Il prezzo del cotone è in flessione ma negli ultimi mesi qualcosa è cambiato

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Fibre Tessili Congiuntura

Nella filiera delle fibre tessili, più nello specifico in quella del cotone, l’attuale situazione di emergenza sanitaria ha acuito gli effetti innescati dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, rispettivamente il primo esportatore ed importatore di cotone al mondo.
Da inizio anno la quotazione in dollari del cotone al Chicago Mercantile Exchange (CME) ha perso circa il 14%: tale caduta è spiegata dal forte rallentamento della domanda nel settore della moda (legate alla chiusura di negozi e fabbriche), già descritto in un precedente articolo. Nonostante il prezzo del cotone stia tuttora attraversando una fase di flessione, si registrano negli ultimi mesi segnali di una debole ripresa.
Il grafico che segue riporta la quotazione giornaliera al CME; i valori sono riportati in dollari per tonnellata.

Andamento prezzo del cotone
Andamento prezzo del cotone

Dal grafico emerge chiaramente come ad aprile il prezzo del cotone abbia attraversato la fase più acuta della crisi, similmente a quanto accaduto per i prezzi di altre commodity. In questo mese la quotazione ha registrato il minimo degli ultimi dieci anni, attestandosi su una media mensile di 1185 dollari per tonnellata. Negli ultimi due mesi il cotone ha mostrato, però, un lieve recupero: tra maggio e giugno, infatti, la quotazione mensile ha registrato un aumento pari al 12.8%, portando la media di giugno1 sui 1336 dollari per tonnellata. Questo recupero riporta quindi il prezzo su livelli superiori a quelli di marzo.

E’ prematuro affermare se si tratti di una vera e propria inversione di rotta: l’incertezza sui mercati rimane molto alta e la domanda risulta ancora debole. I mercati sembrano però interpretare positivamente i primi passi verso la ripartenza dell’attività industriale, dopo il severo lockdown di primavera. Guardando ad esempio allo scenario produttivo in India, uno dei principali paesi esportatori di cotone, si notano in effetti buoni segnali di ripresa: il chairmam della Cotton Corporation of India, azienda a controllo governativo, ha recentemente affermato che “Textile mills have gradually restarted operations after the nationwide lockdown and achieved 50-70 per cent of their operating capacity. We believe their capacity would increase steadily.”
Nel precedente articolo avevamo inoltre segnalato che l’eccesso di scorte si collocava tra i fattori che avevano portato ad una contrazione del prezzo, conseguentemente al crollo della domanda; questi timori sembrano ora essersi placati, quantomeno nel caso indiano. Il chairman della Cotton Corporation of India afferma infatti che “A major quantity of cotton inventory with mills, which was stored before the lockdown, has been consumed”.

Sulla scia di una lenta ristrutturazione della domanda, il mercato del cotone lancia quindi i primi deboli segnali di ripresa. La pandemia non sembra aver fermato l’inizio, in primavera, della stagione della produzione di cotone: alcuni tra i principali produttori, come Stati Uniti e Costa d’Avorio, sembrano intenzionati a proseguire a regime con la semina.


(1) I valori di giugno sono calcolati come media fino al 22 giugno 2020.