È l’ora delle scelte: riaprire o proseguire il lockdown?

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 14 aprile 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Nella scorsa settimana, rispetto alla precedente, c’è stato un rimbalzo dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il ribasso dell’alluminio primario e il rialzo dello stagno. Le quotazioni dell’indice LMEX sono salite sopra quota 2340 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra e in rialzo. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20 giorni (indicazione neutro-rialzista). Il valore dell’indice è ancora sotto la trendline (supporto dei prezzi) di lungo periodo che unisce i minimi del 2001, 2008 e 2016 fino ai minimi attuali.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

È stata superata la soglia di 1.6 milioni di contagiati e le 90 mila vittime. Più della metà della popolazione mondiale è in regime di lockdown. Secondo Oxford Economics è in lockdown anche il 65% del PIL mondiale. Solo la Cina sembra aver intrapreso la strada che riporta alla normalità pre-Covid-19. Per tutti gli altri Paesi, Italia inclusa, è arrivato il momento delle scelte.

I numeri dell’economia sono drammatici sotto vari aspetti:

  • perdita di fatturato delle aziende
  • aumento esponenziale della cassa integrazione
  • stime molto pessimistiche sulle aziende e attività commerciali in genere.

Molte aziende potrebbero non riaprire, con l’immediata conseguenza di un elevato numero di persone che si ritroverebbe senza un posto di lavoro.

Il primo semestre 2020 segnerà dati in negativo su tutti i fronti e in tutto il mondo. In Italia la perdita di PIL è stimata al 10%, l’attività economica in calo del 30% e circa il 45% dei consumi rischia di essere perso o rimandato. Anche il comparto dei servizi è ai minimi storici (stime e dati di Oxford Economics).

Le associazioni di categoria, a cominciare da Confindustria, premono per riaprire gli impianti produttivi. I sindacati dei lavoratori ribadiscono che viene prima la sicurezza. Gli scienziati invitano alla prudenza, per non vanificare quanto fatto. In mezzo ci sono i Governi. Un fatto è certo: più sarà prolungato il lockdown, più grave sarà la crisi economica e più difficile e complessa la ripartenza.

“The Economist” ha introdotto nel dibattito alcune domande finora non esplicitate:

  • Quanto siamo disposti a spendere, e a perdere, nella lotta al virus?
  • Quanti soldi, posti di lavoro, aziende, quante prospettive per le prossime generazioni siamo disposti a perdere?
  • Per quanto tempo saremo ancora capaci di anteporre la vita umana — la vita di qualunque essere umano, di qualunque età e di qualunque condizione fisica — a ogni altra considerazione che oggi ci appare cinica, ma che prima o poi potrà iniziare a sembrarci realistica?

Insomma, il settimanale britannico sottolinea un punto cruciale: il costo del distanziamento sociale potrà superarne i benefici. Per chi ha responsabilità di governo, le conseguenze di questo ragionamento comportano scelte non facili e impopolari. Noi crediamo sia giunta l’ora, comunque, di fare delle scelte, ponderando correttamente tutte le ipotesi scientifiche e non cedendo a interessi di parte.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Sulle Borse, la settimana corta che ha preceduto Pasqua è stata caratterizzata più dai rialzi che dai ribassi. Nel campo dei metalli, dai produttori arrivano notizie su una rimodulazione dell’offerta, che aiuterà a rallentare o fermare il ribasso dei prezzi, come sta avvenendo, per esempio, col rame.
Che il clima stia migliorando, almeno sulle Borse, lo dimostra il forte calo del VIX-indice di volatilità, che è sceso da quota 96 del 16 marzo (massimo dal 2008) a 44 (–50%). Il CRB Index, indice generale delle materie prime pubblicato da Reuters, prosegue la fase di rimbalzo, e si allontana dai valori minimi dal 1970 toccati il 20 marzo. L’indice LMEX ha chiuso in rialzo.
Metalli non ferrosi: la fase di rimbalzo dei prezzi c’è, ma non coinvolge i metalli non ferrosi in egual misura. Bene il rame, che approfitta della riduzione dell’offerta per la chiusura di miniere importanti. In rialzo anche gli altri metalli, a eccezione dell’alluminio.
Metalli preziosi: torna a salire il prezzo dell’oro e anche quelli degli altri preziosi, tranne il palladio.
Petrolio: rimbalzo dei prezzi, che tornano sopra i 30 dollari per il Brent e sopra i 25 per il WTI, anche se la performance settimanale è negativa. In rialzo il prezzo del gas naturale.
Valute: il cross euro-dollaro resta il più volatile. Il dollaro scende e si allontana dai massimi annuali. In leggera discesa anche l’euro, mentre rimbalza lo yuan cinese. In ribasso tutte le valute dei Paesi emergenti.