La svolta storica della FED e la scommessa dei mercati delle materie prime

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 31 agosto 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), è stato registrato un rialzo dei prezzi che ha interessato 6 metalli su 6. In evidenza il rialzo del nichel, seguito dallo zinco. Le quotazioni dell’indice LMEX sono salite oltre quota 3000 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è vicino alla zona ipercomprato. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione rialzista). L’indice ha recuperato interamente il valore perso a causa della pandemia.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Gli Stati Uniti si confermano ancora il primo paese al mondo per numero di contagi. Sul fronte economico, nel secondo trimestre il PIL USA è sceso di oltre il 9%, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto ulteriormente. L’eccezionalità della situazione costringe la banca centrale americana a manifestare la volontà di portare avanti una politica monetaria molto accomodante per lungo tempo. I tassi di interesse resteranno bassi anche se l’inflazione dovesse salire oltre il 2%.

Anche in seno alla BCE ci si muove nella direzione di una politica monetaria accomodante, nonostante l’alto debito pubblico dei singoli membri (a cominciare dall’Italia), schizzato a livelli stratosferici. La priorità sarà data agli investimenti che creano occupazione e alle politiche di sostegno per chi ha perso il lavoro. Anche in questo caso, l’inflazione potrà salire oltre il 2%, senza che ciò comporti interventi sui tassi di interesse.

In poche parole, su entrambe le sponde dell’Atlantico si è deciso che la stabilità dell’economia e l’aumento dell’occupazione vengono prima della stabilità dei prezzi.

La reazione dei mercati è stata positiva, anche se il dollaro si sta tuttora deprezzando, mentre l’euro si apprezza, superando quota 1.19. Questo rafforzamento dell’euro crea però preoccupazione sul fronte delle esportazioni europee, che risultano penalizzate rispetto a quelle americane e cinesi.

Per quanto riguarda i mercati delle materie prime, continua la risalita dei prezzi, come testimoniano gli indici CRB e LMEX, nonché, nello specifico, i prezzi dei metalli non ferrosi, che hanno ripreso e superato i valori precedenti alla pandemia. Prosegue anche il recupero del petrolio, con Brent e WTI che hanno superato quota 40 $ al barile (ad aprile erano entrambi sotto i 10 $).

Il rialzo di questi mercati è essenzialmente una scommessa, sia sulla ripresa dei consumi, sia sul successo delle politiche economiche e monetarie dei singoli paesi, che continuano a immettere liquidità nel sistema economico per sostenere domanda e investimenti. Ed è anche una scommessa sul superamento, nei prossimi mesi, della fase acuta dei contagi a livello mondiale (inversione della curva) e sulla disponibilità di uno o più vaccini.