Ancora Cina. Ancora coronavirus

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 24 febbraio 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Nella scorsa settimana c’è stato un ribasso dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il ribasso del nichel. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese fino quota 2660 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra ma in ribasso. La chiusura settimanale è sotto le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione ribassista). La volatilità è alta.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Mentre in Cina il numero di morti e contagiati sembra rallentare la corsa, crescono i contagi fuori dalla Cina. Al secondo posto c’è la Corea del Sud, seguita dall’Italia. Nel nostro Paese sono immediatamente scattate misure restrittive per ridurre le possibilità di contagio, che non riescono a contrastare, però, il “contagio” della paura.

Sul fronte macroeconomico, si segnalano le nuove stime di ricadute negative sul PIL cinese e del resto del mondo. L’ultimo report di politica monetaria della Banca Popolare Cinese descrive immutati i fondamentali dell’economia cinese, aggiungendo che la durata della crisi da coronavirus sarà limitata. Il medesimo istituto, tuttavia, vara nuove misure per contrastare il rallentamento dell’economia.

Dopo aver già abbassato i tassi sugli strumenti di prestito a medio termine alle istituzioni finanziarie, giovedì scorso la Banca Popolare Cinese ha ridotto i tassi benchmark, così da rendere più bassi i costi di finanziamento delle imprese. Il Loan Prime Rate a un anno avrà un tasso di interesse ridotto dal 4.15% al 4.05%, mentre, per quello a 5 anni, si passa dal 4.80% al 4.75%. Se per la Cina sarà difficile mantenere gli obiettivi di crescita per il 2020, le autorità di Pechino provano comunque a inviare ai mercati il messaggio che la politica monetaria sarà sempre più espansiva, sebbene in modo graduale.

Intanto, a gennaio, i nuovi prestiti bancari sono saliti oltre le attese, fino alla cifra record di 3340 miliardi di yuan (1140 miliardi a dicembre 2019). Secondo lo S&P Global Rating, le banche cinesi potrebbero dover affrontare un aumento di prestiti difficilmente esigibili fino all’equivalente di 1100 miliardi di dollari. E se l’epidemia non supererà il picco entro aprile, il PIL cinese 2020 potrebbe non superare una crescita del 4.4%.

Un ulteriore alert giunge da Oxford Economics, che rileva che, nello scenario più buio di una pandemia globale, l’impatto sull’economia mondiale sarebbe di 1100 miliardi di dollari, pari all’1.3% della crescita, con recessione già nel primo semestre di quest’anno per eurozona e Stati Uniti.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
La settimana scorsa, gli indici generali dei prezzi delle materie prime, CRB e GSCI, hanno prolungato il rialzo della settimana precedente, grazie soprattutto ai rialzi dei prezzi del petrolio. Al contrario, l’indice dei prezzi dei metalli non ferrosi LMEX ha registrato un ribasso dei prezzi di tutti i metalli tranne lo stagno. Prezzi in rialzo per tutti i preziosi. Continua il rialzo del dollaro americano, che si rafforza contro le principali valute, mentre l’euro s’indebolisce. Ancora in ribasso lo yuan.