La lezione del Dottor Copper: il prezzo sconta tutto

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 15 giugno 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), c’è stato un rialzo dei prezzi che ha interessato 2 metalli su 6. In evidenza il rialzo del nichel, seguito dall’alluminio. Le quotazioni dell’indice LMEX sono salite fino a quota 2605 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è vicino alla zona ipercomprato. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione rialzista). L’indice ha recuperato circa il 50% del valore perso a causa della pandemia.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Durante la settimana scorsa, diverse news hanno impattato sui mercati finanziari e su quelli delle materie prime. Innanzitutto le dichiarazioni del presidente della FED, Jerome Powell, che possono essere riassunte da queste parole: l’economia americana è in recessione e l’uscita dalla recessione è rinviata al 2022. Nel 2021 è previsto il rimbalzo, che si manifesterà già nel secondo semestre 2020. Per tornare ai valori pre-crisi ci vorrà molto tempo. Per questo i tassi di interesse americani resteranno bassi (tra lo 0 e lo 0.25% fino al 2022). La reazione delle Borse, a cominciare da Wall Street, è stata negativa.

L’altra notizia è che la BCE ha ribadito che è “pronta a tutto per rilanciare l’economia dell’eurozona” e si augura una maggiore coesione fra i 27 Stati UE. L’OCSE, intanto, ha aggiornato le sue previsioni economiche, proponendo due scenari: con ricaduta pandemica e senza ricaduta.

Le due stime sono molto pessimistiche in entrambe le situazioni: una contrazione del 6% per l’economia mondiale nel 2020 nello scenario migliore, del 7.6% in quello peggiore. In entrambi gli scenari, la premessa è che questa è la peggiore crisi dalla seconda guerra mondiale, che ha generato un’incertezza senza precedenti. Per questo la ripresa sarà lenta, con uno strascico di effetti negativi duraturi. Ciò vuol dire che bisognerà mettere da parte alcune regole (come lo sforamento massimo del 3%) e impiegare tutte le risorse finanziarie disponibili per sostenere la ripresa.

Un’altra news riguarda la Cina. Secondo l’ultima previsione della Banca Mondiale, l’economia cinese quest’anno crescerà dell’1% (il peggior risultato dal 1976), contro un ribasso dell’economia americana che è stimato del 6% e del 9% per quella dell’Eurozona. Anche l’FMI stima una crescita dell’economia cinese tra l’1 e il 2%, a patto che Pechino sappia e voglia schivare le insidie lungo il suo cammino, a cominciare dal rapporto con gli USA, a cui si aggiungano i non pochi fronti di contrasto con l’Europa (questione Hong Kong).

Nonostante questo quadro poco rassicurante, Dottor Copper – ovvero il rame – chiude la settimana sui massimi da inizio febbraio e realizza una performance del +25% rispetto ai minimi 2020. Ora, per tornare ai valori pre-crisi, occorre un rialzo del 9% dai valori attuali (5800$/ton). Potrà accadere? A giudicare dal rialzo dei prezzi a partire dal 23 marzo e dagli argomenti che seguono, si direbbe di sì.

Il “ragionamento” del Dottor Copper si basa su alcuni elementi non trascurabili:

  • La Cina, primo consumatore di rame con oltre il 50% del consumo mondiale, ha riaperto tutta la sua struttura manifatturiera con largo anticipo su quella del resto del mondo. E soprattutto con anticipo rispetto a USA e UE (che sono i maggiori competitor su questo campo).
  • La manifattura cinese può contare sia sull’export (di cui è uno dei maggiori player), sia sulla domanda interna, che appare robusta grazie anche ai consistenti aiuti governativi. Questi due elementi contribuiscono in modo rilevante a sostenere la domanda di rame.
  • L’offerta di rame è in calo in Sud America (Cile, Perù), sia per l’autonoma decisione dei produttori, sia per le conseguenze dei contagi da Covid-19 che hanno rallentato la produzione mineraria.
  • Ci sono stati acquisti significativi da parte dei trader speculatori, che guardano poco ai fondamentali e molto al quadro tecnico dei prezzi. Questi hanno evidenziato sia la violazione di supporti pluriennali, sia la situazione di ipervenduto durante il periodo febbraio-aprile.

Secondo molti analisti, i fondamentali del rame e la complicata situazione macroeconomica mondiale non giustificano i prezzi attuali (troppo alti). Eppure, Dottor Copper appare molto più fiducioso degli analisti economici circa una ripresa veloce e più ravvicinata di quello che dicono le stime, grazie al rimbalzo dei consumi che ci sarà in settori strategici come automotive e costruzioni.

Se guardiamo il grafico dei prezzi, la parte più consistente del rialzo è avvenuta nel mese di maggio, quando il lockdown è stato allentato o sospeso in Cina, Europa, America e Giappone. Inoltre sempre a maggio si è registrato un significativo calo degli stocks sulle tre borse principali: LME, SHFE, CME e un significativo aumento delle posizioni Long dei trader.

Insomma, Dottor Copper vede il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, e preferisce credere alla voglia di ripartenza di governi, aziende e famiglie, piuttosto che alla rassegnazione. Comunque sia, la lezione del Dottor Copper è la seguente: è inutile cercare di capire i mercati, perché questi, al pari degli esseri umani, sono imperfetti. È più utile attrezzarsi per sfruttare al meglio i diversi trend dei prezzi. D’altronde Charles Dow agli inizi del Novecento sosteneva che “il prezzo sconta tutto”, ovvero incorpora i fondamentali, le news, le stime ecc.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Per quanto riguarda i prezzi dei metalli non ferrosi, la settimana scorsa è stata all’insegna dei rialzi, anche se la performance non è stata positiva per tutti. Buono lo spunto del rame, che segna i massimi da marzo.
L’indice LMEX ha chiuso in rialzo e sui massimi da marzo.
Il CRB Index ha chiuso la settimana in rialzo e sui massimi da oltre un mese, ma la performance settimanale è stata leggermente negativa.
Petrolio e gas: prezzi in rialzo, ma la performance settimanale è stata leggermente negativa.
Metalli preziosi: prezzi in rialzo solo per l’oro.
Mercati valutari: dollaro in ribasso ed euro in leggero rialzo.