostante i tagli OPEC.
Bene i metalli preziosi, con prezzi in rialzo.
Sui mercati valutari, debole il dollaro contro l’euro.
Fra le borse, male Wall Street e le asiatiche, leggermente positive quelle europee.